_Come i Fiorentini disfeciono terre di Mugello._
In questo medesimo tempo, di verno, i Fiorentini mandarono certi loro
cittadini per lo contado a provvedere le loro castella e terre, a fine
di afforzare le parti deboli, e fornire le terre di ciò ch’alla difesa
mancasse per averle guernite, sopravvenendo la guerra che s’aspettava
del Biscione. Avvenne, come è usanza del nostro comune, acciocchè il
buon consiglio non fosse senza difetto di singolare ovvero cittadinesco
odio, che nel Mugello furono per loro fatte disfare alquante tenute
forti e utili alla difesa di quello contado per modo, che dove state
non vi fossono, era utile consiglio a porlevi di nuovo. E feciono
abbattere Barberino, Latera, Gagliano e Marcoiano, ch’erano al Mugello
mura contra i nimici di verso Montecarelli, e di Montevivagni e delle
terre degli Ubaldini, ove in que’ tempi si faceva capo pe’ nimici
a fare guerra al nostro comune, le quali tenute con piccola spesa
d’afforzamento erano gran sicurtà a tutto il Mugello, per le cui
rovine s’accrebbe campo a’ nimici senza contasto di più di sei miglia
di nostro contado, il quale tutto s’abbandonò, a danno e vergogna del
nostro comune. Riprensione comune ne seguitò a coloro che così mala
provvisione feciono, altro gastigamento no, per la corrotta usanza
del comune di Firenze di non punire le cose mal fatte, nè meritare le
buone.