CAP. XLV.

_Come fu preso il castello della Badia de’ Perugini, e come si

racquistò._

Essendo i Perugini imbrigati nelle rubellioni delle loro terre per

gli assalti de’ loro vicini, con la forza dell’arcivescovo di Milano,

la quale di prima, come addietro narrammo, nel tempo che si cercò

di fare lega con la Chiesa e co’ Lombardi, dicevano che non si potea

stendere a loro, due conestabili di fanti a piè cittadini sbanditi di

Firenze, partendosi dal soldo del tiranno d’Agobbio co’ loro compagni,

di furto entrarono nel castello della Badia, grosso castello, il quale

era de’ Perugini, e cominciarono a correre e predare le villate vicine

con l’aiuto di Giovanni di Cantuccio signore d’Agobbio. I Perugini vi

mandaro certe masnade di cavalieri che aveano di Fiorentini e altra

gente a piè: costoro vi si puosono a oste del mese di gennaio. Giovanni

di Cantuccio con la cavalleria ch’avea dell’arcivescovo di Milano

e co’ suoi fanti a piè, essendo tre cotanti di cavalieri e di fanti

che quelli de’ Perugini, andarono per levarli da campo e fornire il

castello. Un conestabile tedesco delle masnade de’ Fiorentini valente

cavaliere, ch’avea nome M... si fece incontro a’ nimici a un ponte onde

conveniva ch’e’ nimici venissono, e francamente li ritenne, tanto che

l’altra cavalleria de’ Perugini ch’era alla Città di Castello venne

al soccorso del passo: e giunti, valicarono il ponte, e per forza

cacciarono l’oste di Giovanni di Cantuccio in rotta, e presono cento e

più de’ cavalieri del Biscione: e tornati al castello, i masnadieri che

’l teneano, vedendosi fuori di speranza di avere soccorso, il renderono

a’ Perugini, salvo le persone e l’arme, a dì 6 del detto mese di

gennaio.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 151 / 190 题