CAP. LXVII.

_Della gran fame ch’ebbono i barbari di Morocco._

Avvenne in quest’anno nel reame di Morocco e nel reame della Bella

Marina un’inopinata fame per sterilità del paese, la qual fame gittò

gran carestia in Granata e nella Spagna, e stesesi per la Navarra,

e appresso in Francia infino a Parigi: che per portare il grano a’

barbari, per disordinato guadagno che se ne facea, venne lo staio di

libbre cinquanta di peso in Parigi in valuta di due fiorini d’oro,

e per lo paese non molto meno. E i barbari saracini per sostentare

la vita s’ordinarono continovo digiuno, il quale sodisfacevano con

tre once di pane dato loro, e con un poco d’olio quanto teneva la

palma della mano, nel quale intignevano il detto pane, e con questo

mantenevano la loro vita: nondimeno gran quantità ne morirono di fame

in quell’anno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 173 / 190 题