_Come i Fiorentini, e’ Perugini, e’ Sanesi mandarono ambasciadori a
corte._
Stando le città di Toscana in gran tema di futura guerra, i comuni
della lega di parte guelfa mandarono al papa e a’ cardinali solenne
ambasciata, a inducere la Chiesa contro alla grande tirannia
dell’arcivescovo di Milano per aggravare il processo che contro a lui
si faceva, e procurare l’aiuto e il favore di santa Chiesa alla loro
difesa. Gli ambasciadori furono ricevuti dal papa e da’ cardinali
graziosamente. Ma innanzi che questi ambasciadori fossono a corte,
l’arcivescovo v’avea mandati i suoi, per riconciliarsi colla Chiesa, e
fare annullare il processo fatto contro a lui per l’impresa di Bologna,
i quali ambasciadori erano forniti di molti danari contanti per
spendere e donare largamente; e facendolo con molta larghezza aveano
il favore del re di Francia, che faceva parlare per lui, e quello di
molti cardinali, e de’ parenti del papa e della contessa di Torenna,
per cui il papa si movea molto alle gran cose. E il papa medesimo avea
già l’ingiuria fatta a santa Chiesa per l’arcivescovo della tolta di
Bologna temperata, ed era disposto a prendere accordo coll’arcivescovo:
e per questo fu molto più contento della venuta degli ambasciadori
de’ tre comuni di Toscana, credendo fare l’accordo dell’arcivescovo di
loro volontà; perocchè nel primo parlamento disse agli ambasciadori:
eleggete delle tre cose che io vi proporrò l’una, quale più vi piace, o
volete pace coll’arcivescovo, o volete lega colla Chiesa, o volete la
venuta dell’imperadore in Italia per vostra difesa. L’offerte furono
larghe per conchiudere alla pace che parea più abile e migliore. Gli
ambasciadori savi e discreti di concordia rimisono la detta elezione
nel papa, a fine di farlo più pensare nel fatto dandoli gravezza,
dimostrando grande confidanza nella deliberazione. E così cominciata
la cosa a praticare ebbono tempo e cagione gli ambasciadori d’avvisare
i loro comuni, e in questo si soggiornò la maggior parte del verno
senza uscirne alcun frutto. Lasceremo alquanto gli ambasciadori e ’l
processo del papa, e torneremo agli altri fatti che occorsono in questo
soggiorno, rendendo a catuno suo diritto.