CAP. XXXIV.

_Come l’armata de’ Genovesi si partì da Negroponte e andò a Salonicco._

In questo tempo cominciando aspro e fortunoso verno, i Genovesi che con

la loro armata di sessantaquattro galee erano stati all’assedio della

città di Candia nell’isola di Negroponte, sentendo l’apparecchiamento

delle cinquanta galee de’ Veneziani e de’ Catalani che doveano venire

contro a loro al soccorso; e vedendo che lo stare ivi per speranza

d’avere la terra era invano, e non minor danno a loro che a’ Veneziani,

e avendo promesso il loro aiuto all’imperadrice di Costantinopoli,

ch’era fuggita col figliuolo nel reame di Salonicco, parendo per

questa cagione la loro levata dall’assedio fosse con meno vergogna,

ed entrando nell’imperio aveano più sicuro vernare, si partirono di

là e dirizzarono loro viaggio verso Salonicco; e giunti a Malvagia,

intendeano levare l’imperadrice e ’l figliuolo, e fare loro podere di

rimetterli in Costantinopoli con la loro forza e della parte che amava

il loro vero signore. L’imperadrice sentendo l’armata di presso, come

femmina mutevole, non avendo piena confidenza del figliuolo, cominciò a

sospettare: e il giovane medesimo non avendo avuto più maturo consiglio

all’impresa, convenendo la sua persona mettere nelle mani dell’altrui

forza, dubitò, e non lo volle fare, e forse fu più da biasimare il

cominciamento della folle impresa che ’l cambiamento del femminile e

giovanile animo, i quali non si vollono abbandonare alla non provata

fede de’ Genovesi; per la qual cosa l’ammiraglio col suo consiglio

presono sdegno, e rivolta la loro armata, desiderosi di rapina e

di preda, vennero all’isola di Tenedo, piena di gente e d’avere,

sottoposta all’imperio, i quali de’ Genovesi non prendeano alcuna

guardia, ed elli la presono e rubarono d’ogni sustanza. E quivi feciono

dimoro gran parte del verno prendendo rinfrescamento, e ragunando la

preda di quella e dell’altre terre di Grecia, della quale data a catuno

la parte sua, si trovarono pieni di roba e di danari, sicchè a loro non

fece bisogno altro soldo, e la loro vita tutta ebbero per niente delle

ruberie del paese. E ivi stettono fino al Natale senza mutare porto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 140 / 190 题