_Il piato fu in corte tra’ due re per la contea di Guinisi._
Essendo furata la contea di Guinisi al re di Francia sotto la
confidanza delle triegue, trasse in giudicio il re d’Inghilterra a
corte di Roma per suoi ambasciadori, dicendo che sotto la fede delle
triegue prestata il re d’Inghilterra gli avea tolto per furto la rocca,
e la contea occupata per forza. Per la parte del re d’Inghilterra fu
risposto, che avendo per suo prigione il conte di Guinisi conestabile
di Francia preso in battaglia, e dovendosi riscattare per lo patto
fatto della sua taglia scudi ottantamila d’oro, o in luogo di danari
la detta contea di Guinisi, e lasciato alla fede acciocchè procacciare
potesse la moneta, il re di Francia appellandolo traditore, per non
averlo a ricomperare, o acconsentirgli la contea di Guinisi il fece
dicollare: e così contro a giustizia privò il re d’Inghilterra delle
sue ragioni, le quali giustamente avea racquistate. La quistione fu
grande in concistoro, e pendeva la causa in favore del re di Francia,
e però innanzi che sentenza se ne desse, il re fece restituire la terra
di Guinisi a quell’Inghilese che data glie l’avea; e seguendo la morte
di papa Clemente non ne seguì altra sentenza.