CAP. XLIX.

_Come il re d’Inghilterra essendo in tregua col re di Francia acquistò

la contea di Guinisi._

Avvenne in questo anno, che un Inghilese prigione nella forte rocca

di Guinisi, la quale era del re di Francia, essendo per ricomperarsi,

avea larghezza d’andare per la rocca, e così andando, provvide l’ordine

delle guardie e l’altezza d’alcuna parte della rocca ond’ella si

potesse furare. E pagati i danari della sua taglia, fu lasciato; e

trovatosi con alquanti sergenti d’arme, suoi confidenti, disse ove

potesse avere il loro aiuto gli farebbe ricchi. E presa fede da loro

manifestò come intendea furare la rocca di Guinisi, e avea provveduto

come fare il poteva, i quali arditi e volonterosi di guadagnare

promisono il servigio: ed essendo tra tutti cinquanta sergenti bene

armati, avendo scale fatte alla misura del primo procinto, una notte in

su l’ora che l’Inghilese sapea che la guardia della mastra fortezza vi

si rinchiudea dentro, condotte le scale al muro chetamente montarono

sopra il primo procinto: e sorprese le guardie, per non lasciarsi

uccidere si lasciarono legare, e così legati gli faceano rispondere

all’altre guardie della rocca. Quando venne in sul fare del dì

gl’Inghilesi feciono alle guardie muovere riotta, e fare romore tra

loro in modo di mischia. Il castellano sentendo questo tra le guardie,

mostrando non avere sospetto scese della rocca, e aprendo l’uscio per

venire a correggere le guardie, gl’Inghilesi apparecchiati nell’aguato,

immantinente con l’armi ignude in mano furono sopra lui, e presono

l’uscio ed entrarono nella rocca, e presono il castello e le guardie.

E incontanente mandarono al re d’Inghilterra come aveano presa la

forte rocca di Guinisi, la quale il re molto desiderava. E di presente

vi mandò gente d’arme e fecela prendere e guardare, e commendata

la valenza e l’industria del suo fedele e degli altri scudieri fece

loro onore e provvidegli magnificamente. E per questa rocca fu il re

d’Inghilterra in tutto signore della contea di Guinisi, e il re di

Francia forte conturbato. E avvegnachè questa presura andasse per la

forma che è detto, e’ si trovò poi che il castellano avea consentito

al tradimento, e tornato di prigione, essendo lasciato, in Francia fu

squartato.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 155 / 190 题