all'architettura, e tali altri alla scultura. I tempj, le piramidi,
gli archi trionfali, le colonne, gli obelischi, ec. appartengono alla
prima; alla seconda le statue, le urne, i tumuli, ec. Qualche monumento
riunisce le due arti. Gli uni sono semplici, come un'urna, una colonna;
gli altri composti come un mausoleo ornato di figure, un'urna, contro
la quale s'appoggia una statua in attitudine dolente, ec.
Frammezzo questi monumenti se ne trovano alcuni, che per cagione del
loro carattere di magnificenza, e di grandezza non convengono troppo ad
un giardino. Di questo numero sono gli archi di trionfo, e le statue
equestri. Questi monumenti annunziano una pompa, che non si accorda
guari colla semplicità de' giardini. Le urne, e i cenotafj, le colonne
civiche, navali, ec. sono oggetti assortiti a' cantoni melanconici
di un giardino, risvegliando idee, e sentimenti, che tali cantoni non
saprebbero produrre da per se soli. Basterà nei depositi il solo nome
di chi vi giace.
Il famoso quadro di Poussin, chiamato comunemente l'Arcadia, è espresso
così: nel mezzo d'un sito ridente quanto mai si vede il deposito d'una
giovine morta sul fior degli anni colla seguente iscrizione: ET IN
ARCADIA EGO. Ma questa iscrizione così laconica fa fare le più serie
riflessioni a due giovani, ed a due donzelle inghirlandati di fiori, e
che sembrano d'aver incontrato questo monumento sì tristo in siti ove
pareva, che non cercassero un oggetto d'afflizione. Uno fra essi fa
rimarcare agli altri questa iscrizione, mostrandola a dito; e non si
vede più su' loro volti, attraverso l'afflizione che principia, che i
segni d'una gioja che spira. S'immagina d'intendere le riflessioni di
questa gioventù sulla morte, che non risparmia nè età, nè bellezza, e
contro cui non hanno riparo li più fortunati climi...
Costruendo un monumento qualsiasi, l'artista ha la scelta fra una
moltitudine di forme, purchè siano in se stesse di buon gusto,
e s'accordino col carattere dell'opera. L'invenzione di tutte le
parti della costruzione, la sua esecuzione, ed egualmente l'ornato
devono decidersi, e misurarsi esattamente secondo le regole della
convenienza, e dal più o meno d'importanza dell'oggetto, e della sua
destinazione. L'esterior forma deve invitare l'occhio d'una maniera
piacevole, ed avere un carattere chiaramente espresso, che non lasci
lo spettatore un momento in dubbio sulla di lui significazione; e
questo carattere dev'essere tale, che si possa colpirlo avanti che
la lettura dell'iscrizione termini di spiegarlo. Un deposito, un
sarcofago, un'urna sepolcrale sono oggetti facili a comprendersi, non
così una semplice colonna, che esige qualche accessorio, che rischiari
la cosa, come un emblema, o un'iscrizione. Una semplice ghirlanda di
fiori basterà per indicare, che la colonna, sulla quale è riposta,
è consacrata ad una piacevole rimembranza. In nessun'altr'opera si
dev'evitare più la superfluità d'ornato, che ne' monumenti; essa nuoce
alla tranquilla maestà, ed alla semplicità grave, che formano l'essenza
de' loro caratteri. Più il monumento è semplice, meno distrae la vista,
e più la sua impressione sarà sicura, e pronta. Bisogna che l'occhio
possa tutto ad un tratto abbracciarlo intieramente, e che non vi sia
nulla da cercare. Due iscrizioni offendono già la semplicità; ed una
colonna sormontata da vaso, o da altro qualsiasi ornato, porge una
complicazione, ed uno stile ignoto ne' bei tempi.
Tutte le fabbriche e i monumenti del giardino vogliono essere fatti
sulla scala geometrica della casa, perchè s'ottenga una giusta
proporzione rispettivamente tra essi, e la casa. Dovrà altresì regnare
una giusta proporzione tra gli spazj di ciascheduna scena, e l'oggetto
particolare, che vi primeggia; e tra questi spazj parziali ancora, e la
totale estensione del giardino.
La prima precauzione da osservarsi impiegandoli si è quella di non
renderli giammai parte capitale del quadro, ma di subordinarli sempre
alle scene naturali; di non ammucchiarli indistintamente, e di non
presentare giammai un'opera dell'arte, che attiri a se sola tutti gli
accessorj. Ciascheduna fabbrica abbia la sua base di terreno in ragione
dell'apparente suo piede di fabbricato, e questo terreno sia in gran
parte scoperto, e sgombro, ed in dolce salita. S'avverta per ultimo,
che l'oggetto primario di ciascheduna scena vuol essere collocato, per
quanto si può, in alto, e deve piramidare con quanto lo circonda.
I nomi delle primarie ville Inglesi sono dedotti da quelli de' siti
nel mondo stati illustrati per memorande imprese dagli antenati de'
rispettivi proprietarj. Si veggono sparsi nel parco con dignità i
monumenti di gloria nazionale, e quelli delle private famiglie; e
riposte in quà, e là le urne, e i cippi degl'individui, che si son
segnalati, o cui ha distinto qualche singolar avvenimento. In alcuni
parchi la riunione di questi funebri oggetti compone un ragguardevole
elisseo. Tale tributo reso al vero merito, onora quello, cui è dato,
e chi lo discerne; ritiene viva ne' petti cittadini la memoria dei
fasti, e de' progressi nazionali; e lascia impressa nella mente di chi
ha visitato questi monumenti, consacrati ad uomini illustri, un'alta
confidenza, ed opinione verso le fortunate famiglie, che li hanno
prodotti.
[Illustrazione: _Tav. XXIII._ Colombario, ossia cinerario
della famiglia degli Acii nel parco di Belgiojoso, con suo
spaccato, e pianta.]
ISCRIZIONI.
Le iscrizioni sono addizioni che si fanno agli edifizj, e ai monumenti
per ispiegarne l'origine, o la destinazione. Servono adunque a togliere
qualunque sorta d'incertezza sulla significazione di queste fabbriche,
ed a soddisfare nel punto stesso la curiosità di chi vi si accosta.
Le proprietà essenziali delle iscrizioni sono d'essere concise, e
chiare, d'un buono stile, convenevoli all'oggetto, e di sembrar nate
senza stento dalla natura stessa, e dalla destinazione della cosa.
Un edifizio, o un monumento non soffre che una sola iscrizione. La
fabbrica non è là in favore della iscrizione, ma l'iscrizione in favore
della fabbrica.
Si possono altresì spargere in un giardino delle iscrizioni sopra
siti di riposo, su panche, su porte, ec. Allora cessano d'essere
rischiarimenti necessarj, e s'allontanano dalla primiera loro
istituzione. In questi casi, non servendo più d'indizj, potranno essere
più lunghe, e più circostanziate. Potranno riportarsi alle bellezze
della scena, richiamare alla mente qualche util precetto, esprimere un
sentimento coerente al carattere del luogo. Quando sono morali, devono
esprimere un pensiero importante, o un sentimento vero, ed elevato;
quando si riportano al carattere della scena, saranno energiche, e
vibrate. Riescono quasi sempre importanti nei giardini, perchè danno
luogo ad un seguito d'idee, e di sentimenti, a cui l'anima forse non vi
si sarebbe così facilmente abbandonata senza tale incitamento.
La lettura dei classici nelle rispettive lingue metterà in istato
facilmente il proprietario del giardino di scegliere ciò, che più
conviene al suo caso, e farà contribuire gli autori più accreditati
alle bellezze del luogo, disseminandone i precetti, le riflessioni
con saviezza, e collocazione giudiziosa. I poeti patetici, georgici,
didascalici, buccolici sono piucchè mai ridondanti di sentimenti
analoghi alla coltivazione, al riposo, alla solitudine, all'amor
delicato, alla campestre tranquillità.
Per ottenere un buon effetto dalle iscrizioni, convien usarne con
sobrietà; troppo frequenti annojano, e manifestano una cert'aria di
pedanterìa: altronde varj oggetti chiaramente espressi non ammettono
iscrizioni.
Nelle iscrizioni vuol essere impiegata quella lingua, ch'è più facile a
comprendersi, cioè la lingua del paese. È un peccato, che le iscrizioni
in buona prosa italiana formino quasi tuttora un tentativo da
farsi[21]. Non conviene far pompa di molte lingue, e di lingue morte;
convien imprimere dei sentimenti, e dare nozioni chiare, e distinte.
[Illustrazione: _Tav. XXIV._ Pagoda Chinese, suo spaccato, e
pianta, d'invenzione de la Gardette.]
_Spiegazione del piano generale_
A. _Basamento composto di roccia_
B. _Scala d'erba_
C. _Terrazza in piano_
D. _Quattro gran vasi_
_Spiegazione del piano particolare_
A. _Porte d'ingresso_
B. _Porte finte per spechi_
C. _Colonnette dorate_
D. _Scala di vivo_
DELLE FABBRICHE NEI GIARDINI[22].
La comodità fu la cagion primiera delle piccole fabbriche, che si
praticarono nei giardini. Si cercava
un sito, ove porsi al coperto dalle pioggie, dal vento, dal freddo,
e dal caldo; si voleva un grato ricovero, in cui godere in pace dei
piaceri della società, e di quelli della solitudine.
Il gusto in appresso avendole considerate come mezzi di abbellimento,
si cominciò a precisarne le forme, l'eleganza, il carattere, la
situazione.
Avanti di farne la scelta convien usare la più diligente attenzione
alla situazione, all'indole, ed alla disposizione del giardino, e
soprattutto distribuirle con discernimento, e sobrietà.
Gli edifizj devono produrre il loro effetto nei giardini egualmente,
che nei paesetti, e non comparirvi come semplici oggetti, ma come
oggetti di una significazione determinata. Devono esser proprj,
non solo ad indicare più chiaramente il carattere del cantone, cui
appartengono, ma ancora a comunicargli una nuova energìa, che si
diffonda sul totale. Devono rinvigorire l'amenità, l'allegrìa, la
gravità, la malinconìa delle scene, delle quali fanno parte, e rendere
ciascheduno di questi caratteri vieppiù sensibile. Un rottame rinforza
l'aspetto solenne, un eremo il malinconico, un tempio il nobile, una
capanna il campestre.
Sarà dunque essenziale che la fabbrica si accordi col carattere del
luogo, in cui è riposta; ed anzi il carattere di ciascheduna scena
determinerà la qualità dell'edifizio, che le conviene.
Inoltre la grandezza, e l'ornato esteriore dell'edifizio devono
misurarsi sull'indole particolare del distretto. Soverchia estensione
e ricchezza spegne soventi l'impressione, che produr deve la scena
naturale; e se è troppo poca, non la fa spiccare abbastanza: poichè
si avrà presente, che non bisogna considerare la fabbrica, e il
sito, in cui risiede, come parti tra loro isolate, ed indipendenti,
ma che devono formare un totale, sostenersi amichevolmente colle
reciproche loro relazioni, ed accrescere le mutue loro impressioni con
combinazione armoniosa.
DELLE CASE.
Non è del nostro instituto di parlare delle case di campagna, ma per
farne un cenno, diremo in generale, ch'esse devono comporre un insieme
ben ordinato, e saggiamente inteso, e non essere un confuso ammasso
d'edificj mal congiunti, ove l'occhio sia distratto dalla moltitudine
delle parti, ed offeso dal di loro disordine.
Presenteranno un totale d'apparenza nobile, e semplice, ed atto a
produrre sull'occhio del conoscitore un'aggradevole impressione col suo
ordine, colla sua simmetrìa, colla bellezza delle forme, e colla verità
del carattere.
Le case saranno distinte in magnifiche, in nobili, e in eleganti.
Convenendo a tutte una bella situazione; la distribuzione, e l'ornato
sarà relativamente analogo a ciascheduna.
Convenientemente poste sopra una dolce eminenza, il luogo adjacente
diventa parte inerente del terreno occupato dall'edificio, e la
regolarità potrà stendervisi sopra. Perciò nell'immediata adjacenza il
difetto di totale regolarità sarebbe strana cosa; essendo una fabbrica
oggetto d'abbastanza grande importanza, onde si debba distendere
l'influenza della simmetrìa fino sulle parti, che le appartengono,
e le quali non sono ancora sotto l'impero dell'arte dei giardini.
Gl'intervalli, che legano la casa col giardino, e coll'introduzione,
debbono essere meno sensibili pel mezzo di gradazioni reciproche.
Riesce più conforme alla serie delle nostre idee lo smarrirci poco a
poco nell'aggradevole disordine, che ci offre la natura, a cui l'arte
cede successivamente il suo posto, e i suoi diritti.
Il carattere della casa dovrà accordarsi con quello del paese, che la
circonda.
La massa totale d'una fabbrica, particolarmente dalla parte del
giardino, presenterà una figura unica, e non divisa, o complicata. Le
forme più vantaggiose sono la rettangolare, e la circolare: una troppo
estesa lunghezza distrugge l'aria di grandiosità dell'edificio.
Un sol quadrato basterà per una casa di campagna del genere
elegante, e vago. Riguardo poi a quelle, che domandano maggiore
spazio, e grandezza, si potranno aggiungere delle ali diverse al
corpo principale, lasciando libera l'entrata, oppure chiudendola con
cancelli. Si potranno ancora praticare con buon effetto all'ingresso
de' corpi avanzati isolati. Alle case, riposte sulle alture, bastano
due piani.
Gli ornati tanto interni, che esterni, e gli addobbi debbono respirare
un'aria campestre, e richiamare la libertà, il piacere, e l'allegrìa,
che regnano alla campagna, e ne' giardini.
ABBELLIMENTI DI PARTI ISOLATE DI CASA DI CAMPAGNA.
Qualunque casa di campagna, a proporzione della sua importanza, esige
un ingresso, che l'annunzi favorevolmente, ed anche una specie di
piazza, che ne abbracci tutta la facciata, chiamata dagli oltremontani
avanti-corte. Essa è comoda a più usi, e particolarmente serve a far
brillare la casa, e procurarle uno spazio intorno pieno di luce, e di
vista.
Le corti in Inghilterra sono chiuse da cancelli, e il più delle
volte aperte; la cinta generale, che rinchiude i giardini, gira anche
intorno alla casa, ed alla sua introduzione, e rinchiude il tutto senza
avvedersene.
È inutile richiamare, che una casa qualunque, perchè abbia buon
effetto, non può essere situata altrimenti, che tra corte, e giardino.
L'avanti-corte delle case Inglesi ordinariamente è preceduta da viali
pittorici non sempre dritti, con gruppi d'alberi dalle due parti, e con
masse più o meno grandi di bosco sui fianchi. Ben di spesso essa ha
nel mezzo un vasto recipiente d'acqua, per cui la strada piega dalle
due parti verso la casa, fiancheggiata da gruppi d'alberi sempre più
belli, la quale introduce alla corte, ch'è tutta ricoperta d'erba,
alla riserva della doppia strada, comunemente circolare, per la quale
si perviene alla grande scala, che mette al vestibolo del palazzo. Il
verde tappeto della corte, solitamente di figura circolare, contiene
nel mezzo arbusti, e fiori.
Agli angoli, ed ai fianchi della casa gl'inglesi appoggiano volontieri
de' superbi gruppi d'alberi irregolarmente, che contrastano con
vaghezza contro le masse bianche, o cenericcie della fabbrica.
Il basamento della casa, e specialmente verso il giardino è ricolmo
di vasi di fiori, e così pure le finestre con parapetto a colonnette.
Girando intorno un alto basamento, gli uffizj sono praticati in parte
delle cantine.
L'intonaco prediletto degl'Inglesi nelle case di minor importanza si
è quello, che finge mattoni, di un bel rosso con rigature bianche. In
allora tutti gli sporti sono bianchi, ed in quà, e là si vedono de'
bassi rilievi di figura incassati nel muro a proposito.
Le stalle, le abitazioni, e i ricoveri atti al servizio sono distaccati
dal palazzo, e formano ali, o corpi isolati, per cui la corte comunica
col giardino.
Per discendere al coperto le carrozze in alcuni palazzi salgono nel
vestibolo, coronato da timpano, pel mezzo d'una circolar cordonata.
Presentiamo il prospetto del palazzo di Scoonenberg presso Brusselles,
stato edificato dal duca Alberto di Sassonia Techen, che accenna parte
di quanto si è detto.
Lo stile, che generalmente hanno abbracciato gli Inglesi, è quello
del Palladio, e d'Inico Jones, suo celebre competitore. Nelle grandi
fabbriche fanno uso della pietra di Portland, ch'è più bella ancora
della pietra di Parigi, volgarmente detta da taglio. Diversi palazzi
nelle ville Inglesi sono oggetti di tutta magnificenza.
[Illustrazione: _Tav. XXV._ Prospetto del palazzo di
Scoonenbergh presso Brusselles, altrimenti chiamato la villa
del Lake.]
Era nostra intenzione di presentare i piani generali di alcune
ville Inglesi più scelte, e con successivi rami, e le corrispondenti
descrizioni proseguire a parte a parte l'esposizione, e l'ordine di
tutte le scene, che le compongono, metodo che infallantemente conduceva
meglio d'ogni altro ad ottenere l'intento dell'opera; ma la difficoltà
grave di procurarci simili piani, e le singole parti che abbracciano,
senza le quali le sole descrizioni languiscono, e riescono spesso
d'un senso oscuro, ed equivoco; inoltre l'amore di offerire qualche
saggio di cose patrie in questo genere; e per non moltiplicare pur
anche all'eccesso l'incisione, pervenuta diggià in quest'opera ad
una piucchè discreta dose di tavole; essendosi voluto ancora trattar
l'argomento con una maggior estensione; tutto ciò ci ha limitati ad
attenerci ai pochi prospetti generali di ville inglesi, che abbiamo
sparsi nell'opera, presi di fianco all'abitazione principale. Queste
ville non sono delle più grandiose, ma sono belle, e presentando
la scena del palazzo, ch'è la prima, la più importante, e la più
difficile a ricavarsi, dinotano abbastanza la situazione generale, ed
i diversi partiti, a cui questa dà luogo. Ciò potrà in qualche modo
supplire al resto, variabile all'infinito, ed ineguale, come lo sono i
locali diversi, le immaginazioni, e i differenti stati di finanze de'
proprietarj.
Secondo il vecchio stile francese, egualmente che secondo il moderno
inglese, le delizie d'una villa debbono esser divise in tre parti
principali, e distinte; nell'introduzione cioè al palazzo, in quella
detta propriamente giardino, e nel bosco, ossia in quella chiamata
parco.
Il giardino, che rinchiude la scena del palazzo, e che l'accosta da
ogni parte, dovrà comporsi d'una natura più gentile, e più scelta,
ed egualmente le scene, nelle quali sarà suddiviso. Similmente sarà
più artefatta la parte dell'introduzione al palazzo, come altresì più
studiato, ed ingentilito il principio del parco, che lega col giardino.
Quest'ultima parte, il parco, a misura che si estenderà, e si
allontanerà di più dall'abitazione principale, diverrà vieppiù
negletto, e si amalgamerà viemmeglio colla natura del paese, che lo
circonda.
L'interne scene del parco possono essere indicibili, e può abbracciare
il parco nel suo seno possessioni intere a varie colture, con
villaggi, e casali, con porzioni di monti, di valli, e di fiumi; oppure
semplicemente servirsi di questi oggetti, come d'altrettanti punti di
prospettiva.
L'esistenza d'un casale nello stesso parco, o nelle sue vicinanze,
saggiamente divisato, e fornito di tutti gli amenicoli, che risguardano
il bestiame, e la manifattura delle sue produzioni; che contiene il
ricinto degli animali domestici, e quello delle pecore; il sito proprio
per le api, e quello per ogni sorta di pollame; con i diversi magazzini
de' generi, e l'abitazione dell'intendente, e de' contadini tramezzo
al verde, e all'acque correnti, riuscirà sempre oggetto di somma
importanza, e d'una piacevole, e varia occupazione.
Un recinto particolarmente destinato alle bestie salvatiche può formare
una porzione considerabile, e interessante d'un esteso parco, e col suo
aspetto agreste ed oscuro, e colla forte combinazione de' suoi alberi
servire di contrapposto al restante dei quadri, e rinforzare il senso
di serenità sparso nelle scene, ove questa predomina.
Un parco di bestie salvaggie esige primieramente la disposizione
essenziale alla sua destinazione; vale a dire, la chiusura del suo
confine, de' sicuri ricoveri, il nutrimento, e l'acqua necessaria al
salvatico. Sarà dunque composto da una folta foresta, che rinchiuda
ciò non pertanto un suolo abbondante d'erba, che leggiadramente
si dispieghi negli spazj vacui. Questi liberi spazj permettono la
circolazione dell'aria attraverso i boschi, vengono visitati dal
sole, e dai salvatici, che vi si radunano piacevolmente alla portata
dell'occhio; ma altresì sono essenziali al ben essere degli abitanti
de' siti folti quà, e là dispersi, e composti di virgulti, e di sterpi.
Le piante, che convengono maggiormente a simili piantagioni, sono le
quercie, i castagni comuni, e quelli d'India; le ginestre, i viburni,
l'olivetta, il crespino, e gli spini vi convengono più fra gli arbusti.
I ruscelli d'acqua viva sono preferibili agli stagni; ma nel ricinto
de' cervi vi si troverà un laghetto. Un picciol lago, che si veda
sorgere d'improvviso tramezzo una foresta, riesce oggetto, che fa
sorpresa, e piacere; soprattutto allorchè è disposto naturalmente,
e reso ombroso in parte da qualche pezzo di adjacente foresta, o da
qualche folto massiccio, collocato sulle sue rive; oppure che un casino
di caccia vagamente si specchi nelle sue acque.
[Illustrazione: _Tav. XXVI._ Casino di caccia, d'invenzione di
J. Canter.]
Il rigore della fredda stagione addomanda delle cure pel nutrimento
del salvatico, e per la costruzione degli stabili ricoveri atti a
custodirlo, che vogliono essere congegnati quanto mai semplici, e
selvaggi, e collocati dimodochè accreschino l'aspetto pittorico del
sito.
Un ricinto d'animali salvaggi, il cui terreno sia ineguale, e
disseminato d'alture, e di fondi, è preferibile ad una monotona
pianura. I muri della cinta saranno diligentemente nascosti; tutta
la piantagione si accorderà col carattere naturale alle foreste, e
mostrerà un'aria di abbandono, e di piacevole disordine.
Fra le macchie, i boschetti, e i cespugli serpeggieranno talora de'
sentieri, e talora de' cammini atti all'uso de' cavalli, e de' cocchj.
Per rapporto agli edificj, ve n'han luogo diversi. Qualunque sorta di
ruine, un tempio a Diana sull'alto, una grotta al basso consacrata ad
Endimione, una negletta capanna di scorza d'alberi in riva allo stagno,
riescono oggetti oltremodo corrispondenti alla natura agreste, e
solitaria, che forma il carattere proprio di cotesta maniera di parchi.
Pompose foreste, e maestose masse d'alberi gruppeggiati; larghe
aperture, ed ampj spazj vuoti, rallegrati dal verde smalto, e da sovra
imposte fabbriche; laghi estesi, e limpidi a vaghe rive, coronate
di vario verde; rapidi fiumi; considerabili cascate; lontananze,
che presentino ricchi paesaggi; tempj di nobile stile, collocati
sull'eminenze; importanti monumenti, distribuiti con sapere, e
grandiosità, rispondono all'effetto, che si attende dai parchi reali,
e del prim'ordine. I parchi del second'ordine abbraccieranno parte
degli stessi oggetti in un grado meno eminente; e così discendendo
in proporzione degli stati diversi de' proprietarj, e degli spazj,
che gli son destinati, i giardini non saran composti che della
parte propriamente detta giardino; e talvolta perfino circondato il
campestre casino da semplici spazj liberi, messi a diverse colture,
ma saggiamente disposti, e combinati con esso; non cercandovisi che
l'utile, ne risulterà tuttavìa un complesso di effetti sommamente
interessanti, ed aggradevoli.
DEI VILLAGGI.
L'arte di abbellire il paese si diffonde pur anche sui villaggi, e sui
casali, considerati come parti inerenti talvolta della villa inglese,
o come parti contigue, e mediate, o semplicemente come formanti punto
di vista; e siccome nelle grandiose ville dei signori al di là de'
monti, anche i villaggi, e le terre appartenenti erano sacrificate
un tempo all'ostentazione, e alla simmetrìa, giusta i capricci della
predominante moda; così nelle moderne, conforme lo stile inglese, sono
subordinate alle leggi del bello, e del conveniente.
Non v'ha aspetto più aggradevole, e che più ristori l'animo di quello
d'un villaggio, ove regni il comodo, e la serenità, e che attesti
il buon essere de' suoi abitanti; e tali lo sono in Inghilterra, in
Olanda, ed anche in parte della Svizzera, dove altresì si presentano
sotto forme veramente pittoriche, ma generalmente non succede lo stesso
tra noi, i nostri villaggi parodiando perpetuamente la città, privi
d'acque correnti, e di verde.