contemporaneo del cel. Palestrina, contribuì com'egli colle sue opere
alla perfezione della musica di chiesa, e alla gloria del canto
italiano. I suoi libri di teoria musicale furono stampati in Roma l'anno
1585, e assai pregiati a' suoi tempi. (_V. Lampillas Sag. Apolog. della
letterat. spagn. t. 2_).
VOGEL (Cristoforo), di Norimberga, studiò la musica sulle opere di Graun
e del Sassone. Nel 1776 essendo venuto in Francia il suo genio si accese
al sentire i capi d'opera di Gluck. Stabilì allora di prenderlo a suo
modello, e nel 1786 diè al pubblico la musica del _Toison d'or_ dedicata
a Gluck. Questo gran maestro nella sua risposta a Vogel così
esprimevasi: _Sulle altre vostre qualità quegli che più brilla, si è il
talento drammatico, onde di questo con tutto il mio cuore seco voi mi
congratulo. Egli è questo un talento tanto più raro, quanto nol dovete
voi già alla pratica, ma alla natura._ Una febbre maligna il tolse di
vita in età di 32 anni a' dì 28 giugno del 1788. Gluck lo chiamava _il
suo primogenito_. La sinfonia del Demofoonte, ch'egli morendo lasciò già
compito è un capo d'opera di espressione e di gusto; essa fu eseguita
nel 1791 ne' funerali degli uffiziali morti a Nancy, e produsse
grandissimo effetto.
VOGLER (Abate Giorgio Giuseppe), cavaliere dello speron d'oro,
cappellano della corte di Baviera, e dopo il 1786 maestro di cappella
del re di Svezia, nato a Virzburgo nel 1749, studiò il contrappunto in
Padova sotto il celebre P. Vallotti. Verso il 1776 venne a Manheim, ove
stabilì una scuola di musica, e ne diè de' corsi pubblici. Non fu
frattanto che l'anno d'appresso, ch'egli si fè conoscere dagli esteri
mercè la sua _Scuola di musica_, opera periodica di cui non ne pubblicò
che tre soli anni. I critici il censurarono allora di aver molte idee
non ben digerite, e di mancar di chiarezza. I viaggi ch'egli intraprese
dopo il 1780, per tutte le grandi città dell'Europa, han servito a far
conoscere i suoi talenti. Egli si è mostrato da per tutto
grand'organista, gran suonatore di forte-piano, gran compositore e dotto
autore insieme, onde vien detto il _Brown della musica_. È inventore
altresì di un organo di nuova specie, a cui ha dato il nome
d'_orchestrion_, perchè imitando tutti gli stromenti, rappresenta una
compiuta orchestra. Egli fecene costruire uno in Amsterdam, ove fecesi
sentire in un suo secondo viaggio con ammirazione di tutti. Le sue
composizioni abbracciano tutti i generi, e ve ne ha gran parte impressa:
le sue sonate per piano-forte sono pregiatissime. Vi ha inoltre di lui
gran numero di opere teoriche: tali sono, 1. _La teoria della musica e
della composizione_, Manheim 1776. — 2. _L'arte di formar la voce_, 1776,
ibid. — 3. _Esame della scuola di musica di Manheim_, 3 vol. — 4. _Molte
dissertazioni_, nelle notizie di Wetzler, 1779 e 1780. — 5. _Risposta a
diverse quistioni relative al suo sistema_, 1790. Nel 1800 l'ab. Vogler
pubblicò il suo _Choralsystem_, ossia _Sistema musicale_, Koppenhagen
ec. Egli è diviso in tre parti, di cui gli intendenti fanno moltissimo
caso (_V. Lichtenthal p. 8, in not._). Pio VI trovandosi a Spira fece
comporre dall'ab. Vogler un _Miserere_ a 4 voci con organo e bassi quivi
impresso nel 1782.
VOSS (Jean de) profferì un discorso in onore del cel. Haydn a Berlino,
li 9 Settembre 1809 nel salone detto Royal-Yorck, ove eransi radunati in
gran numero i musici, e gli amatori. Vi si eseguirono quindi molte
composizioni dell'Haydn, fra le quali, la sua cantata d'Arianna a Nasso,
a cui M. Schneider si era permesso di aggiungere gli accompagnamenti di
tutta l'orchestra, non essendo stata scritta dall'Haydn che per il solo
piano-forte.
VOSSIO (Gerardo-Giovanni), professore in Amsterdam molto abile nelle
belle-lettere, nella critica, nella storia e nell'antichità, si è fatto
gran nome presso i letterati per un'infinità di opere assai ben scritte,
piene di profondo sapere, e di solide osservazioni. Noi non farem qui
menzione che di alcune, nelle quali egli ha trattato diffusamente della
musica. Così nella sua opera: _De astium et scientiarum naturâ, et
constitutione_, parla dell'oggetto e criterio della musica, e delle
diverse sette degli antichi musici: della di lei antichità, e quanto
essa debba a Pitagora: chi è stato il primo a scriverne, e di alcuni
altri antichi scrittori di musica che si son perduti: dell'utilità della
musica: delle diverse parti, e generi della musica, de' primarj autori
greci di questa scienza, e finalmente de' latini. Nell'altra sua opera
_De scientiis mathematicis_ tratta ancora a lungo della musica
considerata come parte della matematica. Nelle sue _Institutiones
Poeticæ_ al secondo e terzo libro parla altresì di molte materie di
musica. Questo cel. letterato morì in Amsterdam nel 1649. Sua figlia
_Cornelia Voss_ viene annoverata tra le più colte donne del suo secolo:
ella aveva ancora delle cognizioni stese nella musica. In una lettera al
dotto Meursio suo padre la chiama _peritissima in ogni genere di
musica_. Ella annegossi nel 1638 nel passar che faceva in una vettura
sopra i ghiacci.
VOSSIO (Isacco), l'ultimo tra' figli del precedente, e il primo per la
erudizione, si rese molto abile nella storia e nella critica greca e
latina. Egli si stabilì in Inghilterra, fu canonico di Windsor, e morì
quivi nel 1689. Questo letterato aveva una prodigiosa memoria, ma
mancava di giudizio. Il suo ingegnoso libro _de Poematum cantu et
viribus rythmi_, Oxford 1675 in 8º, merita di esser letto da' poeti e
da' musici. Egli vi sostiene con autorità, e con ragioni, che gli
antichi greci han fatto uso dell'armonia simultanea, o contrappunto, e
schernisce con ingiurie i moderni per avere avuto l'arditezza di
negarlo, ed ammette come vere tutte le maraviglie attribuite all'antica
musica. Per divertire alquanto i lettori rapporteremo una sua curiosa
osservazione, lasciando a ciascuno la libertà di giudicare, quanto
l'immaginazion dell'autore, possa aver aggiunto alla realità del fatto.
Dice egli adunque essere un gran piacer il farsi strofinare o pettinare
da coloro, che lo fan bene in misura. Ed aggiunge d'esser più d'una
volta caduto fra le mani di parrucchieri così detti, che coi loro
pettini sapevano perfettamente imitare i movimenti d'ogni maniera di
canti e di ritmi, cosicchè colla più esatta precisione esprimevano ora i
giambi, ora i trochei, altre volte i dattili o gli anapesti, e talora
gli amebrachi, ed i peonii. Egli è certo però che sebbene non si trovin
da per tutto parrucchieri così eruditi, ad ogni passo e ad ogni momento
può osservarsi, quanto abbia di forza anche negli uomini più volgari
l'abitual sentimento della regolar misura del tempo. Qual contadino è sì
rozzo e sì sfornito d'orecchio, che intonando le sue villerecce canzoni
non faccia manifestamente sentire la regolarità degl'intervalli di
tempo, con cui son modulate le più semplici cantilene? Tanto è vero, che
_cantar senza misura non è cantare_, come sensatamente dice Rousseau; _e
che il sentimento della misura non essendo men naturale di quello
dell'intonazione, una di queste cose non ha mai potuto star senza
l'altra_.
W
WALKER (John), professore di musica in Londra, nel 1787 pubblicò nel
_Monthly Review_ una sua Dissertazione col titolo: _The melody of
speaking delineated_, etc. ossia _Sulla melodia del linguaggio, o la
declamazione insegnata come la musica per via di segni sensibili_. Vi dà
egli de' precetti per la modulazione e l'espressione degli affetti, e
delle passioni, dimostrata con alcuni scelti passaggi, tratti da'
migliori compositori.
WALLIS (John), professore di geometria nella università d'Oxford, e
membro della R. Società di Londra morto a Oxford nel 1703, ha
contribuito moltissimo ad illustrare l'antica musica con le sue
traduzioni dal greco delle opere armoniche di Tolomeo, e de' _Comentarj_
alle medesime di Porfirio, alle quali ha aggiunte delle dottissime
annotazioni. Trovansi queste nella superba edizione delle sue Opere
matematiche in 3 vol. in fol., a Oxford 1799. Hawkins nella sua _Storia
della musica_ rapporta una lettera del Dr. Wallis, in cui descrive un
rituale greco manoscritto trovato a Buda nel 1686, ch'egli crede più
antico almeno di tre secoli, cioè del sec. 13. Vi si trovano le note
musicali sotto gl'inni e le antifone greche solite cantarsi nella chiesa
di Costantinopoli, e la spiegazione inoltre di queste note, ch'erano
allora in uso, delle loro forme, de' loro nomi e del valor loro. “Senza
di queste cose, egli dice, non sarebbe intelligibile il resto
dell'opera, ed anche con tal soccorso vi abbisogna molta attenzione e
molta sagacità per comprendere e poter comparare questa musica colla
nostra. Egli è vero, che questo manoscritto è assai più moderno delle
opere di Aristosseno, e degli altri musici greci, essendo posteriore
allo stabilimento del cristianesimo, ma è il più antico di questo
genere, che ci sia stato conservato.”
WALTHER (Gio. Godefredo), dotto musico della corte e della chiesa di
Weimar, fu precettore del giovane principe, e della principessa sua
sorella. Egli è autore di un _Lexicon musicale_, o _Biblioteca di
musica_ in tedesco, 1732, a Lipsia. Vi si trovano non che gli antichi e
moderni musici, che si sono distinti nelle differenti nazioni sì nella
teoria, come nella pratica; tutto quel che si sa di ognuno di essi, e
quai scritti han lasciati; ma eziandio la spiegazione de' termini
tecnici della musica in uso nel greco, nel latino, nell'italiano, e nel
francese, con la più parte de' segni usitati, per ordine alfabetico.
Quest'opera è piena di molte ricerche, e compilata con maggior esattezza
di quella più recente di M. Gerber. L'autore dopo l'impressione
dell'opera proseguiva a raccorre degli altri materiali, che gli erano
sfuggiti, e che aveva nuovamente scoverti, ma non ebbe il tempo di
pubblicarne il Supplemento, essendo morto a' 23 di marzo del 1748.
WALTHER (D. Michele), figlio di Giov. Walther, uno de' migliori
contrappuntisti alemanni del sedicesimo secolo, è autore di una
dissertazione _de harmoniâ musicâ_, Willeberg 1679.
WARREN (Ambrogio), dotto inglese, ed amatore di musica sul principio
dell'ultimo secolo in Londra. Nel 1725 pubblicò quivi _The tonometer:
explaining and demonstrating, by an easie method, in numbers and
proportion_, cioè: _Spiegazione e dimostrazione de' tuoni musicali con
un nuovo metodo di proporzioni e di numeri_. Presso Scheibe
(_Composizion musicale_) si trova una distinta analisi del trattato di
Warren sulla divisione dell'ottava in 32 tuoni differenti.
WEBB (Daniel), letterato inglese, e dilettante di musica sulla fine
dello scorso secolo a Londra, è autore di un trattato, che ha per
titolo: _Observation on the correspondence between poetry and music_,
cioè: _Osservazioni sull'affinità della poesia con la musica_ 1793. Egli
prova con molto gusto ed eleganza, che la vera ragione degli effetti e
de' fenomeni della musica risiede nell'armonia de' movimenti, che
l'anima ed i suoni producono su' nervi, e gli spiriti vitali. Mr.
Eschenburg l'ha tradotto in tedesco (_V. Desessarts Bibl. d'un homme de
goût, t. 3; Paris 1808_).
WEBER (F. A.), nato a Heilbronn nel 1753, è quivi dottore in medicina, e
distinto compositore ed autore di più opere di musica. Le sue opere di
teoria sono: 1. _Caratteristica delle voci, e di alcuni stromenti in
uso_; — 2. _Osservazioni sul violino e la maniera di sonarlo con
esempj_; — 3. _Dissertazione pratica sulla viola di amore, e i
miglioramenti che recar vi si possono_; — 4. _Dissert. sulla perfezione
dell'intavolatura italiana, ad uso de' suonatori di cembalo, con una
serie di sonate ec_; — 5. _Osservazioni sulla dottrina del
contrappunto_; — 6. _Corrispondenza musurgica sopra molti argomenti di
Estetica musicale, ed analisi delle opere dei gran maestri, con de'
paralleli de' più recenti_; — 7. _Molte altre dissertazioni di
musica_; — 8. _L'arte poetica di Orazio secondo la traduzione di Ramler,
con note per i compositori ed i musici_, 1806-1810. Egli ha scritto in
oltre molta musica sì stromentale, che vocale, che è in molto pregio per
la novità e 'l gusto. Il d. Lichtenthal rapporta, che Weber come medico
ha impiegato la musica con successo ne' dolori d'occhi (_Influenza della
mus. p. 62_).
WEIGL (Giuseppe), valente maestro di musica de' nostri giorni, detto dal
Carpani il _Parmigianino_ della musica, fu per qualche tempo scolare del
grand'Haydn. Egli si è reso celebre pel suo stupendo _oratorio_ della
_Passione_, che solo basterebbe a immortalarlo, dice il sullodato
Carpani, e dove fece buon uso delle fughe (_Lett. III e X_). Weigl
riferisce del suo maestro Haydn, che aveva per via di certi suoi calcoli
numerici, stabilito un metodo con cui reggeva l'artificio della sua
composizione, e che non volle mai comunicar ad alcuno questo suo magico
ritrovato: quando ne veniva pregato, rispondeva sorridendo: _provatevi e
trovatelo_. Nel magazzino di musica del Ricordi in Milano abbiamo di
Weigl i seguenti drammi buffi italiani: _il Rivale di se stesso_;
_l'Uniforme_; _l'Amor marinaro_; _la Famiglia Svizzera_; _Casa delli
orfanelli_; _la Principessa d'Amalfi_.
WEIMAR (Pietro), maestro di musica nel ginnasio elettorale di Erfurt, è
autore di alcune _dissertazioni sullo stato della musica_ in quel paese,
inserite nel Magazino musicale di Cramer. Vi ha anche di lui impressa
molta musica a Reval, ed a Lipsia, e dopo il 1790 una collezione di
canti per la chiesa. L'arte deve a lui molti allievi, che fannogli
onore.
WEREMBERT, monaco di S. Gallo, morto l'anno 884, era figlio di Adalberto
uno degli uffiziali di Carlo-magno: fece i primi suoi studj nella scuola
di Fulda, e li terminò a S. Gallo. Egli coltivò le belle-arti, e le
scienze, la poesia, la musica, la teologia e la storia. Abbiamo di lui
un _Trattato sulla musica_, che è il più importante tra le sue opere.
WERNER (Greg. Giuseppe), primo maestro direttore della scelta numerosa
orchestra del principe Ant. Esterhazy verso il 1758, fu in quel posto il
predecessore dell'Haydn, e secondo il Carpani, uomo di molto merito. Vi
sono di lui alcune cantate a 4 ed a 5 voci con due violini, e basso, ed
alcune sinfonie.
WIDDER (Feder. Adamo), professore nell'università di Gottinga, nel 1751
fecevi imprimere una dissertazione, citata con lode da Lichtenthal: _De
affectibus ope musices excitandis, augendis et moderandis._
WIELAND, uno de' più celebri scrittori e poeti dell'Alemagna, verso il
1780 diè al pubblico un _Saggio sullo stato della musica_ a quell'epoca.
Egli dà tutto il merito della perfezione di quest'arte al cel. Gluck:
“Mosso da una delle più belle massime di Pitagora, egli dice, Gluck ha
preferito le Muse alle Sirene; egli ha sostituito ai vani e falsi
ornamenti quella nobile e preziosa semplicità, che nelle Arti come nelle
Lettere fu sempre il carattere del vero del grande, e del bello. Eh!
quai nuovi prodigj non produrrebbe quest'anima di fuoco, se qualche
Sovrano de' nostri giorni volesse fare per l'opera quel che fece
altrevolte Pericle per il teatro di Atene?” Wieland è autore altresì del
_Poema delle grazie_, una delle più predilette composizioni del suo
autore, Lipsia 1770 in 8º, ove tratta a lungo della musica, e del bello
ideale di quest'arte.
WIEN (Saverio), nato a Pesmes nella Franca-Contea; diè al pubblico:
_Musique théorique et pratique reduite à ses principes naturels, ou
nouvelle méthode pour apprendre facilement et en peu de tems l'art de la
musique_, Paris 1742-1744 in 4º.
WIESE (il barone di), amatore di musica a Bade, nel 1790 pubblicò un
trattato col titolo: _Anweisung_ ec. cioè: _Metodo meccanico di
accordare il cembalo secondo un nuovo temperamento_. Havvi di lui
altresì un manoscritto col titolo: _la teoria della divisione delle
corde vibranti_.
WILELMO, abbate del monistero di Hischau nel dodicesimo secolo, molto
istruito per que' tempi nella musica, ha lasciato un trattato _de
Musica_, che l'ab. Gerbert ha inserito nella sua collezione, t. 2 p.
154.
WINTER (Cristiano), direttore di musica a Hannover, membro della società
musicale di Mitzler, viveva sino all'anno 1786. Abbiamo di lui:
_Dissertatio de musices peritia theologo neque dedecòra, neque
inutilis_, Cell. 1749. — _Diss. de eo quod sibi invicem debent musica,
poetica et rhetorica, artes jucundissimæ_, Hannov. 1764. Il dottor
Forkel loda principalmente quest'opera: _De curâ principum, et
magistratuum in tuendo, et conservando cantu ecclesiastico_, Hann.
1772. — _Dissertazione intorno a S. Cecilia patrona de' musici_, nel
magazzino di Hannover 30 giugno 1786.
WINTER (Pietro), cel. compositore tedesco de' nostri giorni, nato nel
1758, non ha faticato solamente pel teatro di sua nazione, ma ha
arricchito altresì di molte altre opere il teatro italiano, comecchè
dovizioso abbastanza per le produzioni de' Sarti, de' Jommelli, de'
Cimarosa, de' Guglielmi, de' Mayer, de' Paer. Egli ha scritto più drammi
italiani e serii e comici eseguiti con gran successo su' teatri di
Venezia, di Napoli, di Vienna, di Parigi e di Londra. Questo compositore
è energico, ricco, abbondante, drammatico, e sempre locale nella sua
musica, e ne' suoi motivi.
WOLF (Ernesto Guglielmo) era uno de' migliori compositori della Germania
nell'ultima metà del passato secolo. Nel 1761 egli divenne maestro di
cappella del duca di Saxe-Weimar, e diè lezioni alla giovane duchessa,
per il cui favore ottenne quel posto che onorevolmente occupava ancora
nel 1791. Egli ha arricchito la musica di un gran numero di opere assai
pregiate sì teoriche che pratiche. Non ne citeremo che le più
rimarchevoli. _Viaggi di musica ne' mesi di giugno, luglio, ed agosto
1782_, Weimar 1784. _Regole ed osservazioni per ben suonare il cembalo_,
che danno a divedere la sua profonda cognizione in quest'arte. _Lezioni
di musica per il canto, per l'accompagnamento, e per la composizione;
per l'espressione e la disposizione delle composizioni, ad uso di
quegli, che vorranno esercitare ed insegnare altrui la musica_, Dresda
1788 in fol. Vi ha altresì di Wolf diciassette pezzi di musica vocale
per chiesa, per teatro, e per camera: ed un'infinità di musica
stromentale impressa a Lipsia, a Lione, a Breslavia, assai ricercata
dagli intendenti.
WOLF (Giorgio-Federico), maestro di cappella del conte di Stolberg, è
autore di più opere. Tali sono: _Breve istruzione e chiara per toccar di
cembalo con una tavola di note_, Gottinga 1784. _Istruzione nell'arte di
cantare_, Halle 1784. _Breve dizionario di musica_, Halle 1787, contiene
la spiegazione de' termini tecnici. Per la pratica: _Canzoni con melodie
pel cembalo_, Nordhausen 1781. _Mottetti funebri con cori_, 1786.
WUNSCH (Ernesto), dottore in filosofia e in medicina a Francfort, nel
1776 pubblicò in Lipsia: _Initia novæ doctrinæ de naturâ soni_, e nelle
memorie alemanne presentate all'accademia di Berlino l'anno 1793,
trovansi di lui degli _Esperimenti sulla propagazione del suono_. (_V.
Chladni Acoust. p. 319_).
X
XAVIER (Antonio), nato a Parigi nel 1769 da un certo signore di qualità,
si vide costretto dalla rivoluzione a vivere del talento, che sino
allora aveva esercitato per suo diporto. Egli suonava assai bene di
violino, essendo stato allievo di Berthaume e di Mestrino: la sua
maniera è grande, nè può trarsi un più bel suono dal suo stromento. Dopo
il 1806 egli è all'accademia imperiale di musica. Vi sono di lui
impressi de' _Duo_, e molti romanzi; M. Kreutzer gli ha dedicato
un'opera di sonate, e M. Jadin i suoi quartetti di violino.
XIMENES (il conte) è autore di un'opera, cui diè per titolo: _M. Chambre
un petit-mond_, che il Signor Heydenreich ha tradotta in tedesco e
pubblicolla a Lipsia nel 1797. L'autore vi esamina la questione, _quale
delle due arti merita la preferenza, la Pittura, o la Musica_? “Si dice
in onor del Pittore, che le sue opere gli sopravvivono, ed eternano la
sua memoria: al che rispondo, che i compositori lasciano anch'eglino,
come i Pittori, i loro quadri, le loro opere, e i concerti. Ma la Musica
è soggetta alla moda, che non lo è la Pittura; quei pezzi che
stempravano l'anima a' nostri antenati, ci muovono ora alle risa. I
nipoti di coloro, che nelle opere comiche erano commossi sino alle
lacrime, ne formano ora il soggetto del loro scherno. Ma, che m'importa,
mi disse una volta Mad. de Hautcastel, se la musica di Cherubini, e di
Cimarosa sia o no diversa da quella dei loro predecessori? o che mi
cale, se la antica musica mi fa ridere, purchè la moderna alletti il mio
animo? Sarà forse necessario alla mia felicità, che i miei piaceri sien
simili a quelli della mia bisavola? Perchè mi parlate della pittura, che
è una professione che forma il gusto di poche persone, dove la musica
incanta ognun che respira? A questa osservazione, che non mi aspettava,
rimasi senza saper rispondere; se l'avessi prevista, non mi sarei
innoltrato in tal dissertazione. Io non sono che un dilettante di
musica, non già un virtuoso, e ne chiamo in testimoni coloro che mi
hanno inteso suonare il violino. Ma dato ancora che si prendesse il
merito della professione uguale da ogni lato, non si dovrebbe
precipitosamente conchiudere dal merito della professione a quello del
professore. Veggonsi de' fanciulli sonar maestrevolmente di cembalo, ma
non si sono veduti giammai dei gran pittori a dodici anni. La pittura
richiede gusto e sentimento, ed una testa che riflette, che pensa;
laddove un musico può esserne, senza pregiudizio, esente. Veggiamo tutto
dì degli uomini senza testa, e senza cuore trar dai loro stromenti
melodie che incantano. Può macchinalmente avvezzarsi un uomo, a suonare
il cembalo, e quando vi si è abituato da un buon maestro, può l'anima
comodamente darsi in balia a' suoi vaneggiamenti, mentre le dita
meccanicamente formano i suoni, alla unione de' quali essa per nulla
s'intromette. Non si potrebbe al contrario dipingere la più semplice
cosa del mondo, se l'anima non vi cooperasse concentrando unitamente
tutte le sue forze. Se alcuno poi vorrebbe il mio parere per distinguer
nella musica tra l'invenzione e l'esecuzione, io lo confesso, ciò mi
porrebbe in qualche inquietudine. Ah! se tutti i compositori di
dissertazioni fossero sinceri, tutti avrebbero un istesso fine. Sul
principio della discussione si prende d'ordinario un tuono di
contraddizione, giacchè si è deciso occultamente; come io infatti, non
ostante la mia imparzialità, era per la pittura; ma il continuar le
ricerche porta delle nuove difficoltà, e tutto finisce sul tuono del
dubbio.” Ecco la graziosa maniera, con cui presenta questo autore le sue
riflessioni: egli fa leggersi con piacere e con profitto.
Y
YOUNG (Matthew), dotto fisico inglese, nel 1784 pubblicò a Dublino: _An
Enquiry into the principal phoenomena of sounds and musical strings_,
cioè: _Ricerche su i principali fenomeni de' suoni della musica_, in cui
procura di difendere i principj d'acustica di Newton. Questo trattato
contiene molte utili osservazioni intorno a' soggetti di acustica, come
la simpatía de' suoni, le vibrazioni delle corde, la propagazione del
suono, l'eco ec. (_V. Chladni Acoust. p. 57-290_).