CAP. LII.

_Come i Fiorentini, e’ Perugini, e’ Sanesi mandarono ambasciadori a

corte._

Stando le città di Toscana in gran tema di futura guerra, i comuni

della lega di parte guelfa mandarono al papa e a’ cardinali solenne

ambasciata, a inducere la Chiesa contro alla grande tirannia

dell’arcivescovo di Milano per aggravare il processo che contro a lui

si faceva, e procurare l’aiuto e il favore di santa Chiesa alla loro

difesa. Gli ambasciadori furono ricevuti dal papa e da’ cardinali

graziosamente. Ma innanzi che questi ambasciadori fossono a corte,

l’arcivescovo v’avea mandati i suoi, per riconciliarsi colla Chiesa, e

fare annullare il processo fatto contro a lui per l’impresa di Bologna,

i quali ambasciadori erano forniti di molti danari contanti per

spendere e donare largamente; e facendolo con molta larghezza aveano

il favore del re di Francia, che faceva parlare per lui, e quello di

molti cardinali, e de’ parenti del papa e della contessa di Torenna,

per cui il papa si movea molto alle gran cose. E il papa medesimo avea

già l’ingiuria fatta a santa Chiesa per l’arcivescovo della tolta di

Bologna temperata, ed era disposto a prendere accordo coll’arcivescovo:

e per questo fu molto più contento della venuta degli ambasciadori

de’ tre comuni di Toscana, credendo fare l’accordo dell’arcivescovo di

loro volontà; perocchè nel primo parlamento disse agli ambasciadori:

eleggete delle tre cose che io vi proporrò l’una, quale più vi piace, o

volete pace coll’arcivescovo, o volete lega colla Chiesa, o volete la

venuta dell’imperadore in Italia per vostra difesa. L’offerte furono

larghe per conchiudere alla pace che parea più abile e migliore. Gli

ambasciadori savi e discreti di concordia rimisono la detta elezione

nel papa, a fine di farlo più pensare nel fatto dandoli gravezza,

dimostrando grande confidanza nella deliberazione. E così cominciata

la cosa a praticare ebbono tempo e cagione gli ambasciadori d’avvisare

i loro comuni, e in questo si soggiornò la maggior parte del verno

senza uscirne alcun frutto. Lasceremo alquanto gli ambasciadori e ’l

processo del papa, e torneremo agli altri fatti che occorsono in questo

soggiorno, rendendo a catuno suo diritto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 158 / 190 题