Qualunque italiano non toscano, e specialmente un italiano delle
provincie settentrionali, il quale si metta a leggere il vocabolario,
si persuade fin dalle prime pagine di questa verità: che la lingua
italiana generalmente parlata e scritta nelle sue provincie è tanto
povera, — tanto scarsa, voglio dire, di vocaboli e di modi, — da
doversi chiamare piuttosto una _mezza lingua_, che una lingua intera.
Leggendo il vocabolario, infatti, si trovano centinaia e migliaia
di vocaboli e di modi vivi, efficacissimi, d'un significato che non
sapremmo rendere con altre parole; i quali nell'Italia settentrionale
non si dicono e non si scrivono mai, o rarissimamente, come se fossero
modi e vocaboli morti. È superfluo il dir la ragione di questo fatto,
il quale è comune a tutte le lingue da per tutto dove si parla un
dialetto. Ma non è inutile l'accennarlo e l'insistervi per dimostrare
ai giovani dell'Italia settentrionale i quali si dánno allo studio
della lingua italiana, come per prima cosa essi debbano cercare
d'appropriarsi di questa lingua quella grandissima parte che loro
manca, e della cui mancanza nulla ci può avvertire così prontamente e
così utilmente come la lettura del vocabolario.
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Si notino, per esempio, i seguenti vocaboli tolti dal dizionario del
FANFANI.
APPICCICHINO. — Uomo che si appiccica ad altri per molestare, o
chiedendo o cianciando, o mostrando famigliarità soverchia.
ATTACCHINO. — Più maligno, più pungente che _Attaccalite_.
ATTIZZINO. — Chi attizza gli altri fra loro. Generalmente si dice
_mettimale_ che non è la stessissima cosa.
CICALINO. — È superfluo notare la differenza che corre fra questa
parola e _cicalone_.
DONNINO. ES.: _Che camera assestata tiene questo Pietro: è proprio
un donnino_ (Fanf.)
FARFALLINO. — Uomo volubile.
FICCHINO. — È quasi lo stesso che _Ficcanaso_; ma dicesi più
specialmente di chi, anche non invitato, cerca di andare o a
pranzi o a ritrovi, ecc.; mentre _Ficcanaso_ è chi si ficca per
curiosità più che per altro.
FRUCCHINO (da Frucchiare). — Chi mette le mani per ismania di darsi
faccenda in diverse cose, e anche in una sola, ma con gran moto,
senza senno nè gravità, e senza che le cose nelle quali mette le
mani gli appartengano gran fatto.
FRUGOLINO. — (dimin. di frugolo). — Una donnina, un bimbo, un ometto
che non sta mai fermo.
GALOPPINO. — Uno che strappa da vivere facendo mille mestieri.
GIRANDOLINO. — Lo stesso che Farfallino.
PERTICHINO. — Nel linguaggio teatrale si chiama _pertichino_ quel
cantante che sta fisso in teatro, a un tanto il mese, e che
è adoperato a fare le parti più umili, ordinate solo a tener
bordone e far apparir meglio le parti principali. Si applica per
analogia ad altre persone.
RABATTINO. — Persona ingegnosissima che in mille modi, ma sempre
per vie oneste, cerca di guadagnare e vantaggiare la propria
masserizia.
STILLINO. — Lo stesso che _Rabattino_; ma dicesi anche di chi aguzza
l'ingegno per riuscire in alcuna cosa; da _stillare_, trovare
accortamente il modo di far checchessia; _stillo_, modo, via,
ecc. ES.: _Trova qualche stillo per divertire, o per tenere a
dada questa gente._
TRITINO. — Dicesi di chi ha la manía di vestir bene, ma non
potendoci arrivar colla spesa, ha sempre dei panni rifiniti, e di
poco valore.
Quante volte, parlando e scrivendo, noi italiani del settentrione
abbiamo bisogno di queste parole, e non le sapendo, o non avendole,
come suol dirsi, alla mano, ne diciamo altre che non esprimono il
nostro pensiero! Invece di _stillino_, per esempio, uomo ingegnoso;
invece di _tritino_, vestito male; invece di _frugolino_, vivace;
invece di _rabattino_, mestierante; invece di _appiccichino_,
seccatore; parole generiche, adoperabili in mille casi, dalle quali il
linguaggio non riceve nè colore nè garbo. L'_astratto_, come diceva il
Manzoni, invece del _per l'appunto_.
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Si notino quest'altre, tolte pure dal dizionario del Fanfani.
AFFANNONE
ALMANACCONE
ARRUFFONE
CABALONE
CIABATTONE
FACCENDONE
FIUTONE
FRACASSONE
FRUGONE
GIRANDOLONE
LITIGONE
LUMACONE
IMPICCIONE
MACHIONE
NINNOLONE
NOTTOLONE
PIALLONE
SBALLONE
SCIALONE
SCIOPERONE
SGOMENTONE
SINCERONE
SOFFIONE
STRONFIONE
RIGIRONE
TATTICONE
TENTENNONE
TRAFFICONE
TRAPPOLONE
VILUPPONE
Di queste trenta parole, ciascuna delle quali ha un significato
distinto, intelligibile da qualunque italiano che le senta per la
prima volta, quante sono usate, così parlando che scrivendo, dagli
italiani settentrionali? Tutt'al più quattro o cinque. E che parole
s'usano invece? Ci rifletta un momento un piemontese, un genovese o un
lombardo, e riconoscerà che usa quasi sempre una perifrasi, o esprime
la cosa con un gesto, o dice una parola la quale non rende che presso
a poco il suo pensiero.
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Di questa povertà della lingua che si parla tra noi, s'ha una prova
ogni momento. Un giorno, per esempio, ch'ero a desinare da una famiglia
piemontese, la padrona di casa mi disse: — Lei oggi non ha appetito.
— Non è che non abbia appetito, — risposi celiando; — è che ho fatto
uno _spuntino_ due ore fa. — Questa parola _spuntino_ destò uno stupore
generale, e tutti mi guardarono come per domandarmi che diavolo avessi
voluto dire. Io continuai: — In ogni modo bisogna che desini per
non essere poi obbligato a fare un _ritocchino_ fra un paio d'ore.
— Nuova meraviglia per questo misterioso _ritocchino_. — Del resto,
soggiunsi, questo piatto è così squisito che vorrei pigliare ancora il
_contentino_. — Terza meraviglia per il _contentino_.
Infine mi domandarono che cosa significassero quelle tre parole.
SPUNTINO, — è il piccolo mangiare che si fa fuori dell'ordinario e
tanto per sostenere lo stomaco fino all'ora solita del cibo. (F.)