CAP. LVII.

_Come i Chiaravallesi di Todi vollono ribellare la terra e furono

cacciati._

Questa sfrenata baldanza de’ ghibellini di Toscana e della Marca per la

forza del Biscione facea gravi movimenti, tra’ quali, mentre che messer

Piero Sacconi guastava e predava il contado di Perugia, i Chiaravallesi

grandi cittadini di Todi, d’animo ghibellino, feciono venire il

prefetto di Vico con trecento cavalieri subitamente per metterlo in

Todi, e cacciarne i caporali guelfi che s’intendeano co’ Perugini; ed

essendo il prefetto con la detta cavalleria già presso alla città di

Todi, il popolo e’ guelfi scoperto il trattato de’ Chiaravallesi, di

subito presono l’arme e corsono sopra i traditori: i quali essendosi

più fidati alla venuta del prefetto che provveduti d’aiuto dentro

all’assalto del popolo, non ebbono forza a ributtarlo, ma francamente

sostennono la battaglia, consumando il rimanente del dì nella loro

difensione. I Perugini che tosto sentirono la novella vi cavalcarono

prestamente, sicchè la notte furono alla porta. Il popolo per metterli

nella terra spezzarono una porta, che già non erano signori d’aprirla,

ed entrati i Perugini in Todi, e fatto giorno, i Chiaravallesi furono

costretti d’uscire della città co’ loro seguaci, e fuggendo trovarono

assai di presso il prefetto colla sua gente che veniva a loro stanza, i

quali co’ cacciati insieme vituperosamente si tornarono indietro, e la

città rimase a più fermo stato di popolo e di parte guelfa col favore

de’ Perugini in suo riposo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 163 / 190 题