CAP. XLVII.

_Come i Romani feciono rettore del popolo._

In questo anno essendo per lo corso stato a Roma del general

perdono arricchito il popolo, i loro principi e gli altri gentilotti

cominciarono a ricettare i malandrini nelle loro tenute, che facevano

assai di male, rubando, e uccidendo, e conturbando tutto il paese.

Senatore fu fatto Giordano dal Monte degli Orsini, il quale reggeva

l’uficio con poco contentamento de’ Romani. E per questa cagione gli

fu mossa guerra a un suo castello, per la quale abbandonò il senato.

Il vicario del papa ch’era in Roma, messer Ponzo di Perotto vescovo

d’Orvieto, uomo di grande autorità, vedendo abbandonato il senato,

con la famiglia che aveva, in nome del papa entrò in Campidoglio per

guardare, tanto che la Chiesa provvedesse di senatore. Iacopo Savelli

della parte di quelli della Colonna accolse gente d’arme, e per forza

entrò in Campidoglio e trassene il vicario del papa, e Stefano della

Colonna occupò la torre del conte, e la città rimase senza governatore,

e catuno facea male a suo senno perocchè non v’era luogo di giustizia.

E per questo il popolo era in male stato, la città dentro piena di

malfattori, e fuori per tutto si rubava. I forestieri e i romei erano

in terra di Roma come le pecore tra’ lupi: ogni cosa in rapina e in

preda. A’ buoni uomini del popolo pareva stare male, ma l’uno s’era

accomandato all’una parte, e l’altro all’altra di loro maggiori, e però

i pensieri di mettervi consiglio erano prima rotti che cominciati:

e la cosa procedeva di male in peggio di dì in dì. Ultimamente non

trovando altro modo come a consiglio il popolo si potesse radunare,

il dì dopo la natività di Cristo, per consuetudine d’una compagnia

degli accomandati di Madonna santa Maria, s’accolsono avvisatamente

molti buoni popolani in santa Maria Maggiore, e ivi consigliarono di

volere avere capo di popolo: e di concordia in quello stante elessono

Giovanni Cerroni antico popolare de’ Cerroni di Roma, uomo pieno d’età,

e famoso di buona vita. E così fatto, tutti insieme uscirono della

chiesa e andarono per lui, e smosso parte del popolo, il menarono

al Campidoglio ov’era Luca Savelli. Il quale vedendo questo subito

movimento non ebbe ardire di contastare il popolo, ma dimandò di loro

volere: ed e’ dissono che voleano Campidoglio, il quale liberamente

diè loro; ed entrati dentro sonarono la campana: il popolo trasse al

Campidoglio d’ogni parte della città senza arme, e i principi con le

loro famiglie armati, ed essendo là, domandarono la cagione di questo

movimento e quello che ’l popolo volea: il popolo d’una voce risposono

che voleano Giovanni Cerroni per rettore, con piena balía di reggere

e governare in giustizia il popolo e comune di Roma. E consentendo

i principi all’ordinazione del popolo, di comune volontà fu fatto

rettore; e mandato per lo vicario del papa che lo confermasse, come

savio e discreto volle che prima giurasse la fede a santa Chiesa, e

d’ubbidire i comandamenti del papa, e ricevuto di volontà del popolo

il saramento dal rettore, il confermò per quell’autorità che aveva: e

tutto fu fatto in quella mattina di santo Stefano, innanzi ch’e’ Romani

andassono a desinare. E lasciato il rettore in Campidoglio, catuno si

tornò a casa con assai allegrezza di quello ch’era loro venuto fatto

così prosperamente.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 153 / 190 题