_Come i Chiaravallesi di Todi vollono ribellare la terra e furono
cacciati._
Questa sfrenata baldanza de’ ghibellini di Toscana e della Marca per la
forza del Biscione facea gravi movimenti, tra’ quali, mentre che messer
Piero Sacconi guastava e predava il contado di Perugia, i Chiaravallesi
grandi cittadini di Todi, d’animo ghibellino, feciono venire il
prefetto di Vico con trecento cavalieri subitamente per metterlo in
Todi, e cacciarne i caporali guelfi che s’intendeano co’ Perugini; ed
essendo il prefetto con la detta cavalleria già presso alla città di
Todi, il popolo e’ guelfi scoperto il trattato de’ Chiaravallesi, di
subito presono l’arme e corsono sopra i traditori: i quali essendosi
più fidati alla venuta del prefetto che provveduti d’aiuto dentro
all’assalto del popolo, non ebbono forza a ributtarlo, ma francamente
sostennono la battaglia, consumando il rimanente del dì nella loro
difensione. I Perugini che tosto sentirono la novella vi cavalcarono
prestamente, sicchè la notte furono alla porta. Il popolo per metterli
nella terra spezzarono una porta, che già non erano signori d’aprirla,
ed entrati i Perugini in Todi, e fatto giorno, i Chiaravallesi furono
costretti d’uscire della città co’ loro seguaci, e fuggendo trovarono
assai di presso il prefetto colla sua gente che veniva a loro stanza, i
quali co’ cacciati insieme vituperosamente si tornarono indietro, e la
città rimase a più fermo stato di popolo e di parte guelfa col favore
de’ Perugini in suo riposo.