[104] Girolamo Andrea Martignoni fece con nuovo metodo un Vocabolario
Toscano, nel quale tutte le voci sono ridotte a tre classi, di cose
fisiche, morali, e scientifiche, e ciascuna è suddivisa in più altre
classi. Ne stampò la prima parte a Milano il 1743. e il P. Daniele
Trinchineta Minor Conventuale ne pubblicò ivi la seconda il 1750.
Il Cesarotti Op. T. 1. p. 217. ricorda un Dizionario Padovano, e
Toscano dellʼAb. Gaetano Patriarchi, in cui a fronte dʼogni vocabolo e
idiotismo Padovano sta lʼequivalente Toscano, e il P. Zaccaria _Stor.
Lett._ T. 11. p. 5. parla del Dizionario Siciliano, Italiano, e Latino
del P. Michele del Bono della Compagnia di Gesù.
[105] _Voci maniere di dire, e osservazioni di Toscani scrittori,
e per la maggior parte del Redi, raccolte, e corredate di note da
Andrea Pasta, che possono servire dʼistruzione ai giovani nellʼarte
del medicare, e di materiali per comporre con proprietà, e pulizia
di Lingua Italiana i Consulti di Medicina, e di Cirusia. Brescia per
Gio. Maria Rizzardi_ 1769. E di nuovo in Verona nella Stamperia di
Dionigi Ramanzini, 1806. nellʼultimo volume dellʼedizione Veronese del
Vocabolario della Crusca.
[106] Zaccar. Stor. Lett. dʼItal. T. 14. p. 357.
[107] Ivi p. 356.
[108] Opere T. 5. p. 181. Ed. di Venez. del Palese.
[109] Un egregio Vocabolario militare ha poi fatto il chiarissimo
Signor Giuseppe Grassi, il quale però essendo impresso recentemente,
non è del mio instituto il parlarne.
[110] Dalla p. 260. fino a 576.
[111] Stampato in Firenze il 1728.
[112] Bologna pel Pisani 1732. in 4. e di nuovo Bergamo 1744. Colle
aggiunte del Bandiera si stamparono per la prima volta in Venezia il
1756. e poi molte, altre volte.
[113] Alla v. _strage_ si vede fra i sinonimi _massacro_ che egli
chiama voce dellʼuso; ma un buono scrittore non vorrà adoperarla.
[114] Palermo pel Feuer. 1756. T. 2. in 8.
[115] Padova nella Stamp. del Seminario 1763. in 4.
[116] _Venezia_ 1755. in 4. Egli fece anche il Rimario delle voci
Italiane rimate licenziosamente e delle parole tronche, e quello della
Commedia e Canzoniero di Dante, che sono inediti. _Zaccaria Stor. Lett.
dʼItal._ T. 14. _p._ 357. Ivi gli si attribuisce ancora il rimario
della Gerusalemme, che si dice pure inedito. Ma questo rimario fu
compilato dallo Sgargi, e il Baruffaldi ne fu lʼeditore. Questi ne
cominciò uno, ma non lo compiè, come dice egli stesso nellʼedizione
Veneta delle opere del Tasso T. 1. p. 374.
[117] _Padova pel Comino 1727._
[118] Eʼ opera di Giambattista Sgargi di Gubbio, e il Baruffaldi lo
stampò nel primo volume delle opere del Tasso dellʼedizione di Venezia,
aggiungendovi sei ragionamenti.
[119] _Bergamo pel Lancellotti 1760._ in 12. Baldassar Prosperi fece
il rimario del Filicaja, come dice il Baruffaldi nellʼedizione citata
delle opere del Tasso T. 1. p. 374.
[120] Modi di dire Toscani ricercati nella loro origine. Venezia,
appresso Simon Occhi. 1740. in 4.
[121] Opere T. 1. p. 129.
[122] Opere T. 1. p. 221.
[123] _Antiq. Ital. med. ævi. Diss. 33._
[124] _Bast._, e poi _Basta_, _Bastum_, _Clitellæ_..... _Basturæ
asinorum_ ec. Du Cange.
[125] _Antiq. It. Med. Aevi. Diss. 33._
[126] _Disc. Acc._ T. 2. _D._ 24. 25. 26.
[127] _Zaccaria Stor. Lett._ T. 14. _p_. 356.
_Edizioni ed illustrazioni degli Autori classici._
~CAPO~ X.
Un altro modo dʼillustrar la lingua adoperarono altri or pubblicando
lʼopere deʼ buoni scrittori, ed or rischiarandole con annotazioni,
e con ogni maniera di spiegazioni. I Salvini, i Manni, i Biscioni,
i Bottari, ed altri con nuove, e più corrette edizioni delle opere,
che fanno testo in lingua, e già dianzi erano pubblicate, e con
ritogliere dalla polvere delle librerie gli antichi manoscritti, e
darli in luce molto hanno giovato alla nostra lingua. E molto più
le hanno giovato coloro, che sì fatte opere coʼ loro comenti hanno
rischiarate. Le fatiche deʼ comentatori di Dante non soddisfacevano
abbastanza al comun desiderio, siccome quelle, che spesso non erano
esatte, e sempre soverchiamente diffuse. Ripararono a questo difetto
Gio. Antonio Volpi coʼ suoi indici nellʼedizion del Comino[128] poi il
P. Pompeo Venturi,[129] e finalmente il P. Baldassare Lombardi Minor
Conventuale[130] colle loro annotazioni. Molto si affaticò pure intorno
a Dante il Canonico Dionisi di Verona esaminando codici, e raccogliendo
varianti per procurare unʼedizione esatta della Divina Commedia. Frutto
di tanto suo studio sono alcuni suoi opuscoli neʼ quali molte cose
si vedono utilissime alla illustrazione di questʼopera, quantunque
talvolta vi sʼincontrino ancora giudizj fallaci, e congetture prive di
fondamento.[131] Benemerito del Petrarca, o piuttosto di quelli, che
lo leggono volle essere il Muratori corredando le rime di quel gran
Lirico colle sue annotazioni, e con quelle dʼAlessandro Tassoni, che
egli dette in luce per la prima volta, quantunque non tutti siano per
approvare le critiche di quel sommo scrittore, che nelle cose spettanti
al gusto non era così grande, quanto in ciò che spetta allʼantichità.
E benemeriti ne furono veramente il Tiraboschi, che nella sua storia
esponendo la vita di lui alcune parti delle sue rime andò illustrando,
e il chiarissimo Signor Conte Gio. Battista Baldelli nella bella vita,
che ne scrisse,[132] e che tutta è piena di scelta erudizione, e di
giusta critica. Così piaccia a lui di darci pure la vita di Dante, come
questa ci ha data, e quella del Boccaccio, della quale a me rincresce
solamente di non poter quì ragionare, perchè non appartiene allʼepoca,
nella quale star deve racchiuso questo mio ragionamento[133]. Ricorderò
bensì la storia del Decamerone di Domenico Maria Manni,[134] a qualche
difetto della quale supplì poi il Lami nelle Novelle Letterarie di
Firenze del 1754. 1755. 1756. Anche il Bottari illustrò e difese il
Decamerone con trentadue lezioni, che hanno poi veduta la luce per
opera del signor Francesco Grazzini egregio giovine deʼ buoni studj
amantissimo.[135] Ma quanto debbono gli approvati scrittori alle cure
indefesse deʼ due testè mentovati Manni, e Bottari! Quanto ad Anton
Maria Salvini, al Canonico Biscioni, al Seghezzi, al Serassi! Se io
volessi quì noverare le opere per essi, o per altri più correttamente
pubblicate, o daʼ testi a penna tratte per la prima volta in luce, o
di utili prefazioni, e annotazioni arricchite ampia materia avrei di
ragionare. Ma troppo increscevole sarebbe un lungo catalogo di nomi e
di titoli, e al tutto inutile, da che il Signor Gamba nella sua serie
delle edizioni deʼ testi di lingua Italiana[136] sì accuratamente ha
soddisfatto al pubblico desiderio.