Fra le differenti sorta di monumenti, appartengono taluni

all'architettura, e tali altri alla scultura. I tempj, le piramidi,

gli archi trionfali, le colonne, gli obelischi, ec. appartengono alla

prima; alla seconda le statue, le urne, i tumuli, ec. Qualche monumento

riunisce le due arti. Gli uni sono semplici, come un'urna, una colonna;

gli altri composti come un mausoleo ornato di figure, un'urna, contro

la quale s'appoggia una statua in attitudine dolente, ec.

Frammezzo questi monumenti se ne trovano alcuni, che per cagione del

loro carattere di magnificenza, e di grandezza non convengono troppo ad

un giardino. Di questo numero sono gli archi di trionfo, e le statue

equestri. Questi monumenti annunziano una pompa, che non si accorda

guari colla semplicità de' giardini. Le urne, e i cenotafj, le colonne

civiche, navali, ec. sono oggetti assortiti a' cantoni melanconici

di un giardino, risvegliando idee, e sentimenti, che tali cantoni non

saprebbero produrre da per se soli. Basterà nei depositi il solo nome

di chi vi giace.

Il famoso quadro di Poussin, chiamato comunemente l'Arcadia, è espresso

così: nel mezzo d'un sito ridente quanto mai si vede il deposito d'una

giovine morta sul fior degli anni colla seguente iscrizione: ET IN

ARCADIA EGO. Ma questa iscrizione così laconica fa fare le più serie

riflessioni a due giovani, ed a due donzelle inghirlandati di fiori, e

che sembrano d'aver incontrato questo monumento sì tristo in siti ove

pareva, che non cercassero un oggetto d'afflizione. Uno fra essi fa

rimarcare agli altri questa iscrizione, mostrandola a dito; e non si

vede più su' loro volti, attraverso l'afflizione che principia, che i

segni d'una gioja che spira. S'immagina d'intendere le riflessioni di

questa gioventù sulla morte, che non risparmia nè età, nè bellezza, e

contro cui non hanno riparo li più fortunati climi...

Costruendo un monumento qualsiasi, l'artista ha la scelta fra una

moltitudine di forme, purchè siano in se stesse di buon gusto,

e s'accordino col carattere dell'opera. L'invenzione di tutte le

parti della costruzione, la sua esecuzione, ed egualmente l'ornato

devono decidersi, e misurarsi esattamente secondo le regole della

convenienza, e dal più o meno d'importanza dell'oggetto, e della sua

destinazione. L'esterior forma deve invitare l'occhio d'una maniera

piacevole, ed avere un carattere chiaramente espresso, che non lasci

lo spettatore un momento in dubbio sulla di lui significazione; e

questo carattere dev'essere tale, che si possa colpirlo avanti che

la lettura dell'iscrizione termini di spiegarlo. Un deposito, un

sarcofago, un'urna sepolcrale sono oggetti facili a comprendersi, non

così una semplice colonna, che esige qualche accessorio, che rischiari

la cosa, come un emblema, o un'iscrizione. Una semplice ghirlanda di

fiori basterà per indicare, che la colonna, sulla quale è riposta,

è consacrata ad una piacevole rimembranza. In nessun'altr'opera si

dev'evitare più la superfluità d'ornato, che ne' monumenti; essa nuoce

alla tranquilla maestà, ed alla semplicità grave, che formano l'essenza

de' loro caratteri. Più il monumento è semplice, meno distrae la vista,

e più la sua impressione sarà sicura, e pronta. Bisogna che l'occhio

possa tutto ad un tratto abbracciarlo intieramente, e che non vi sia

nulla da cercare. Due iscrizioni offendono già la semplicità; ed una

colonna sormontata da vaso, o da altro qualsiasi ornato, porge una

complicazione, ed uno stile ignoto ne' bei tempi.

Tutte le fabbriche e i monumenti del giardino vogliono essere fatti

sulla scala geometrica della casa, perchè s'ottenga una giusta

proporzione rispettivamente tra essi, e la casa. Dovrà altresì regnare

una giusta proporzione tra gli spazj di ciascheduna scena, e l'oggetto

particolare, che vi primeggia; e tra questi spazj parziali ancora, e la

totale estensione del giardino.

La prima precauzione da osservarsi impiegandoli si è quella di non

renderli giammai parte capitale del quadro, ma di subordinarli sempre

alle scene naturali; di non ammucchiarli indistintamente, e di non

presentare giammai un'opera dell'arte, che attiri a se sola tutti gli

accessorj. Ciascheduna fabbrica abbia la sua base di terreno in ragione

dell'apparente suo piede di fabbricato, e questo terreno sia in gran

parte scoperto, e sgombro, ed in dolce salita. S'avverta per ultimo,

che l'oggetto primario di ciascheduna scena vuol essere collocato, per

quanto si può, in alto, e deve piramidare con quanto lo circonda.

I nomi delle primarie ville Inglesi sono dedotti da quelli de' siti

nel mondo stati illustrati per memorande imprese dagli antenati de'

rispettivi proprietarj. Si veggono sparsi nel parco con dignità i

monumenti di gloria nazionale, e quelli delle private famiglie; e

riposte in quà, e là le urne, e i cippi degl'individui, che si son

segnalati, o cui ha distinto qualche singolar avvenimento. In alcuni

parchi la riunione di questi funebri oggetti compone un ragguardevole

elisseo. Tale tributo reso al vero merito, onora quello, cui è dato,

e chi lo discerne; ritiene viva ne' petti cittadini la memoria dei

fasti, e de' progressi nazionali; e lascia impressa nella mente di chi

ha visitato questi monumenti, consacrati ad uomini illustri, un'alta

confidenza, ed opinione verso le fortunate famiglie, che li hanno

prodotti.

[Illustrazione: _Tav. XXIII._ Colombario, ossia cinerario

della famiglia degli Acii nel parco di Belgiojoso, con suo

spaccato, e pianta.]

ISCRIZIONI.

Le iscrizioni sono addizioni che si fanno agli edifizj, e ai monumenti

per ispiegarne l'origine, o la destinazione. Servono adunque a togliere

qualunque sorta d'incertezza sulla significazione di queste fabbriche,

ed a soddisfare nel punto stesso la curiosità di chi vi si accosta.

Le proprietà essenziali delle iscrizioni sono d'essere concise, e

chiare, d'un buono stile, convenevoli all'oggetto, e di sembrar nate

senza stento dalla natura stessa, e dalla destinazione della cosa.

Un edifizio, o un monumento non soffre che una sola iscrizione. La

fabbrica non è là in favore della iscrizione, ma l'iscrizione in favore

della fabbrica.

Si possono altresì spargere in un giardino delle iscrizioni sopra

siti di riposo, su panche, su porte, ec. Allora cessano d'essere

rischiarimenti necessarj, e s'allontanano dalla primiera loro

istituzione. In questi casi, non servendo più d'indizj, potranno essere

più lunghe, e più circostanziate. Potranno riportarsi alle bellezze

della scena, richiamare alla mente qualche util precetto, esprimere un

sentimento coerente al carattere del luogo. Quando sono morali, devono

esprimere un pensiero importante, o un sentimento vero, ed elevato;

quando si riportano al carattere della scena, saranno energiche, e

vibrate. Riescono quasi sempre importanti nei giardini, perchè danno

luogo ad un seguito d'idee, e di sentimenti, a cui l'anima forse non vi

si sarebbe così facilmente abbandonata senza tale incitamento.

La lettura dei classici nelle rispettive lingue metterà in istato

facilmente il proprietario del giardino di scegliere ciò, che più

conviene al suo caso, e farà contribuire gli autori più accreditati

alle bellezze del luogo, disseminandone i precetti, le riflessioni

con saviezza, e collocazione giudiziosa. I poeti patetici, georgici,

didascalici, buccolici sono piucchè mai ridondanti di sentimenti

analoghi alla coltivazione, al riposo, alla solitudine, all'amor

delicato, alla campestre tranquillità.

Per ottenere un buon effetto dalle iscrizioni, convien usarne con

sobrietà; troppo frequenti annojano, e manifestano una cert'aria di

pedanterìa: altronde varj oggetti chiaramente espressi non ammettono

iscrizioni.

Nelle iscrizioni vuol essere impiegata quella lingua, ch'è più facile a

comprendersi, cioè la lingua del paese. È un peccato, che le iscrizioni

in buona prosa italiana formino quasi tuttora un tentativo da

farsi[21]. Non conviene far pompa di molte lingue, e di lingue morte;

convien imprimere dei sentimenti, e dare nozioni chiare, e distinte.

[Illustrazione: _Tav. XXIV._ Pagoda Chinese, suo spaccato, e

pianta, d'invenzione de la Gardette.]

_Spiegazione del piano generale_

A. _Basamento composto di roccia_

B. _Scala d'erba_

C. _Terrazza in piano_

D. _Quattro gran vasi_

_Spiegazione del piano particolare_

A. _Porte d'ingresso_

B. _Porte finte per spechi_

C. _Colonnette dorate_

D. _Scala di vivo_

DELLE FABBRICHE NEI GIARDINI[22].

La comodità fu la cagion primiera delle piccole fabbriche, che si

praticarono nei giardini. Si cercava

un sito, ove porsi al coperto dalle pioggie, dal vento, dal freddo,

e dal caldo; si voleva un grato ricovero, in cui godere in pace dei

piaceri della società, e di quelli della solitudine.

Il gusto in appresso avendole considerate come mezzi di abbellimento,

si cominciò a precisarne le forme, l'eleganza, il carattere, la

situazione.

Avanti di farne la scelta convien usare la più diligente attenzione

alla situazione, all'indole, ed alla disposizione del giardino, e

soprattutto distribuirle con discernimento, e sobrietà.

Gli edifizj devono produrre il loro effetto nei giardini egualmente,

che nei paesetti, e non comparirvi come semplici oggetti, ma come

oggetti di una significazione determinata. Devono esser proprj,

non solo ad indicare più chiaramente il carattere del cantone, cui

appartengono, ma ancora a comunicargli una nuova energìa, che si

diffonda sul totale. Devono rinvigorire l'amenità, l'allegrìa, la

gravità, la malinconìa delle scene, delle quali fanno parte, e rendere

ciascheduno di questi caratteri vieppiù sensibile. Un rottame rinforza

l'aspetto solenne, un eremo il malinconico, un tempio il nobile, una

capanna il campestre.

Sarà dunque essenziale che la fabbrica si accordi col carattere del

luogo, in cui è riposta; ed anzi il carattere di ciascheduna scena

determinerà la qualità dell'edifizio, che le conviene.

Inoltre la grandezza, e l'ornato esteriore dell'edifizio devono

misurarsi sull'indole particolare del distretto. Soverchia estensione

e ricchezza spegne soventi l'impressione, che produr deve la scena

naturale; e se è troppo poca, non la fa spiccare abbastanza: poichè

si avrà presente, che non bisogna considerare la fabbrica, e il

sito, in cui risiede, come parti tra loro isolate, ed indipendenti,

ma che devono formare un totale, sostenersi amichevolmente colle

reciproche loro relazioni, ed accrescere le mutue loro impressioni con

combinazione armoniosa.

DELLE CASE.

Non è del nostro instituto di parlare delle case di campagna, ma per

farne un cenno, diremo in generale, ch'esse devono comporre un insieme

ben ordinato, e saggiamente inteso, e non essere un confuso ammasso

d'edificj mal congiunti, ove l'occhio sia distratto dalla moltitudine

delle parti, ed offeso dal di loro disordine.

Presenteranno un totale d'apparenza nobile, e semplice, ed atto a

produrre sull'occhio del conoscitore un'aggradevole impressione col suo

ordine, colla sua simmetrìa, colla bellezza delle forme, e colla verità

del carattere.

Le case saranno distinte in magnifiche, in nobili, e in eleganti.

Convenendo a tutte una bella situazione; la distribuzione, e l'ornato

sarà relativamente analogo a ciascheduna.

Convenientemente poste sopra una dolce eminenza, il luogo adjacente

diventa parte inerente del terreno occupato dall'edificio, e la

regolarità potrà stendervisi sopra. Perciò nell'immediata adjacenza il

difetto di totale regolarità sarebbe strana cosa; essendo una fabbrica

oggetto d'abbastanza grande importanza, onde si debba distendere

l'influenza della simmetrìa fino sulle parti, che le appartengono,

e le quali non sono ancora sotto l'impero dell'arte dei giardini.

Gl'intervalli, che legano la casa col giardino, e coll'introduzione,

debbono essere meno sensibili pel mezzo di gradazioni reciproche.

Riesce più conforme alla serie delle nostre idee lo smarrirci poco a

poco nell'aggradevole disordine, che ci offre la natura, a cui l'arte

cede successivamente il suo posto, e i suoi diritti.

Il carattere della casa dovrà accordarsi con quello del paese, che la

circonda.

La massa totale d'una fabbrica, particolarmente dalla parte del

giardino, presenterà una figura unica, e non divisa, o complicata. Le

forme più vantaggiose sono la rettangolare, e la circolare: una troppo

estesa lunghezza distrugge l'aria di grandiosità dell'edificio.

Un sol quadrato basterà per una casa di campagna del genere

elegante, e vago. Riguardo poi a quelle, che domandano maggiore

spazio, e grandezza, si potranno aggiungere delle ali diverse al

corpo principale, lasciando libera l'entrata, oppure chiudendola con

cancelli. Si potranno ancora praticare con buon effetto all'ingresso

de' corpi avanzati isolati. Alle case, riposte sulle alture, bastano

due piani.

Gli ornati tanto interni, che esterni, e gli addobbi debbono respirare

un'aria campestre, e richiamare la libertà, il piacere, e l'allegrìa,

che regnano alla campagna, e ne' giardini.

ABBELLIMENTI DI PARTI ISOLATE DI CASA DI CAMPAGNA.

Qualunque casa di campagna, a proporzione della sua importanza, esige

un ingresso, che l'annunzi favorevolmente, ed anche una specie di

piazza, che ne abbracci tutta la facciata, chiamata dagli oltremontani

avanti-corte. Essa è comoda a più usi, e particolarmente serve a far

brillare la casa, e procurarle uno spazio intorno pieno di luce, e di

vista.

Le corti in Inghilterra sono chiuse da cancelli, e il più delle

volte aperte; la cinta generale, che rinchiude i giardini, gira anche

intorno alla casa, ed alla sua introduzione, e rinchiude il tutto senza

avvedersene.

È inutile richiamare, che una casa qualunque, perchè abbia buon

effetto, non può essere situata altrimenti, che tra corte, e giardino.

L'avanti-corte delle case Inglesi ordinariamente è preceduta da viali

pittorici non sempre dritti, con gruppi d'alberi dalle due parti, e con

masse più o meno grandi di bosco sui fianchi. Ben di spesso essa ha

nel mezzo un vasto recipiente d'acqua, per cui la strada piega dalle

due parti verso la casa, fiancheggiata da gruppi d'alberi sempre più

belli, la quale introduce alla corte, ch'è tutta ricoperta d'erba,

alla riserva della doppia strada, comunemente circolare, per la quale

si perviene alla grande scala, che mette al vestibolo del palazzo. Il

verde tappeto della corte, solitamente di figura circolare, contiene

nel mezzo arbusti, e fiori.

Agli angoli, ed ai fianchi della casa gl'inglesi appoggiano volontieri

de' superbi gruppi d'alberi irregolarmente, che contrastano con

vaghezza contro le masse bianche, o cenericcie della fabbrica.

Il basamento della casa, e specialmente verso il giardino è ricolmo

di vasi di fiori, e così pure le finestre con parapetto a colonnette.

Girando intorno un alto basamento, gli uffizj sono praticati in parte

delle cantine.

L'intonaco prediletto degl'Inglesi nelle case di minor importanza si

è quello, che finge mattoni, di un bel rosso con rigature bianche. In

allora tutti gli sporti sono bianchi, ed in quà, e là si vedono de'

bassi rilievi di figura incassati nel muro a proposito.

Le stalle, le abitazioni, e i ricoveri atti al servizio sono distaccati

dal palazzo, e formano ali, o corpi isolati, per cui la corte comunica

col giardino.

Per discendere al coperto le carrozze in alcuni palazzi salgono nel

vestibolo, coronato da timpano, pel mezzo d'una circolar cordonata.

Presentiamo il prospetto del palazzo di Scoonenberg presso Brusselles,

stato edificato dal duca Alberto di Sassonia Techen, che accenna parte

di quanto si è detto.

Lo stile, che generalmente hanno abbracciato gli Inglesi, è quello

del Palladio, e d'Inico Jones, suo celebre competitore. Nelle grandi

fabbriche fanno uso della pietra di Portland, ch'è più bella ancora

della pietra di Parigi, volgarmente detta da taglio. Diversi palazzi

nelle ville Inglesi sono oggetti di tutta magnificenza.

[Illustrazione: _Tav. XXV._ Prospetto del palazzo di

Scoonenbergh presso Brusselles, altrimenti chiamato la villa

del Lake.]

Era nostra intenzione di presentare i piani generali di alcune

ville Inglesi più scelte, e con successivi rami, e le corrispondenti

descrizioni proseguire a parte a parte l'esposizione, e l'ordine di

tutte le scene, che le compongono, metodo che infallantemente conduceva

meglio d'ogni altro ad ottenere l'intento dell'opera; ma la difficoltà

grave di procurarci simili piani, e le singole parti che abbracciano,

senza le quali le sole descrizioni languiscono, e riescono spesso

d'un senso oscuro, ed equivoco; inoltre l'amore di offerire qualche

saggio di cose patrie in questo genere; e per non moltiplicare pur

anche all'eccesso l'incisione, pervenuta diggià in quest'opera ad

una piucchè discreta dose di tavole; essendosi voluto ancora trattar

l'argomento con una maggior estensione; tutto ciò ci ha limitati ad

attenerci ai pochi prospetti generali di ville inglesi, che abbiamo

sparsi nell'opera, presi di fianco all'abitazione principale. Queste

ville non sono delle più grandiose, ma sono belle, e presentando

la scena del palazzo, ch'è la prima, la più importante, e la più

difficile a ricavarsi, dinotano abbastanza la situazione generale, ed

i diversi partiti, a cui questa dà luogo. Ciò potrà in qualche modo

supplire al resto, variabile all'infinito, ed ineguale, come lo sono i

locali diversi, le immaginazioni, e i differenti stati di finanze de'

proprietarj.

Secondo il vecchio stile francese, egualmente che secondo il moderno

inglese, le delizie d'una villa debbono esser divise in tre parti

principali, e distinte; nell'introduzione cioè al palazzo, in quella

detta propriamente giardino, e nel bosco, ossia in quella chiamata

parco.

Il giardino, che rinchiude la scena del palazzo, e che l'accosta da

ogni parte, dovrà comporsi d'una natura più gentile, e più scelta,

ed egualmente le scene, nelle quali sarà suddiviso. Similmente sarà

più artefatta la parte dell'introduzione al palazzo, come altresì più

studiato, ed ingentilito il principio del parco, che lega col giardino.

Quest'ultima parte, il parco, a misura che si estenderà, e si

allontanerà di più dall'abitazione principale, diverrà vieppiù

negletto, e si amalgamerà viemmeglio colla natura del paese, che lo

circonda.

L'interne scene del parco possono essere indicibili, e può abbracciare

il parco nel suo seno possessioni intere a varie colture, con

villaggi, e casali, con porzioni di monti, di valli, e di fiumi; oppure

semplicemente servirsi di questi oggetti, come d'altrettanti punti di

prospettiva.

L'esistenza d'un casale nello stesso parco, o nelle sue vicinanze,

saggiamente divisato, e fornito di tutti gli amenicoli, che risguardano

il bestiame, e la manifattura delle sue produzioni; che contiene il

ricinto degli animali domestici, e quello delle pecore; il sito proprio

per le api, e quello per ogni sorta di pollame; con i diversi magazzini

de' generi, e l'abitazione dell'intendente, e de' contadini tramezzo

al verde, e all'acque correnti, riuscirà sempre oggetto di somma

importanza, e d'una piacevole, e varia occupazione.

Un recinto particolarmente destinato alle bestie salvatiche può formare

una porzione considerabile, e interessante d'un esteso parco, e col suo

aspetto agreste ed oscuro, e colla forte combinazione de' suoi alberi

servire di contrapposto al restante dei quadri, e rinforzare il senso

di serenità sparso nelle scene, ove questa predomina.

Un parco di bestie salvaggie esige primieramente la disposizione

essenziale alla sua destinazione; vale a dire, la chiusura del suo

confine, de' sicuri ricoveri, il nutrimento, e l'acqua necessaria al

salvatico. Sarà dunque composto da una folta foresta, che rinchiuda

ciò non pertanto un suolo abbondante d'erba, che leggiadramente

si dispieghi negli spazj vacui. Questi liberi spazj permettono la

circolazione dell'aria attraverso i boschi, vengono visitati dal

sole, e dai salvatici, che vi si radunano piacevolmente alla portata

dell'occhio; ma altresì sono essenziali al ben essere degli abitanti

de' siti folti quà, e là dispersi, e composti di virgulti, e di sterpi.

Le piante, che convengono maggiormente a simili piantagioni, sono le

quercie, i castagni comuni, e quelli d'India; le ginestre, i viburni,

l'olivetta, il crespino, e gli spini vi convengono più fra gli arbusti.

I ruscelli d'acqua viva sono preferibili agli stagni; ma nel ricinto

de' cervi vi si troverà un laghetto. Un picciol lago, che si veda

sorgere d'improvviso tramezzo una foresta, riesce oggetto, che fa

sorpresa, e piacere; soprattutto allorchè è disposto naturalmente,

e reso ombroso in parte da qualche pezzo di adjacente foresta, o da

qualche folto massiccio, collocato sulle sue rive; oppure che un casino

di caccia vagamente si specchi nelle sue acque.

[Illustrazione: _Tav. XXVI._ Casino di caccia, d'invenzione di

J. Canter.]

Il rigore della fredda stagione addomanda delle cure pel nutrimento

del salvatico, e per la costruzione degli stabili ricoveri atti a

custodirlo, che vogliono essere congegnati quanto mai semplici, e

selvaggi, e collocati dimodochè accreschino l'aspetto pittorico del

sito.

Un ricinto d'animali salvaggi, il cui terreno sia ineguale, e

disseminato d'alture, e di fondi, è preferibile ad una monotona

pianura. I muri della cinta saranno diligentemente nascosti; tutta

la piantagione si accorderà col carattere naturale alle foreste, e

mostrerà un'aria di abbandono, e di piacevole disordine.

Fra le macchie, i boschetti, e i cespugli serpeggieranno talora de'

sentieri, e talora de' cammini atti all'uso de' cavalli, e de' cocchj.

Per rapporto agli edificj, ve n'han luogo diversi. Qualunque sorta di

ruine, un tempio a Diana sull'alto, una grotta al basso consacrata ad

Endimione, una negletta capanna di scorza d'alberi in riva allo stagno,

riescono oggetti oltremodo corrispondenti alla natura agreste, e

solitaria, che forma il carattere proprio di cotesta maniera di parchi.

Pompose foreste, e maestose masse d'alberi gruppeggiati; larghe

aperture, ed ampj spazj vuoti, rallegrati dal verde smalto, e da sovra

imposte fabbriche; laghi estesi, e limpidi a vaghe rive, coronate

di vario verde; rapidi fiumi; considerabili cascate; lontananze,

che presentino ricchi paesaggi; tempj di nobile stile, collocati

sull'eminenze; importanti monumenti, distribuiti con sapere, e

grandiosità, rispondono all'effetto, che si attende dai parchi reali,

e del prim'ordine. I parchi del second'ordine abbraccieranno parte

degli stessi oggetti in un grado meno eminente; e così discendendo

in proporzione degli stati diversi de' proprietarj, e degli spazj,

che gli son destinati, i giardini non saran composti che della

parte propriamente detta giardino; e talvolta perfino circondato il

campestre casino da semplici spazj liberi, messi a diverse colture,

ma saggiamente disposti, e combinati con esso; non cercandovisi che

l'utile, ne risulterà tuttavìa un complesso di effetti sommamente

interessanti, ed aggradevoli.

DEI VILLAGGI.

L'arte di abbellire il paese si diffonde pur anche sui villaggi, e sui

casali, considerati come parti inerenti talvolta della villa inglese,

o come parti contigue, e mediate, o semplicemente come formanti punto

di vista; e siccome nelle grandiose ville dei signori al di là de'

monti, anche i villaggi, e le terre appartenenti erano sacrificate

un tempo all'ostentazione, e alla simmetrìa, giusta i capricci della

predominante moda; così nelle moderne, conforme lo stile inglese, sono

subordinate alle leggi del bello, e del conveniente.

Non v'ha aspetto più aggradevole, e che più ristori l'animo di quello

d'un villaggio, ove regni il comodo, e la serenità, e che attesti

il buon essere de' suoi abitanti; e tali lo sono in Inghilterra, in

Olanda, ed anche in parte della Svizzera, dove altresì si presentano

sotto forme veramente pittoriche, ma generalmente non succede lo stesso

tra noi, i nostri villaggi parodiando perpetuamente la città, privi

d'acque correnti, e di verde.

Dell'arte dei giardini inglesi · 第 13 / 19 段