II.

La capanna consisteva tutta in un androne basso, nero, bislungo,

murato di vimini e di mota, e sostenuto da pilastri di quercia. Il

tetto solo coperto di lastre di lavagna avea qualche saldezza. Nel

mezzo uno spazio circolare ricinto da un muretto di mattoni, entro il

quale smuorivano poche bragie sotto un mucchio di cenere, serviva di

focolare; un pertugio aperto nella parete, unica finestra dell’antro,

lasciava uscire il fumo ed entrare la luce; ma spesso l’aria, soffiando

contrariamente, ricacciava il fumo, e allora la stanza pareva il ventre

d’una caldaia a vapore; intorno al focolare sopra una panca sedevano

rannicchiati un uomo, una donna e due bimbi: in fondo, a destra, due

fasci di cenci e di paglia pretendevano d’essere due letti ed erano due

canili. Sopra uno di essi, il più prossimo al focolare, era distesa

una vecchia avvolta in un avanzo di coltrone; l’altro canile, come

più largo, pareva destinato a ricevere il resto della famiglia. Quando

si coricava, i bambini stavano dai piedi per traverso e li copriva il

mantello tarlato del padre; questi e la madre stavano per lungo, e le

vesti di giorno servivano di copertura la notte.

Dal lato opposto, a sinistra, separati da uno sconnesso steccato

russavano col muso presso un trogolo di legno un maiale e la sua troia.

Contro una delle pareti un vecchio cassettone d’abete, unico, ultimo

guardaroba della casa; al di sopra del cassettone appiccata ad un

chiodo un’immagine color turchino di S. Alfonso, protettore del luogo,

innanzi alla quale fumava il lucignolo consunto d’una lucerna di ferro

che serviva a un tempo a diradare le tenebre del luogo e di devozione

al santo.

Unici oggetti di lusso una lunga carabina calabrese ed una zampogna.

La tratta dei fanciulli · 第 7 / 42 题