_Come la gente de’ Fiorentini che andavano a fornire Lozzole furono
rotti dagli Ubaldini._
Entrando nel mese d’aprile 1352, essendo commesso per lo comune di
Firenze al capitano del Mugello che fornisse Lozzole che i Fiorentini
tenevano nel Podere, acciocchè più chiusamente si facesse, si mise
a farlo con sì poca provvisione, che più dì innanzi fu palese agli
Ubaldini la cavalcata che fare si doveva. I quali in que’ dì aveano
colla gente dell’arcivescovo di Milano preso il Monte della Fine a’
confini di Romagna, il quale era stato accomandato, ma non difeso da’
Fiorentini. E avendo la gente apparecchiata, si misono in più aguati
nell’alpe, ove stettono più dì aspettando la scorta de’ Fiorentini
per fornire Lozzole. Il folle capitano di Mugello con quattrocento
cavalieri e con pedoni del Mugello, non avendo prima presi i passi
più forti dell’alpe, nè fatto provvedere se aguato vi fosse, si mise
per la via del Rezzuolo con la salmeria e con la sua gente ad entrare
nell’alpe, e lasciossi uno degli aguati de’ nimici addietro; quando
ebbono valicato Rezzuolo furono assaliti da’ nimici dinanzi, e da lato
e didietro per modo, che piccola difesa v’ebbe, altro che di fuggire
chi potè. Rimasonvi morti cinquanta uomini tra a cavallo e a piede, e
ottanta presi con tutta la salmeria; e di questo fallo non fu altra
vendetta in Firenze, se non che chi fu morto o preso per la mala
condotta s’ebbe il danno. Il capitano fu Rosso di Ricciardo de’ Ricci
di Firenze.