_Ritorno ad Alten per diversa strada. Isola di Maaso: suoi
abitanti, e loro ospitalità. Vantaggio di chi viaggiando è
tenuto per un principe. Hammerfest. Penisola Hwalmysling. Fregata
inglese. Arrivo in Alten. Corsa a Felwig: gran mercato di pesce._
Non ritornammo ad Alten per la strada tenuta dianzi: ma approfittando
della occasione visitammo tutto quello che ci si era detto meritare
attenzione nelle isole che sorgono presso la costa. La prima fu l’isola
di Maaso, abitata da un ministro, da un mercante, e da una trentina
di famiglie. Il mercante ci accolse colla più alta distinzione: ci
offrì diverse qualità di liquori; ci regalò alcune delle spugne che
trovansi sulle coste, di alcune conchiglie, e di un’alca, che suo
figliuolo avea impagliata. Poscia ci fece vedere i contorni della
sua abitazione, i quali non erano che semplici rupi, e caverne, ove
andava a caccia di lontre. Alla nostra partenza alzò padiglione, e
ci salutò con tre colpi di cannone. Questi segni di rispetto, e, se
vuolsi, di sommissione, erano senza fallo meno l’effetto della semplice
ospitalità, che un omaggio ch’egli credeva di rendere a due principi,
i quali per curiosità viaggiassero in codesto paese in _incognito_,
per godere di maggior libertà. Questo errore era fondato sopra un
avvenimento precedente. Un figlio dell’ultimo duca d’Orleans dopo
avere attraversata tutta la Norvegia, venne di là su questa costa
montato sopra un vascello: da quest’isola passò ad Alten, e da Alten
continuò la sua strada a cavallo, accompagnato da un giovine chiamato
_Montjoye_. Tutti e due seguivano a un di presso la stessa direzione,
che tenemmo noi; e tutti e due viaggiavano sotto finti nomi; il primo
sotto quello di _Müller_, e l’altro sotto quello di _Fröberg_, che in
alemanno significa lo stesso che il nome francese. L’anno appresso i
mercanti furono informati dai loro corrispondenti, che uno d’essi era
il principe d’Orleans; e da quel tempo in poi tanto in Norvegia, quanto
sulla costa di Laponia si credeva che ogni forestiere accompagnato da
un amico, e da due domestici, dovess’essere un principe viaggiatore o
per propria istruzione, o per piacere. Per formarsi poi una giusta idea
della ospitalità da noi ricevuta a Maaso sarebbe necessario sapere,
se i due personaggi accennati ricevessero le stesse dimostrazioni
di rispetto, che si usarono con noi. Io viaggiai in appresso col mio
compatriota _Bellotti_ attraverso della Norvegia, ove fummo trattati
della stessa maniera, ricevendo i più distinti onori; e mi compiaccio
di ricordare con viva riconoscenza l’ospitalità che in quel paese
si praticò con noi. Se non che senza mancare alla verità non posso
dispensarmi dal dire che dappertutto eravamo tolti per principi
italiani venuti verso il Nord per passarvi il tempo delle turbolenze,
che regnavano ne’ loro paesi; e cercavasi in tutti gli almanacchi
che principi potessimo essere. Il mio compagno, di una complessione
e di una ciera delicatissima, passava pel principe incognito; ed
io, più forte e robusto, era il suo segretario, o il suo Mentore.
Alcuni lo riguardavano come il figlio del duca di Parma; altri lo
prendevano pel figlio di quello di Modena; ed alcuni più scrupolosi
nelle loro ricerche, dicevano ne’ loro scrutinii genealogici, che
confrontando la sua età con quella d’altri principi mentovati negli
almanacchi, potevano con sicurezza asserire ciò che affermavasi della
sua condizione. Voglio credere che questa opinione influisse sopra
una certa classe di persone nelle principali città di Norvegia, ove
passammo alquanti giorni.
Da Maaso andammo ad Hammerfest, luogo, ove sono due, o tre mercanti,
un ministro, ed alcune famiglie. Tutti questi stabilimenti sulla
costa hanno molta somiglianza fra loro. Dappertutto si vede la
stessa sterilità, la nudità stessa, e lo stesso taglio delle rupi.
In quest’ultimo sito scorre un fiumicello, che passa attraverso di
una bella stretta ombreggiata di betulle; e vi si pescano sermoni
eccellenti. Alla riva direttamente posta all’incontro di Hammerfest
v’è una penisola chiamata Hwalmysling, in cui trovansi molte lepri, le
pelli delle quali fruttano al padrone ogni anno i dugento e trecento
risdalleri. Uno de’ mercanti di Hammerfest ci disse vagamente, che al
tempo de’ suoi predecessori una fregata inglese, sette od otto anni
all’incirca indietro, era venuta sulla costa con due astronomi, uno
de’ quali inalzò un osservatorio sopra una montagna vicina, mentre
l’altro, per quanto egli credeva, era andato a fissare la sua residenza
per alcun tempo sul Capo-Nord. Ma non si ricordava nè in quale anno
quella fregata inglese fosse comparsa colà, nè i nomi degli astronomi:
tutto quello che sapeva dire, si era, che l’apparizione di quella
fregata avea fatta tale impressione sugli abitanti della costa, che
andarono tutti per vederla, e ritornaronsi colla terribile apprensione,
che non forse portasse la guerra, e la distruzione in tutto il loro
circondario. Il ministro era sì grosso di persona, sì robusto, e di una
statura sì gigantesca, che se il suo ingegno avesse potuto sostenere un
parallelo colla statura, egli sarebbe stato il più gran teologo della
età nostra. Egli parlava latino e tedesco; e pareva molto sollecito
per sapere tutto ciò che appartenesse a politica. Gran piacere ebbe
in veder noi, persuaso che potremmo dargli delle nuove più fresche di
quelle ch’egli aveva. E si può farsi una idea della lenta comunicazione
di questa parte del globo col rimanente d’Europa, da questo, che
eravamo ai 19 di luglio del 1799, e il ministro di Hammerfest non
aveva ancora udito parlare de’ grandi affari politici seguiti dopo la
battaglia navale di Aboukir, accaduta nell’agosto del 1798.
Noi trovammo in Alten una persona, che io avea incaricata di farci una
raccolta di piante e d’insetti, ed un’altra per darci un saggio della
sua abilità in sonare il violino, onde poter conoscere lo stato della
musica in questa parte d’Europa. Ivi ci fermammo parecchi giorni per
fare i preparativi necessarii pel nostro ritorno verso il golfo di
Botnia. Durante questa fermata facemmo una piccola corsa a Felwig colla
intenzione di vedervi i Laponi, i quali vi capitavano da tutte le parti
per vendere i loro pesci. Chiamasi Felwig un piccolo porto tre miglia
distante da Alten; e vicinissimo a quel porto è un villaggio abitato da
alcuni mercanti, e da un ministro: vi si vede pure una chiesiuola.