CAP. LXVI.

_Come l’arcivescovo trattava pace colla Chiesa._

In questo tempo, del verno, l’arcivescovo di Milano continovo mantenea

a corte solenni ambasciadori a procurare la sua riconciliazione con

santa Chiesa, e a ciò movea il re di Francia con forza di grandi doni

che gli faceva, e al continovo pregava per sue lettere il papa e’

cardinali che perdonassono all’arcivescovo, ed egli per essere più

favoreggiato domandava pace. I parenti del papa e certi cardinali

erano sì altamente provveduti, e sì spesso, che continovo pregavano per

lui il papa, e la contessa di Torenna non finava, per la qual cosa il

papa dimenticava l’onore e l’ingiurie di santa Chiesa. E non ostante

che tenesse sospesi gli ambasciatori de’ comuni di Toscana delle cose

che aveano proposto loro, gli ambasciadori continovo ricordavano in

concistoro l’offese fatte per l’arcivescovo e pe’ suoi antecessori,

e l’ingiurie e violenze che fatte avea, e continovo faceva a’ comuni

di Toscana fedeli e divoti di santa Chiesa. Il papa non ostante ciò

favoreggiava oltre al modo onesto la causa del tiranno, onde per alcuno

cardinale ne fu cortesemente ripreso; a costui e agli altri cardinali

che mostravano in concistoro di essere zelanti dell’onore di santa

Chiesa, procedendo il tempo, coll’ingegno e coll’arte e co’ doni del

tiranno furono racchiuse le bocche, e aperte le lingue in suo favore,

sicchè ultimamente pervenne alla sua intenzione, come seguendo al suo

tempo dimostreremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 172 / 190 题