CAP. LXIX.

_Come la gente de’ Fiorentini che andavano a fornire Lozzole furono

rotti dagli Ubaldini._

Entrando nel mese d’aprile 1352, essendo commesso per lo comune di

Firenze al capitano del Mugello che fornisse Lozzole che i Fiorentini

tenevano nel Podere, acciocchè più chiusamente si facesse, si mise

a farlo con sì poca provvisione, che più dì innanzi fu palese agli

Ubaldini la cavalcata che fare si doveva. I quali in que’ dì aveano

colla gente dell’arcivescovo di Milano preso il Monte della Fine a’

confini di Romagna, il quale era stato accomandato, ma non difeso da’

Fiorentini. E avendo la gente apparecchiata, si misono in più aguati

nell’alpe, ove stettono più dì aspettando la scorta de’ Fiorentini

per fornire Lozzole. Il folle capitano di Mugello con quattrocento

cavalieri e con pedoni del Mugello, non avendo prima presi i passi

più forti dell’alpe, nè fatto provvedere se aguato vi fosse, si mise

per la via del Rezzuolo con la salmeria e con la sua gente ad entrare

nell’alpe, e lasciossi uno degli aguati de’ nimici addietro; quando

ebbono valicato Rezzuolo furono assaliti da’ nimici dinanzi, e da lato

e didietro per modo, che piccola difesa v’ebbe, altro che di fuggire

chi potè. Rimasonvi morti cinquanta uomini tra a cavallo e a piede, e

ottanta presi con tutta la salmeria; e di questo fallo non fu altra

vendetta in Firenze, se non che chi fu morto o preso per la mala

condotta s’ebbe il danno. Il capitano fu Rosso di Ricciardo de’ Ricci

di Firenze.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 175 / 190 题