La scienza non aveva fatto mai dei progressi tanto rapidi quanto a quel
tempo. Basta ricordare Lavoisier, Laplace, Lagrange, Berthollet, Buffon,
Hauy, e molti altri che aprirono delle vie nuove e feconde nello studio
della Natura. Ma il pubblico era stanco e come stizzito per il trionfo
dello spirito scientifico che aveva invaso la società.
Negli strati inferiori, nella maggioranza del popolo francese si
preparava lentamente una reazione contro la scienza, contro l'indirizzo
matematico e positivo che erasi dato alla filosofia cominciando da La
Mettrie e Voltaire arrivando agli enciclopedisti Diderot e D'Alembert.
Fu la ribellione della folla contro la scienza che diede a Mesmer la sua
forza.
Mesmer aveva anche l'ascendente di essere straniero. Ora forse non
gioverebbe più; ma a quell'epoca in Francia fu un elemento di successo
per i fautori di Mesmer, il poter ribellarsi ai medici di Parigi. Si era
stufi di vederli andare in giro con quei loro abiti lugubri, bisognava
dar loro una lezione, perchè non avevano mai capito nulla, e doveva
finalmente venire di lontano un medico per far conoscere un mezzo
universale di guarire e di preservare gli uomini. La medicina di Mesmer
era una cosa popolare, che tutti capivano, e questa fu un'altra ragione
del suo successo.
Vi è una sola malattia, diceva il taumaturgo, e questa prende forme ed
aspetti molteplici. Vi è un solo rimedio, e questo è il magnetismo
animale.
Il magnetismo animale fu come una valvola che si aprì, e per la quale
ebbe sfogo la tensione lungamente compressa di quella parte della
società che in ogni tempo si mantiene impermeabile ai progressi della
scienza.