_Della gran fame ch’ebbono i barbari di Morocco._
Avvenne in quest’anno nel reame di Morocco e nel reame della Bella
Marina un’inopinata fame per sterilità del paese, la qual fame gittò
gran carestia in Granata e nella Spagna, e stesesi per la Navarra,
e appresso in Francia infino a Parigi: che per portare il grano a’
barbari, per disordinato guadagno che se ne facea, venne lo staio di
libbre cinquanta di peso in Parigi in valuta di due fiorini d’oro,
e per lo paese non molto meno. E i barbari saracini per sostentare
la vita s’ordinarono continovo digiuno, il quale sodisfacevano con
tre once di pane dato loro, e con un poco d’olio quanto teneva la
palma della mano, nel quale intignevano il detto pane, e con questo
mantenevano la loro vita: nondimeno gran quantità ne morirono di fame
in quell’anno.