— Bisogna rassegnarsi, Marinella, diceva il brigante a sua moglie....
so che sono sangue nostro, ma che fare?... morire di fame noi e
loro?... meglio che vadano.... Non sospirate, Marinella, sarebbe fiato
perduto.... ho già deciso e quando ho deciso, venisse su dalla terra
_Virgilio_[2] in persona, e lo vedessi, come vedo voi, sapete che non
mi smoverei.... via non bestemmierò, parliamo con calma. L’annata è
stata orribile.... dal giorno che quella maledetta palla m’è entrata
in quest’osso io non sono stato più uomo.... Se potessi ancora
maneggiare quell’arnese là (e accennava la carabina) allora lascerei
che il vento fischiasse. Ma ora cosa devo fare io?... Talarico, che mi
vuol più bene di tutti, mi ha fatto dire che a cavallo per staffetta
mi prenderebbe ancora.... Sì eh! dove lo prendo il cavallo?... ci
vogliono almeno venti _pezze_ coll’arnese e tutto.... Poi non posso
mettermi in campagna colla fiaschetta della polvere vuota.... un po’
di munizione l’archibugio la vuole.... e con venti pezze ci sarà da
tirarla coi denti. Fosse almeno stata abbondante la raccolta dei
querciuoli.... ma il mistrale ha rovinata anche la foresta.... e
quanto a spigolatura d’olivi nemmeno per sogno. I ricchi oggi sono
diventati arpie e raccatterebbero le foglie secche se non bastano le
bacche.... E si dovrà pagare anche il macinato, noi... infame re!...
Egli ronfa nella sua Caserta più grasso di quei maiali là.... oh se
la campagna dell’anno scorso fosse andata bene!?... Noi sì che saremmo
andati a far visita alle cantine di Capo di Monte.... ma i liberali non
valgono nulla. Fra Diavolo ci vorrebbe.... quello era un uomo. Dunque,
Marinella, non ci resta che far quello che fanno tutti gli altri....
già sono nostri e possiamo farne quel che vogliamo. D’altronde, stieno
qui ad immiserire coi maiali o vadano lontani a guadagnarsi il tozzo,
è lo stesso.... ma intanto aiutano i loro genitori.... Ora ve la dico
tutta.... Un capitano, di quelli che sono nel _commercio_, arrivato
l’altro ieri a Paola, li prenderebbe e se non bastan venti ne avremo
quaranta delle pezze.... egli sarebbe stato qui stassera, ma il cattivo
tempo l’avrà trattenuto.... però domattina all’alba sono certo di
vederlo capitare (a questo punto la donna trasalisce e la vecchia
comincia a brontolare).... Chetatevi, mamma, e pregate sant’Alfonso
per noi.... ieri sono stato giù alla marina io stesso, perchè non
voglio mezzani, son tutti barattieri.... ho veduto il capitano e gli
ho parlato.... è un galantuomo.... aveva una borsa di pelle piena che
suonava come nè io nè voi abbiamo mai sentito.... Egli ne aveva già
comperati sei.... Tre sono di Castrovillari e tre di Tarsia.... io gli
ho detto che ne avea due.
— Ah, mostro — fischiò la vecchia.
— Mamma, dico — rispose il brigante senza levare la testa.
— Vendere le tue creature!?... corri sulla strada e sgozza il primo
barone che passa. Il sacro cuore di Maria avrà ancora pietà di te. Ma
portare al mercato i figliuoli....
— Mamma, ripeto.... — state buona o il sangue mi viene negli occhi.
— Mamma, per pietà — fece la Marinella spaventata — non raddoppiamo le
disgrazie, preghiamo la madonna che gli mandi un altro consiglio.
La vecchia mandò un rantolo e si tacque.
— Insomma — sclamò lo Storpiato voltandosi — lo fanno tutti....
Salvatore il guardaboschi, che ha pure stipendio e legnata, ha ceduto
l’anno scorso la sua Gabriella, che era gracile come un giunco. La
Valentina della piazza tanti ne ha fatti tanti ne ha venduti.
— Perchè ha più viscere la troia che russa là in fondo, — ululò la
megera.
— Ma intanto il sindaco mette il bollo ai contratti e il curato ci
dà la benedizione.... poi tutti quelli che vanno laggiù in Francia vi
fanno fortuna.
— Ma non tornano più — replicò la nonna.
— Oh questo è vero! — osò soggiungere la misera madre — Sono come morti!
— E chi vi dice che non tornano più? Chi vuole torna e spesso colle
tasche piene di napoleoni. Guardate il figlio del sartore.
— Uno su cento.... degli altri che restano, metà non si sa come finisca
e l’altra metà si sa che è morta in galera o all’ospedale.
— E qui morranno sopra un mucchio di strame marcio, sclamò lo
Storpiato. Basta così, se potessi lavorare ancora per essi.... ma,
poichè non sono più buono a nulla, si ingegnino anche essi.... Sono
sani e robusti, e per Virgilio non sono nè anche brutti. Stefanella
sarà un amore e Carluccio è un torello, e son certo che mi daranno
cinquanta pezze a occhi chiusi. Poi ballano la tarantella come in tutte
tre le Calabrie non ce n’è.... e per girare il manico d’un organetto
non se lo faranno insegnare due volte.... Datevi pace, Marinella,
camperanno e faranno fortuna, e fra dieci o dodici anni, se saremo
vivi, ce li vedremo tornare a casa tondi, come don Pasquale.
— Non li vedremo mai più!... — rispose la madre scoppiando in un
dirotto pianto e serrandosi contro lo squallido seno le teste dei due
fanciulli, svegliati da quella stretta e da quei singhiozzi.
— Oh di pianti ne ho abbastanza! ho deciso e fermi lì. Raccomandiamoli
pure al Signore e a sant’Alfonso che li abbia in custodia, ma se
questo è il destino della povera gente, rassegniamoci, e voi mamma non
brontolate più.... domattina appena venga il nostro uomo, contratto
fatto.... cinquanta pezze, venti per il cavallo e il resto per voi
donne, e non più fame, non più inedia, e chi raggiunge lo Storpiato
sarà bravo.... Siamo intesi, è vero, Marinella?... non se ne parla
più.... andiamo a letto.... son già tre ore di sera, e il vento sembra
un po’ rappaciato.... e domattina il francese non mancherà... o non
vedete che i bimbi cascano di sonno?
— Sia fatta la volontà di Dio!... — mormorò la misera madre baciando in
fronte i suoi due ragazzi e adagiandoli nella loro cuccia....
E dopo un’ora tutto taceva nella capanna. Il silenzio non era
interrotto che da qualche folata di vento che veniva a scrollare la
porta, dal rantolo della nonna e dai lunghi sospiri della madre,
la sola che di tutti quegli esseri non trovasse sonno e dividesse
l’immenso affanno della natura.