_Come i Romani feciono rettore del popolo._
In questo anno essendo per lo corso stato a Roma del general
perdono arricchito il popolo, i loro principi e gli altri gentilotti
cominciarono a ricettare i malandrini nelle loro tenute, che facevano
assai di male, rubando, e uccidendo, e conturbando tutto il paese.
Senatore fu fatto Giordano dal Monte degli Orsini, il quale reggeva
l’uficio con poco contentamento de’ Romani. E per questa cagione gli
fu mossa guerra a un suo castello, per la quale abbandonò il senato.
Il vicario del papa ch’era in Roma, messer Ponzo di Perotto vescovo
d’Orvieto, uomo di grande autorità, vedendo abbandonato il senato,
con la famiglia che aveva, in nome del papa entrò in Campidoglio per
guardare, tanto che la Chiesa provvedesse di senatore. Iacopo Savelli
della parte di quelli della Colonna accolse gente d’arme, e per forza
entrò in Campidoglio e trassene il vicario del papa, e Stefano della
Colonna occupò la torre del conte, e la città rimase senza governatore,
e catuno facea male a suo senno perocchè non v’era luogo di giustizia.
E per questo il popolo era in male stato, la città dentro piena di
malfattori, e fuori per tutto si rubava. I forestieri e i romei erano
in terra di Roma come le pecore tra’ lupi: ogni cosa in rapina e in
preda. A’ buoni uomini del popolo pareva stare male, ma l’uno s’era
accomandato all’una parte, e l’altro all’altra di loro maggiori, e però
i pensieri di mettervi consiglio erano prima rotti che cominciati:
e la cosa procedeva di male in peggio di dì in dì. Ultimamente non
trovando altro modo come a consiglio il popolo si potesse radunare,
il dì dopo la natività di Cristo, per consuetudine d’una compagnia
degli accomandati di Madonna santa Maria, s’accolsono avvisatamente
molti buoni popolani in santa Maria Maggiore, e ivi consigliarono di
volere avere capo di popolo: e di concordia in quello stante elessono
Giovanni Cerroni antico popolare de’ Cerroni di Roma, uomo pieno d’età,
e famoso di buona vita. E così fatto, tutti insieme uscirono della
chiesa e andarono per lui, e smosso parte del popolo, il menarono
al Campidoglio ov’era Luca Savelli. Il quale vedendo questo subito
movimento non ebbe ardire di contastare il popolo, ma dimandò di loro
volere: ed e’ dissono che voleano Campidoglio, il quale liberamente
diè loro; ed entrati dentro sonarono la campana: il popolo trasse al
Campidoglio d’ogni parte della città senza arme, e i principi con le
loro famiglie armati, ed essendo là, domandarono la cagione di questo
movimento e quello che ’l popolo volea: il popolo d’una voce risposono
che voleano Giovanni Cerroni per rettore, con piena balía di reggere
e governare in giustizia il popolo e comune di Roma. E consentendo
i principi all’ordinazione del popolo, di comune volontà fu fatto
rettore; e mandato per lo vicario del papa che lo confermasse, come
savio e discreto volle che prima giurasse la fede a santa Chiesa, e
d’ubbidire i comandamenti del papa, e ricevuto di volontà del popolo
il saramento dal rettore, il confermò per quell’autorità che aveva: e
tutto fu fatto in quella mattina di santo Stefano, innanzi ch’e’ Romani
andassono a desinare. E lasciato il rettore in Campidoglio, catuno si
tornò a casa con assai allegrezza di quello ch’era loro venuto fatto
così prosperamente.