RITOCCHINO, — è un piccolo pasto che si fa dopo aver mangiato. (F.)

CONTENTINO, — è quel po' che si piglia ancora d'una cosa che ci

piaccia, dopo che se n'è già mangiata la propria porzione. (Si

dice pure per la giunta che si dà dopo la derrata). (F.)

Queste tre parole graziosissime, usate in tutta la Toscana, entrarono

da quel giorno nel vocabolario faceto della famiglia, invece delle

espressioni _mangiare prima del desinare_, _mangiare dopo_, _prendere

ancora un boccone_ che erano usate prima. Ora ci sarà qualcuno il quale

consideri quelle parole come fiorentinismi, e le voglia bandite solo

perchè non sarebbero capite alla prima in tutta l'Italia? Si approvi

o no l'idea del Manzoni, non si può rifiutare di prendere tra le

espressioni e i vocaboli toscani tutti quelli che servono a dir cose

che noi diciamo altrimenti con più parole e con meno garbo. Ho veduto,

per esempio, dei genovesi e dei piemontesi sudar freddo per dire in

italiano quello che in francese si dice _foisonner_, in piemontese _fe

foson_, in genovese _faa reo_, ecc.; una cosa che in famiglia occorre

di dire spessissimo: di alimenti, cioè, i quali per mangiare che se ne

faccia, pare che non consumino e sieno più abbondanti di quello che

sono veramente. Dicevano: _la tal cosa pare più abbondante di quello

che è_, _della tal cosa ce n'è sempre più di quello che si crede_, ecc.

Espressioni vaghe, lunghe e inesatte. Ebbene, in Toscana si dice _far

comparita_. Chi vorrà continuare a filare un lungo periodo per dir male

una cosa semplicissima, se può dirla con un _toscanismo_ di due parole?

*

* *

Una delle gran ragioni per le quali molti di noi non capiamo la

necessità di arricchire la propria lingua è questa: che ignorando certi

modi e certi vocaboli, non ci accorgiamo punto, scrivendo o parlando,

delle perifrasi, dei giri di parole, delle contorsioni di frase di

cui ci serviamo per esprimer cose che quei modi e vocaboli esprimono

con poche sillabe. Se io ignoro l'esistenza della parola _golino_, per

esempio, non capisco perchè un Toscano sbadigli quando gli dico: — _il

tale mi diede un colpo nella gola col pollice e coll'indice aperti._ —

Se non so che ci sia la parola _ingozzatura_, non m'accorgo di fare una

lungaggine dicendo invece di: — Gli diedi un'ingozzatura, — _Gli diedi

un colpo colla mano aperta sul capello in modo che glielo feci scendere

fin sulle spalle_, ecc. ecc. Ma mettiamoci un po' a studiare la lingua,

come diceva il Giusti, con tanto d'occhi aperti; vedremo quante lacune

ci son nel nostro parlare e nel nostro scrivere, quante superfluità,

quante improprietà, quante pedanterie, quanta miseria!

*

* *

Il miglior mezzo di studiare il vocabolario mi par quello di cavarne

un altro piccolo vocabolario per nostro uso, raggruppando intorno a un

certo numero di soggetti generali tutte le parole e tutti i modi che

ci sembrano degni di nota. Una scorsa data poi di tratto in tratto a

queste note ravviva maggior quantità di lingua nella memoria che non

la lettura di dieci libri. Estraggo, per esempio, dai miei appunti sul

vocabolario del Fanfani, una parte di quello che riguarda il _mangiare_

e il _bere_.

_Sulla maniera di mangiare._

MANGIARE A DESCO MOLLE. — Mangiare a tavola sparecchiata.

MANGIARE A BATTISCARPA. — Senza apparecchiare, in fretta e stando in

piedi.

MANGIARE A SCAPPA E FUGGI. — In fretta.

MACINARE A MULINO SECCO. — Mangiare senza bere.

MANGIARE COLL'IMBUTO. — Mangiare in fretta e senza masticare.

_Espressioni comiche per indicare il mangiar molto o ingordamente._

_Diluviare_ — _Scuffiare_ — _Pacchiare_ — _Taffiare_ —

_Sgranocchiare_ — _Spolparsi_, per es., _un tacchino_ — _Mangiare

a scoppiacorpo_ — _Dar ripiego_ (Es.: Egli è una gola che darebbe

ripiego a quanto v'ha in un refettorio di frati. F.) — _Ungere il

dente, sbattere il dente, far ballare il dente, far ballare il

mento_ — _Gonfiar l'otre — Levarsi le crespe di su la pancia_ —

_Fare una mangiataccia_ — _Fare una spanciata_ — _Farsi una buona

satolla di qualche cosa_ — _Far dei bocconi che paiono giuramenti

falsi_ — _Impippiarsi, ingubbiarsi d'una cosa_.

FAR RIALTO. — Si dice in famiglia per far cena o desinare meglio

dell'usato (F.); a cui male si sostituisce comunemente _far

festa_ od altro.

BOCCONCINO DELLA CREANZA. — Il _morceau honteur_ dei francesi.

TORNAGUSTO. — Cosa che fa tornare il gusto e la voglia di mangiare,

ecc.

_Fame._

UZZOLO. — appetito intenso.

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