_Come fu preso il castello della Badia de’ Perugini, e come si
racquistò._
Essendo i Perugini imbrigati nelle rubellioni delle loro terre per
gli assalti de’ loro vicini, con la forza dell’arcivescovo di Milano,
la quale di prima, come addietro narrammo, nel tempo che si cercò
di fare lega con la Chiesa e co’ Lombardi, dicevano che non si potea
stendere a loro, due conestabili di fanti a piè cittadini sbanditi di
Firenze, partendosi dal soldo del tiranno d’Agobbio co’ loro compagni,
di furto entrarono nel castello della Badia, grosso castello, il quale
era de’ Perugini, e cominciarono a correre e predare le villate vicine
con l’aiuto di Giovanni di Cantuccio signore d’Agobbio. I Perugini vi
mandaro certe masnade di cavalieri che aveano di Fiorentini e altra
gente a piè: costoro vi si puosono a oste del mese di gennaio. Giovanni
di Cantuccio con la cavalleria ch’avea dell’arcivescovo di Milano
e co’ suoi fanti a piè, essendo tre cotanti di cavalieri e di fanti
che quelli de’ Perugini, andarono per levarli da campo e fornire il
castello. Un conestabile tedesco delle masnade de’ Fiorentini valente
cavaliere, ch’avea nome M... si fece incontro a’ nimici a un ponte onde
conveniva ch’e’ nimici venissono, e francamente li ritenne, tanto che
l’altra cavalleria de’ Perugini ch’era alla Città di Castello venne
al soccorso del passo: e giunti, valicarono il ponte, e per forza
cacciarono l’oste di Giovanni di Cantuccio in rotta, e presono cento e
più de’ cavalieri del Biscione: e tornati al castello, i masnadieri che
’l teneano, vedendosi fuori di speranza di avere soccorso, il renderono
a’ Perugini, salvo le persone e l’arme, a dì 6 del detto mese di
gennaio.