_D’una cometa ch’apparve in oriente._
In questo anno 1351, del detto mese di dicembre, si vide in prima in
cielo a noi verso levante una cometa, la quale per li più fu giudicata
Nigra, la quale è di natura saturnina. Il suo apparimento fu a noi
all’uscita del segno del Cancro, e alcuni dissono ch’ella entrò nel
Leone: ma innanzi che per noi si vedesse fuori del Cancro, fu fuori del
verno, sicchè approssimandosi il Sole al Cancro se ne perdè la vista.
Alcuni pronosticarono morte di grandi signori, ovvero per decollazione,
e avvenimento di signorie. Noi stemmo quell’anno a vedere le novità che
più singolari e grandi apparissono onde avere potessimo novelle, e in
Italia e nel patriarcato d’Aquilea furono molte dicollazioni di grandi
terrieri e cittadini, che lungo sarebbe a riducere qui i singulari
tagliamenti. E mortalità di comune morte in questo anno non avvenne: ma
per la guerra de’ Genovesi, e Veneziani e Catalani avvennono naufragii
grandi, e mortalità di ferro grandissima in quelle genti e ne’ loro
seguaci, e per i difetti sostenuti in mare non meno ne morirono
tornando che combattendo. Avvenne in Italia singolare accidente al
grano, vino e olio e frutti degli alberi, che essendo ogni cosa in
speranza di grande ubertà, subitamente del mese di luglio si mosse una
sformata tempesta di vento, che tutti gli alberi pericolò de’ loro
frutti, e i grani e le biade ch’erano mature battè e mise per terra
con smisurato danno. Dappoi a pochi dì fu il caldo sì disordinato, che
tutte le biade verdi inaridì e seccò. Per questo accidente avvenne,
che dove s’aspettava ricolta fertile e ubertosa, fu generalmente per
tutta Italia arida e cattiva. E avvennono in questi anni singulari
diluvi d’acque, che feciono in molte parti gran danni, e gittò per
tutta Italia generale carestia di pane e sformata di vino. In questo
medesimo mese di dicembre apparve la mattina anzi giorno, a dì 17, un
grande bordone di fuoco, il quale corse di verso tramontana in mezzodì.
E in questo medesimo anno all’entrare di dicembre morì papa Clemente
sesto, e alcuno de’ cardinali. Al nostro lieve intendimento basta di
questi segni del cielo e delle cose occorse averne raccontato parte,
lasciando agli astrolaghi l’influenza di quello che s’appartiene alla
loro scienza, e noi ritorneremo alla più rozza materia.