CAP. LIV.

_Come i Fiorentini disfeciono terre di Mugello._

In questo medesimo tempo, di verno, i Fiorentini mandarono certi loro

cittadini per lo contado a provvedere le loro castella e terre, a fine

di afforzare le parti deboli, e fornire le terre di ciò ch’alla difesa

mancasse per averle guernite, sopravvenendo la guerra che s’aspettava

del Biscione. Avvenne, come è usanza del nostro comune, acciocchè il

buon consiglio non fosse senza difetto di singolare ovvero cittadinesco

odio, che nel Mugello furono per loro fatte disfare alquante tenute

forti e utili alla difesa di quello contado per modo, che dove state

non vi fossono, era utile consiglio a porlevi di nuovo. E feciono

abbattere Barberino, Latera, Gagliano e Marcoiano, ch’erano al Mugello

mura contra i nimici di verso Montecarelli, e di Montevivagni e delle

terre degli Ubaldini, ove in que’ tempi si faceva capo pe’ nimici

a fare guerra al nostro comune, le quali tenute con piccola spesa

d’afforzamento erano gran sicurtà a tutto il Mugello, per le cui

rovine s’accrebbe campo a’ nimici senza contasto di più di sei miglia

di nostro contado, il quale tutto s’abbandonò, a danno e vergogna del

nostro comune. Riprensione comune ne seguitò a coloro che così mala

provvisione feciono, altro gastigamento no, per la corrotta usanza

del comune di Firenze di non punire le cose mal fatte, nè meritare le

buone.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 160 / 190 题