CAP. XLVIII.

_Di una lettera fu trovata in concistoro di papa._

Essendo per lo papa e per i cardinali molto tratto innanzi il processo

contro al’arcivescovo di Milano, una lettera fu trovata in concistoro,

la quale non si potè sapere chi la vi recasse, ma uno de’ cardinali

la si lasciò cadere avvisatamente in occulto: la lettera venne alle

mani del papa, e la fece leggere in concistoro. La lettera era d’alto

dittato, simulata da parte del principe delle tenebre al suo vicario

papa Clemente e a’ suoi consiglieri cardinali: ricordando i privati e

comuni peccati di catuno, ne’ quali li commendava altamente nel suo

cospetto, e confortavali in quelle operazioni, acciocchè pienamente

meritassono la grazia del suo regno: avvilendo e vituperando la vita

povera e la dottrina apostolica, la quale come suoi fedeli vicari

eglino aveano in odio e ripugnavano, ma non ferventemente ne’ loro

ammaestramenti come nell’opere, per la qual cosa li riprendeva e

ammoniva che se ne correggessono, acciocchè li ponesse per loro

merito in maggiore stato nel suo regno. La lettera toccò molto e bene

i vizi de’ nostri pastori di santa Chiesa, e per questo molte copie

se ne sparsono tra’ cristiani. Per molti fu tenuto fosse operazione

dell’arcivescovo di Milano allora ribello di santa Chiesa, potentissimo

tiranno, acciocchè manifestati i vizi de’ pastori si dovessono più

tollerare i suoi difetti, manifesti a tutti i cristiani. Ma il papa

e i cardinali poco se ne curarono, come per innanzi l’operazioni si

dimostreranno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 154 / 190 题