FOOTNOTES:

[96] Vopisco nella Stor. Aug. p. 221. Zosimo l. I, p. 57. Eutrop. IX.

15. I due Vittori.

[97] Vopisco Stor. Aug. p. 222. Aurelio Vittore fa menzione, di una

formal deputazione fatta dalla truppe al Senato.

[98] Vopisco, nostra principale autorità, scriveva in Roma solamente

sedici anni dopo la morte di Aureliano; ed oltre alla recente notizia

dei fatti, trae costantemente i suoi materiali dai giornali del Senato,

e dagli scritti originali della libreria Ulpiana. Zosimo e Zonara

compariscono così ignoranti di questo trattato, come lo erano

generalmente della costituzione Romana.

[99] Livio l. 17. Dionisio Alicarnas. l. II. p. 115. Plutarco in Numa,

p. 60. Il primo di questi Scrittori riferisce la storia come un oratore,

il secondo come un legista ed il terzo come un moralista, e niuno

probabilmente senza qualche mescuglio di favola.

[100] Vopisco (nella Stor. Aug. p. 227) lo chiama _primae sententiae

consularis_, e subito dopo, _Princeps Senatus_. È naturale il supporre,

che i Monarchi di Roma sdegnando quell'umil titolo, lo cedessero al più

antico fra i Senatori.

[101] L'unica obbiezione a questa genealogia è che lo Storico si

nominava Cornelio, l'Imperatore Claudio. Ma sotto il basso Impero, i

soprannomi erano estremamente vari ed incerti.

[102] Zonara, l. XII, p. 637. La Cronica Alessandrina, per un facile

errore, trasferisce quell'età ad Aureliano.

[103] Nell'anno 273 egli fu Console ordinario, ma debbe essere stato

_suffetto_ molti anni avanti, e probabilmente sotto Valeriano.

[104] _Bis millies octingenties._ Vopisco nella Stor. Aug. p. 229.

Questa somma, secondo l'antica misura, equivaleva ad ottocento

quarantamila libbre Romane di argento, ciascuna della valuta di sei

zecchini. Ma nel secolo di Tacito il conio avea perduto molto nel peso e

nella purità.

[105] Dopo il suo avvenimento, ordinò che si facessero annualmente dieci

copie dello Storico, e si collocassero nelle pubbliche librerie. Le

librerie Romane sono da gran tempo perite, e la più stimabil parte di

Tacito fu conservata in un solo MS. e scoperta in un Monastero della

Vestfalia. Vedi Bayle, Dizionario. Art. _Tacito_, e Lipsio ad _Annal._

II. 9.

[106] Vopisco nella Stor. Aug. p. 227.

[107] Stor. Aug. p. 228. Tacito indirizzandosi ai Pretoriani, li

nominava _sanctissimi milites_, ed il popolo, _sacratissimi Quirites_.

[108] Nelle sue manumissioni non eccedè mai il numero di cento, come

limitato dalla legge Caninia promulgata sotto Augusto, e finalmente

abolita da Giustiniano. Vedi Casaubono _ad locum Vopisci_.

[109] Vedi le vita di Tacito, di Floriano, e di Probo nella Stor. Aug.

Possiamo assicurarci che tutto ciò che diede il Soldato, lo avea già

dato il Senatore.

[110] Vopisco nella Stor. Aug. p. 236: il passo è chiarissimo, ma

Casaubono e Salmasio vorrebbero correggerlo.

[111] Vopisco nella Stor. Aug. p. 230, 232, 233. I Senatori celebrarono

quel felice ristabilimento con ecatombi e con pubbliche allegrezze.

[112] Stor. Aug. p. 228.

[113] Vopisco nella Stor. Aug. p. 230. Zosimo l. I. p. 57. Zonara, l.

XII. p. 637. Due passi della vita di Probo (p. 236 238.) mi persuadono

che questi Sciti, invasori del Ponto, fossero Alani. Se dar possiam fede

a Zosimo (l. I. 58.) Floriano li perseguitò fino al Bosforo Cimmerio. Ma

egli ebbe appena tempo per una spedizione tanto lunga e difficile.

[114] Eutropio ed Aurelio Vittore dicon solamente ch'egli morì. Vittore

Giuniore aggiunge, ch'egli morì di febbre. Zosimo e Zonara affermano,

ch'egli fu ucciso dai soldati. Vopisco riferisce le due relazioni, e

sembra incerto. Sono per altro facilmente conciliabili queste diverse

opinioni.

[115] Secondo i due Vittori egli regnò precisamente dugento giorni.

[116] Stor. Aug. 231. Zosimo, l. I. p. 58, 59. Zonara, l. XII. p. 637.

Aurelio Vittore dice che Probo assunse l'Impero nell'Illirico; opinione

la quale (benchè adottata da un uomo dottissimo) getterebbe una

insuperabile confusione in quel periodo di storia.

[117] Stor. Aug. p. 229.

[118] Egli dovea inviare dei Giudici ai Parti, ai Persiani, ed ai

Sarmati, un Presidente alla Taprobana, ed un Proconsole nell'Isola

Romana, supposta dal Casaubono e da Salmasio essere la Britannia. Una

storia quale è la mia (dice Vopisco con giusta modestia) non sussisterà

mille anni per potere esporre o giustificare la predizione.

[119] Per la vita privata di Probo, vedi Vopisco nella Stor. Aug. p.

234, 237.

[120] Secondo la Cronaca Alessandrina egli era nell'età di cinquant'anni

quando morì.

[121] La lettera era indirizzata al Prefetto del Pretorio, il quale

(supposta la di lui buona condotta) egli promise di mantenere

nell'importante sua carica. Vedi Stor. Aug. p. 237.

[122] Vopisco nella Stor. Aug. p. 237. La data della lettera è

certamente erronea. In vece di _Non. Februar._ si può leggere _Non.

Augusti._

[123] Stor. Aug. p. 238. È cosa strana che il Senato trattasse Probo men

favorevolmente di Marco Antonino. Avea quel Principe ricevuto, anche

prima della morte di Pio, il _Jus quintae relationis_. Vedi Capitolin.

nella Stor. Aug. p. 24.

[124] Vedi la rispettosa lettera di Probo al Senato dopo le sue vittorie

Germaniche Stor. Aug. p. 239.

[125] La data e la durata del Regno di Probo sono esattamente fissate

dal Cardinal Noris nella sua dotta opera, _De Epochis Siro-Macedonum_,

p. 96, 105. Un passo di Eusebio congiunge il secondo anno di Probo con

le Ere di diverse città della Siria.

[126] Vopisco nella Stor. Aug. p. 239.

[127] Zosimo (l. I, p. 62-65) racconta una lunghissima e frivolissima

istoria di Licio, masnadiere Isaurico.

[128] Zosimo l. I, p. 65. Vopisco nella Stor. Aug. p. 239, 240. Ma

sembra incredibile, che la disfatta dei selvaggi della Etiopia potesse

interessare il Monarca Persiano.

[129] Oltre a questi capi ben cogniti, fa Vopisco menzione di vari

altri, le azioni dei quali non sono venute a nostra notizia.

[130] Vedi i Cesari di Giuliano e la Stor. Aug. p. 238, 240, 241.

[131] Zosimo, l. I. p. 62. Stor. Aug. p. 240. Ma l'ultima suppone che

fosse dato ad essi il castigo col consenso dei loro Re: se ciò è vero,

fu parziale come l'offesa.

[132] Vedi Cluver. Germania antica l. III. Tolomeo pone nel loro paese

la città di Calisia, che è forse Calish nella Slesia.

[133] _Feralis umbra_, tale è l'espressione di Tacito: è veramente molto

ardita.

[134] Tacit. Germania (c. 43.).

[135] Vopisco nella Stor. Aug. p. 238.

[136] Stor. Aug. p. 238, 239. Vopisco cita una lettera dell'Imperatore

al Senato, nella quale egli fa menzione del suo disegno di ridurre la

Germania in Provincia.

[137] Strabone l. VII. Secondo Velleio Patercolo (II. 108.) Maroboduo

condusse i suoi Marcomanni nella Boemia. Cluverio (German. antic. III.

8.) prova che vennero dalla Svevia.

[138] Questi Regolatori del pagamento delle Decime furono detti

_Decumates_; Tacit. Germania, c. 29.

[139] Vedi le note dell'Abate de la Bleterie alla Germania di Tacito, p.

183. La sua descrizione della muraglia è presa principalmente (come

dic'egli stesso) dall'Alsazia illustrata di Schoeflin.

[140] Vedi ricerche sopra i Chinesi e gli Egiziani, tom. II, p. 81, 202.

L'anonimo Autore è bene istruito del globo in generale e della Germania

in particolare: riguardo alla seconda, egli cita un'Opera del sig.

Hanselman; ma pare ch'egli confonda la muraglia di Probo, destinata

contro gli Alemanni, con la fortificazione dei Mattiaci, costruita nelle

vicinanze di Francfort contro i Catti.

[141] Egli distribuì quasi cinquanta o sessanta Barbari in circa per

_numero_; come allor si chiamava un corpo, che non sappiamo precisamente

da quanti individui fosse composto.

[142] _Cambden, in Britannia_, introduzione, p. 136; ma egli parla sopra

un'incertissima congettura.

[143] Zosimo, l. 1, p. 62. Secondo Vopisco, un altro corpo di Vandali fu

meno fedele.

[144] Stor. Aug. p. 240. Furono probabilmente discacciati dai Goti.

Zosimo l. I. p. 66.

[145] Stor. Aug. p. 240.

[146] Panegir. antic. V. 18. Zosimo, l. I. p. 66.

[147] Vopisco nella Stor. Aug. p. 245, 246. L'infelice Oratore avea

studiata la retorica a Cartagine, e perciò era probabilmente Mauro

(Zosimo l. I, p. 60) anzichè Gallo, come lo dice Vopisco.

[148] Zonara, l. XII. p. 638.

[149] Si racconta un esempio assai sorprendente della prodezza di

Proculo. Egli avea preso cento vergini Sarmate. Il resto della storia

egli stesso lo riferisca nella sua propria lingua; «Ex his una nocte

decem inivi: omnes tamen, quod in me erat, mulieres intra dies quindecim

reddidi». Vopisco nella Stor. Aug. p. 247.

[150] Proculo, ch'era nativo di Albenga nella riviera di Genova, armò

duemila dei suoi schiavi. Grandi erano la sue ricchezze, ma acquistate

per mezzo di ladronecci. Fu poi un detto della sua famiglia, _nec

latrones esse, nec principes sibi placere_. Vopisco Stor. Aug. p. 247.

[151] Stor. Aug. p. 240.

[152] Zosimo l. I. p. 66.

[153] Stor. Aug. p. 236.

[154] Aurelio Vittore in Probo; ma la politica di Annibale, non

ricordata da alcun altro più antico Scrittore, è inconciliabile con la

storia della sua vita. Egli lasciò l'Affrica in età di nove anni, vi

ritornò di quarantacinque ed immediatamente perdè la sua armata nella

decisiva battaglia di Zama: Livio, XXX. 37.

[155] Stor. Aug. p. 240. Eutrop. IX, 17. Aurelio Vittore in Probo.

Vittore Juniore. Egli rivocò la proibizione di Domiziano, ed accordò ai

Galli, ai Brettoni, ed ai Pannonj la general permissione di piantar

viti.

[156] Giuliano fa una severa, e veramente eccessiva censura del rigore

di Probo, il quale, come egli pensa, meritò quasi il suo destino.

[157] Vopisco nella Stor. Aug. p. 24. Egli profonde su questa vana

speranza un lungo squarcio d'insulsa eloquenza.

[158] _Turris ferrata._ Sembra che fosse una torre mobile e fasciata di

ferro.

[159] «Probus et vere Probus situs est: victor omnium gentium

barbararum: Victor etiam Tyrannorum».

[160] Tutto questo per altro può conciliarsi. Egli era nato a Narbona

nell'Illirico, confusa da Eutropio colla più famosa città di quel nome

nelle Gallie. Suo Padre potea essere un Affricano, e sua madre una Dama

Romana. Caro fu educato egli stesso nella Capitale. Vedi Scaligero,

_animadv. ad Euseb. Chron._ p. 241.

[161] Probo aveva richiesto al Senato una statua equestre, ed un palazzo

di marmo a pubbliche spese, come ricompense dovute al merito singolare

di Caro. Vopisco nella Stor. Aug. p. 249.

[162] Vopisco nella Stor. Aug. p. 242,249. Giuliano esclude l'Imperator

Caro, ed ambi i figliuoli di lui dal convito dei Cesari.

[163] Giovanni Malela, tom. I. p. 401. Ma l'autorità di quel Greco

ignorante è molto leggiera. Egli ridicolosamente fa venire da Caro la

città di _Carre_, la Provincia di Caria, l'ultima delle quali è

menzionata da Omero.

[164] Stor. Aug. p. 249. Caro si congratulò coi Senatori perchè uno del

loro Ordine era stato fatto Imperatore.

[165] Stor. Aug. p. 242.

[166] Vedi la prima egloga di Calfurnio. Fontenelle ne preferisce il

disegno a quello del _Pollione_ di Virgilio. Vedi tom. III. pag. 148.

[167] Stor. Aug. p. 353. Eutropio, IX. 18. _Pagi annal._

[168] Agatia l. IV. p. 135. Si trova una delle sue sentenze nella

Bibliot. Orient. del Sig. d'Herbelot. «La definizione dell'umanità

contiene tutte le virtù».

[169] Sinesio attribuisce questo fatto a Carino, ed è molto più naturale

di riferirlo a Caro, che a Probo, come vorrebbero il Petavio ed il

Tillemont.

[170] Vopisco nella Stor. Aug. p. 250. Eutropio IX. 18. I due Vittori.

[171] Alla vittoria Persiana di Caro io riferisco il dialogo del

_Filopatride_, ch'è stato per tanto tempo un soggetto di disputa tra i

letterati. Ma sarebbe necessaria una dissertazione per ischiarire e

giustificare la mia opinione.

[172] Stor. Aug. p. 250. Ma Eutropio, Festo, Rufo, i duo Vittori,

Girolamo, Sidonio Apollinare, Sincello e Zonara, tutti attribuiscono ad

un fulmine la morte di Caro.

[173] Vedi _Nemesian. Cynegeticon._ V. I. ec.

[174] Vedi Festo ed i suoi comentatori sulla parola _Scribonianum_. I

_Luoghi_ percossi dal fulmine venivan circondati con un muro; le cose

eran bruciate con misteriose cerimonie.

[175] Vopisco nella Stor. Aug. p. 250. Aurelio Vittore sembra che presti

fede alla predizione, ed approvi la ritirata.

[176] _Nemesian. Cynegiticon_, V. 69. Egli era contemporaneo, ma poeta.

[177] _Cancellarius._ Questa parola, così umile nella sua origine, è per

una singolar fortuna divenuta il titolo della prima gran carica di Stato

nelle monarchie dell'Europa. Vedi Casaubono e Salmasio, _ad Histor.

August._ p. 253.

[178] Vopisco nella Stor. Aug. p. 253, 254. Eutropio, IX. 19. Vittore

Juniore. Il regno di Diocleziano, per vero dire, fu così lungo e

prospero, che dovè esser molto favorevole alla reputazione di Carino.

[179] Vopisco nella Stor. Aug. p. 254. Egli lo nomina Caro, ma il senso

è naturale abbastanza, e le parole furono spesso confuse.

[180] Vedi Calfurnio egloga VII. 43. È da osservarsi che gli spettacoli

di Probo erano tuttavia recenti, e che il poeta vien secondato dallo

Storico.

[181] Il filosofo Montaigne (Saggi. L. III. 6.) fa un molto giusto e

vivace quadro della magnificenza romana in questi spettacoli.

[182] Vopisco nella Stor. Aug. p. 240.

[183] Vengono nominati _Onagri_: ma il numero n'è troppo piccolo per

semplici asini selvaggi. Cuper (de _Elephant. exercitat._ II. 7) ha

provocato con le autorità di Oppiano, di Dione e di un Anonimo Greco,

che si erano in Roma viste le zebre. Vi furono portate da qualche isola

dell'Oceano, forse dal Madagascar.

[184] Carino presentò un ippopotamo (Vedi Calf. Eglog. VII. 66.) Negli

ultimi spettacoli io non ritrovo coccodrilli, dei quali una volta

Augusto ne fece vedere trentasei. Dione Cassio, l. LV. p. 781.

[185] Capitolin. nella Stor. Aug. p. 164, 165. Noi non conosciamo gli

animali, ch'egli nomina _archeleontes_: alcuni leggono _argoleontes_,

altri _agrioleontes_; ambedue queste correzioni sono molto puerili.

[186] Plinio Stor. Nat. VIII. 6. Dagli annali di Pisone.

[187] Vedi Maffei Verona illustr. P. IV. l. I. c. 2.

[188] Maffei l. II. c. 7. L'altezza fu molto più esagerata dagli

antichi. S'innalzava quasi al Cielo, secondo Calfurnio (Eglog. VII. 23),

ed oltrepassava il termine della vista umana secondo Ammiano Marcellino

(XVI. 10.) Contuttociò quanto era piccola cosa riguardo alla gran

Piramide dell'Egitto, che ha cinquecento piedi di perpendicolo!

[189] Secondo diverse copie di Vitruvio, si legge 77000, o 87000

spettatori; ma il Maffei (l. II. c. 12) su i sedili scoperti non trova

luogo che per 34000. Il rimanente entrava nelle superiori gallerie

coperte.

[190] Vedi Maffei l. II. c. 5-11. Egli tratta questo difficilissimo

soggetto con tutta la possibil chiarezza, e come architetto non meno che

come antiquario.

[191] Calfurnio Egloga VII. 64, 73. Curiosi sono questi versi; e tutta

l'Egloga è stata di un uso infinito al Maffei. Calfurnio non men che

Marziale, (vedi il suo I. libro) era poeta, ma quando essi ritrassero

l'anfiteatro, scrissero ambidue secondo i propri lor sentimenti, e quei

dei Romani.

[192] Vedi Plin. Stor. nat. XXXIII. 16. XXXVII. 11.

[193]

_Balteus en gemmis, en inclita porticus auro_

_Certatim radiant ec._

Calfurn. VII.

[194] _Et Martis vultus et Apollinis esse putavi_, dice Calfurnio; ma

Giovanni Malela, che avea forse veduto qualche ritratto di Carino, lo

rappresenta come grosso, piccolo e bianco, tomo I. p. 403.

[195] Riguardo al tempo in cui questi giuochi romani furono celebrati,

Scaligero, Salmasio e Cuper si sono dati gran pena per oscurare un

soggetto chiarissimo.

[196] Nemesiano, nei Cinegetici, sembra che anticipi colla sua

immaginazione quel fausto giorno.

[197] Vinse tutte le corone a Nemesiano, col quale contendeva nella

poesia didattica. Il Senato eresse una statua al figliuolo di Caro, con

una iscrizione molto ambigua. «Al più potente degli Oratori». Vedi

Vopisco nella Stor. Aug. p. 251.

[198] Cagione almeno più naturale di quella che assegna Vopisco (Stor.

Aug. p. 251.) cioè il continuo piangere per la morte di suo padre.

[199] Nella guerra Persiana, Apro fu sospettato di aver disegno di

tradir Caro. Stor. Aug. p. 250.

[200] Noi dobbiamo alla Cronica Alessandrina (p. 274) la notizia del

tempo e del luogo, dove Diocleziano fu eletto Imperatore.

[201] Stor. Aug. p. 251. Eutrop. IX. 18. _Hieronym. in Chron._ Secondo

questi _giudiziosi_ Scrittori, la morte di Numeriano si scoprì pel

fetore del suo cadavere. Non si potevano forse trovare aromati nella

Tenda Imperiale?

[202] Aurelio Vittore. Eutropio, IX. 20. _Hieronym. in Chron._

[203] Vopisco nella Stor. Aug. p. 252. La ragione, por cui Diocleziano

uccise _Apro_ (cinghiale) era fondata sopra una predizione e sopra un

giuoco di parole egualmente ridicoli che conosciuti.

[204] Eutropio ne segna il sito molto accuratamente; questo fu tra il

Monte Aureo ed il Viminiaco. Il Sig. Danville (Geograf. antica tom. I.

p. 304) pone Margo a Kastolatz nella Servia, un poco sotto Belgrado e

Semendria.

[205] Stor. Aug. p. 254. Eutrop. IX. 20. Aurelio Vittore. Vittore in

_Epitom._

Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 02 · 第 10 / 21 题