[1] _Pons Aureoli_, tredici miglia distante da Bergamo, e trentadue da
Milano. Vedi Cluver. Italia antic. tom. I. p. 245. Nel 1703 seguì vicino
a questo luogo l'ostinata battaglia di Cassano tra i Francesi e gli
Austriaci. L'eccellente relazione del Cavalier Folard, che vi era
presente, dà una distintissima idea del terreno. Vedi il Polibio di
Folard, tom. III, p. 223, 248.
[2] Sulla morte di Gallieno vedi Trebellio Pollione nella Stor. Aug. p.
181. Zosimo, l. 1. p. 37. Zonara, l. XII, p. 634. Eutropio, IX. 11.
Aurelio Vittore in _Epitom._ Vittore _in Caesarib._ Io gli ho
confrontati, ed ho fatt'uso di tutti, ma ho principalmente seguitato
Aurelio Vittore, il quale par che abbia avute le memorie migliori.
[3] Alcuni molto capricciosamente lo supponevan bastardo del più giovane
dei Gordiani. Altri profittavano della Provincia della Dardania per
dedurre l'origine di lui da Dardano, e dagli antichi re di Troia.
[4] _Notoria_, dispaccio periodico e ministeriale, che gl'Imperatori
ricevevano dai _Frumentarj_ o sieno Agenti sparsi per le Province.
Parleremo di questi più sotto.
[5] Stor. Aug. p. 208. Gallieno descrive l'argenteria, le vesti ec. come
amatore e intendente di queste magnifiche bagatelle.
[6] Giuliano (Orazione I. p. 6) afferma che Claudio acquistò l'Impero in
una maniera legittima ed anzi sacra. Ma noi possiam diffidare della
parzialità di un congiunto.
[7] Stor. Aug. p. 203. Sonovi alcune piccole differenze riguardo alle
circostanze dell'ultima disfatta e morte di Aureolo.
[8] Aurelio Vittore in Gallieno. Il popolo altamente chiedeva la
condanna di Gallieno. Il Senato decretò che i suoi parenti e domestici
fossero precipitati dalle scale Gemonie. Ad un colpevol ministro delle
pubbliche entrate furon cavati gli occhi, mentre era sotto l'esame.
[9] Zonara l. XII. p. 137.
[10] Zonara in questa occasione fa menzione di Postumo; ma i registri
del Senato (Stor. Aug. p. 203) provano che Tetrico era già Imperatore
delle Province occidentali.
[11] La Storia Augusta fa menzione del minor numero e Zonara del
maggiore; la vivace fantasia di Montesquieu l'indusse a preferire
quest'ultimo.
[12] Trebell. Pollione nella Stor. Aug. p. 204.
[13] Stor. Aug, in Claud. Aurelian. e Prob. Zosimo, l. 1. p. 38, 42
Zonara, l. XII. p. 638. Aurel. Vittore _in Epitom._ Vittor. Junior. _in
Caesarib._ Eutrop. IX 11. Euseb. _in Chron._
[14] Secondo Zonara (l. XII. p. 638.) Claudio avanti la sua morte lo
rivestì della porpora; ma questo fatto singolare vien piuttosto
contraddetto che confermato dagli Scrittori.
[15] Vedi la vita di Claudio scritta da Pollione, e le orazion di
Mamertino, Eumenio e Giuliano. Vedi parimente i Cesari di Giuliano p.
313. In Giuliano non era adulazione, ma superstizione e vanità.
[16] Zosimo, l. I p. 42. Pollione (Stor. Aug. p. 207) gli accorda alcune
virtù, e dice che fu, come Pertinace, ucciso dagli sfrenati soldati.
Secondo Dexippo, egli morì di malattia.
[17] Teoclio (come vien citato nella Stor. Aug. p. 211) afferma che in
un giorno egli uccise con le sue proprie mani quarantotto Sarmati, ed in
diverse susseguenti battaglie novecento cinquanta. Questo eroico valore
fu ammirato dai soldati, e celebrato nelle rozze loro canzoni,
l'intercalare delle quali era _mille, mille, mille, occidit_.
[18] Acolio (appresso la Stor. Aug. p. 213) descrive la cerimonia della
adozione come fu celebrata in Bisanzio alla presenza dell'Imperatore e
de' suoi principali Ministri.
[19] Stor. Aug. p. 211. Questa laconica lettera è veramente lavoro di un
soldato; è piena di frasi e di voci militari, alcune delle quali non
possono intendersi senza difficoltà. _Ferramenta Samiata_ sono bene
spiegati da Salmasio. La prima di queste voci significa ogni arme
offensiva, ed è opposta ad _Arma_, arme difensiva. L'ultimo significa
bene affilate e bene appuntate.
[20] Zosimo l. I. p. 45.
[21] Dexippo (nell'_Excerpta Legat._ p. 12) riferisce tutto il trattato
sotto il nome dei Vandali. Aureliano maritò una delle Dame Gote al suo
Generale Borioso, ch'era capace di bevere coi Goti e scoprire i loro
segreti. Stor. Aug. p. 147.
[22] Stor. Aug. p. 222. Eutrop. IX. 15. Sesto Rufo. c. 9 Lattanzio _de
mortibus Persecutorum_, c. 9.
[23] I Valacchi conservano ancora molte tracce della lingua Latina, e si
sono sempre gloriati di discendere dai Romani. Sono circondati dai
Barbari, ma non mescolati con essi. Vedi una Memoria del Sig. D'Anville
sulla Dacia antica nell'Accademia delle iscrizioni, tom. XXX.
[24] Vedi il primo Capitolo di Giornandes. I Vandali però (c. 22)
conservarono una certa indipendenza tra i fiumi Marisia e Crissia (Maros
e Keres) che sboccano nel Tibisco.
[25] Dexippo, p. 7, 22. Zosimo l. I. p. 43. Vopisco in Aureliano nella
Stor. Aug. Per quanto questi Storici differiscano nei nomi (Alemanni,
Jutungi e Marcomanni) egli è evidente che indicano la stessa nazione e
la stessa guerra, ma conviene usar molta cura nel conciliarli e
spiegarli.
[26] Cantoclaro, con la solita sua accuratezza, preferisce di tradurre
trecentomila: la sua versione ripugna ugualmente al senso e alla
grammatica.
[27] Possiamo osservare come un esempio di cattivo gusto, che Dexippo
applica all'infanteria leggera degli Alemanni i termini tecnici, propri
solamente della Greca falange.
[28] In Dexippo si legge adesso _Rhodanus_. Il Sig. di Valois molto
giudiziosamente cambia la parola in _Eridanus_.
[29] L'Imperatore Claudio era certamente in quel numero; ma non sappiamo
fin dove si estendesse questo segno di rispetto: se fino a Cesare ed
Augusto, deve aver prodotto un superbo formidabile spettacolo quella
lunga serie di padroni del mondo.
[30] Vopisco nella Stor. Aug. p. 210.
[31] Dexippo mette in lor bocca una prolissa orazione, degna di un Greco
sofista.
[32] Stor. Aug. p. 215.
[33] Dexippo p. 12.
[34] Vittore Juniore in Aureliano.
[35] Vopisco nelle Stor. Aug. p. 216.
[36] Il piccol fiume o piuttosto torrente del Metauro, vicino a Fano, è
divenuto immortale per uno Storico, quale è Livio, ed un poeta, quale è
Orazio.
[37] Se ne fa menzione in una iscrizione trovata in Pesaro. Vedi Gruter.
CCLXXVI. 3.
[38] Alcun penserebbe, dic'egli, che voi foste radunati in una Chiesa
Cristiana, e non nel tempio di tutti gli Dei.
[39] Vopisco nella Stor. Aug. p. 215, 216 fa una lunga descrizione di
queste cerimonie, estratta dai Registri del Senato.
[40] Plinio Stor. nat. III. 5. Per confermare la nostra idea, è da
osservarsi, che per lungo tempo il monte Celio fu un bosco di quercie,
ed il monte Viminale fu coperto di salci; che nel quarto secolo
l'Aventino era un disabitato e solitario ritiro; che fino al tempo di
Augusto l'Esquilino rimase un insalubre cimitero; e che le numerose
ineguaglianze, osservate dagli antichi nel Quirinale, provano
sufficientemente, che non era coperto di fabbriche. Dei Sette Colli, il
Capitolino ed il Palatino solamente, con la valli adiacenti, furono la
primiera abitazione del popolo Romano. Ma questo soggetto richiederebbe
una dissertazione.
[41] _Exspatiantia tecta multas addidere urbes_, è l'espressione di
Plinio.
[42] Stor. Aug. p. 222. Lipsio, ed Isacco Vossio hanno di buona voglia
adottata questa misura.
[43] Ved. Nardini Roma antica, l. I. c. 8.
[44] Tacito Stor. IV. 23.
[45] Intorno alla muraglia di Aureliano, vedi Vopisco nella Stor. Aug.
p. 216, 222. Zosimo, l. I. p. 43. Eutrop. IX 15. Aurel. Vittore in
_Aureliano_, Vittore Juniore in _Aureliano_, Euseb. Hieronym. e Idazio
in _Chronic._
[46] Il suo competitore fu Lolliano o Eliano, se veramente questi due
nomi indicano la stessa persona. Ved. Tillemont, tom. III. p. 1177.
[47] Il carattere che fa di questo Principe Giulio Ateriano (appresso la
Stor. Aug. p. 187) merita di esser trascritto, giacchè sembra bello ed
imparziale: «Victorino qui post Junium Posthumium Gallias rexit, neminem
existimo praeferendum; non in virtute Traianum; non Antoninum in
clementia; non in gravitate Nervam; non in gubernando aerario
Vespasianum, non in censura totius vitae ac severitate militari
Pertinacum vel Severum. Sed omnia haec libido et cupiditas voluptatis
mulierariae sic perdidit, ut nemo audeat virtute ejus in litteras
mittere, quem constat omnium judicio meruisse puniri».
[48] Egli rapì la moglie di Attiziano, _attuario_, o agente
dell'esercito. Stor. Aug. p. 186. Aurel. Vittore in Aureliano.
[49] Pollione assegna ad essa un articolo fra i trenta Tiranni. Stor.
Aug. p. 206.
[50] Pollione nella Stor. Aug. p. 196. Vopisco nella Stor. Aug. p. 220.
I due Vittori nelle vite di Gallieno e di Aureliano; Eutropio, IX. 13.
Euseb. _in Chron._ Di tutti questi Scrittori solamente i due ultimi (ma
con gran probabilità) pongono la caduta di Tetrico innanzi a quella di
Zenobia. Il Sig. di Boze (nell'Accademia delle _Iscrizioni_ tom. XXX)
non vorrebbe, e Tillemont (tom. III. p. 1189) non ardisce seguitarli. Io
sono stato più sincero dell'uno, e più ardito dell'altro.
[51] Vittore Juniore in Aurel. Eumenio nomina queste truppe _Batavicae_;
alcuni critici senza alcuna ragione vorrebbero cambiar quella voce in
_Bagaudicae_.
[52] Eumen. in vel. Panegir. IV. 8.
[53] Vopisco nella Stor. Aug. p. 246. Autun non fu ristaurata fino al
regno di Diocleziano: Ved. Eumenio _de restaurandis scholis_.
[54] Quasi tutto quel che si dice dei costumi di Odenato e di Zenobia, è
preso dalle loro vite nella Stor. Aug. di Trebellio Pollione. Vedi p.
192, 198.
[55] Essa non riceveva mai gli abbracciamenti del suo marito che per
l'oggetto di aver prole. Se le sue speranze restavan deluse, reiterava
il tentativo nel susseguente mese.
[56] Stor. Aug. p. 192, 193. Zosimo l. I. p. 36. Zonara, l. XII. p. 633.
L'ultimo è chiaro e probabile; sono gli altri confusi e inconsistenti.
Il testo di Sincello, se non è coretto, è assolutamente inintelligibile.
[57] Odenato e Zenobia spesso gli mandavano doni di gemme e gioielli,
scelte tra le spoglie del nemico, ed esso li riceveva con infinito
piacere.
[58] Sono stati promossi alcuni ingiustissimi sospetti sopra Zenobia,
come se stata fosse complice dell'uccisione del marito.
[59] Stor. Aug. p. 180, 181.
[60] Vedi nella Stor. Aug. p. 198 la testimonianza che rende Aureliano
al di lei merito; e per la conquista dell'Egitto Zosimo l. I, p. 39, 40.
[61] Timolao, Erenniano e Vaballato. Si suppone che i due primi fosser
già morti avanti la guerra. Aureliano concesse all'ultimo di questi una
piccola Provincia dell'Armenia col titolo di Re. Esistono tuttora
diverse medaglie di lui. Vedi Tillemont, tom. III. p. 1190.
[62] Zosimo l. I, p. 44.
[63] Vopisco (nella Stor. Aug. p. 217) ci dà una lettera autentica, ed
una dubbia visione di Aureliano. Apollonio di Tiana era nato quasi
contemporaneamente a Gesù Cristo. La vita del primo vien riferita dai
suoi discepoli in un modo tanto favoloso, che non si può conoscere se
fosse un savio, un impostore, od un fanatico.
[64] Zosimo, l. I. p. 46.
[65] In un luogo chiamato _Immoe_, Eutropio, Sesto Ruffo e S. Girolamo
fanno solamente menzione di questa prima battaglia.
[66] Vopisco nella Stor. Aug. p. 217 fa solamente menzione della
seconda.
[67] Zosimo l. I. p. 44, 48. La sua descrizione delle due battaglie è
chiara e circostanziata.
[68] Era 537 miglia distante da Seleucia, e dugentotre dalla più vicina
costa della Siria, secondo la relazione di Plinio, che in poche parole
(Stor. nat. V. 21) ne porge una eccellente descrizione di Palmira.
[69] Alcuni viaggiatori Inglesi che partirono da Aleppo, scoprirono le
rovine di Palmira verso il fine dell'ultimo secolo. La nostra curiosità
è stata poi soddisfatta più splendidamente dai Signori Wood e Dawkins.
Per la Storia di Palmira possiam consultare la magistrale dissertazione
del Dottor Halley nelle Transazioni Filosofiche, compendio di Lowthorp.
vol. III. p. 528.
[70] Vopisco nella Stor. Aug. p. 218.
[71] Da una incertissima Cronologia ho procurato di estrarre la data più
probabile.
[72] Stor. Aug. p. 218. Zosimo, l. I. p. 50. Benchè il cammello sia una
grave bestia da soma, pure il dromedario, che è della stessa specie o di
una specie affine, vien usato dai natii dell'Asia e dell'Affrica in
tutte le occasioni che richieggono celerità. Affermano gli Arabi che il
dromedario può far tanto cammino in un giorno, quanto ne fanno in otto o
dieci giorni i loro cavalli più corridori. Vedi Buffon. Storia nat. tom.
XI. p. 122, ed i Viaggi di Shaw, p. 167.
[73] Pollione nella Stor. Aug. p. 299.
[74] Vopisco nella Stor. Aug. p. 219. Zosimo, l. I. p. 51.
[75] Stor. Aug. p. 219.
[76] Vedi Vopisco nella Stor. Aug. p. 220, 242. Viene osservato, come
esempio di lusso, ch'egli avea le finestre di vetro. Era famoso per la
forza e per l'appetito, pel coraggio e per la destrezza. Dalla lettera
di Aureliano si può giustamente inferire, che Fermo fu l'ultimo dei
ribelli, e conseguentemente che Tetrico era già sottomesso.
[77] Vedi il trionfo di Aureliano descritto da Vopisco. Egli riferisce
le particolarità colla sua solita esattezza, ed in questa occasione sono
fortunatamente interessanti. Stor. Aug. p. 220.
[78] Fra le barbare nazioni, le donne hanno spesso combattuto ai fianchi
dei loro mariti. Ma è _quasi_ impossibile, che una società di Amazzoni
sia mai esistita o nel vecchio o nel nuovo mondo.
[79] L'uno delle _braccae_ o calzoni era tuttavia considerato in Italia
come una gallica e barbara moda. I Romani per altro vi si erano molto
avvicinati. Il cingersi le gambe e cosce con fasce o strisce, si
prendeva ai tempi di Pompeo e di Orazio, come una prova di malattia, o
di effemminatezza. Nel secolo di Traiano l'uso di queste era limitato
alle persone ricche e di lusso. Fu a poco a poco adottato dai più vili
del popolo. Vedi una curiosa nota del Casaubono, _ad Sveton. in August._
c. 82.
[80] Erano i primi, assai probabilmente; i secondi nelle medaglie di
Aureliano non indicano (come giudica il dotto Cardinal Noris) che una
vittoria orientale.
[81] L'espressione di Calfurnio (Eglog. l. 50.) «Nullos ducet _captiva_
triumphos» come applicata a Roma, contiene una manifestissima allusione
e censura.
[82] Vopisco nella Stor. Aug. p. 199. _Hieronym. in Chron._ _Prosper. in
Chron._ Baronio suppone che Zenobio, vescovo di Firenze ai tempi di S.
Ambrogio, fosse della famiglia di lei.
[83] Vopisco nella Stor. Aug. p. 222. Eutropio, IX. 13. Vittore Juniore.
Ma Pollione nella Stor. Aug. p. 196 dice che Tetrico fu fatto Censore di
tutta l'Italia.
[84] Stor. Aug. p. 197.
[85] Vopisco nella Stor. Aug. 222. Zosimo l. I. p. 156. Egli vi collocò
le immagini di Belo e del Sole, che portate avea da Palmira. Fu questo
dedicato nel quarto anno del suo regno (_Euseb. in Chron._), ma fu
sicurissimamente cominciato dopo il suo avvenimento al trono.
[86] Vedi nella Stor. Aug, p. 210. i presagi della fortuna di lui. La
sua devozione al Sole apparisce nelle sue lettere, nelle sue medaglie,
ed è riferita nei Cesari di Giuliano. Vedi Comment. di Spanemio, p. 109.
[87] Vopisco nella Stor. Aug. p. 221.
[88] Stor. Aug. p. 222. Aureliano nomina quei soldati, _Hiberi,
Riparienses, Castriari, et Dacisci_.
[89] Zosimo, l. I. p. 56. Eutropio IX. 14. Aurel. Vittore.
[90] Stor. Aug. p. 223. Aurel. Vittore.
[91] Infierì già prima del ritorno di Aureliano dall'Egitto. Vedi
Vopisco, che cita una lettera originale. Stor. Aug. p. 244.
[92] Vopisco nella Stor. Aug. p. 222. I due Vittori. Eutropio 9, 14.
Zosimo (l. I. p. 43) fa menzione di soli tre Senatori, e pone la lor
morte avanti la guerra d'Oriente.
[93]
«Nulla catenati feralis pompa Senatus
Carnificum lassabit opus: nec carcere pleno
Infelix ruros numerabit curia Patres.»
_Calfurn, Eclog. I. 60._
[94] Secondo Vittore Juniore egli portò qualche volta il Diadema. Si
legge sulle di lui medaglie _Deus_ e _Dominus_.
[95] Era questa osservazione di Diocleziano. Vedi Vopisco nella Stor.
Aug. p. 224.