CAP. XXXI.

_Del secondo assalto dato alla Scarperia._

Vedendo il capitano dell’oste e il suo consiglio essere di ogni assalto

fatto con vergogna ributtato da que’ della Scarperia, e vedendosi

venire addosso il verno e non avere vinto il castello, e che lo strame

mancava, pensavano che la partita sarebbe con loro grande vergogna:

però vollono ancora da capo cercare la fortuna, innanzi che da quello

assedio si partissono. E per avere apparecchiato da riempiere i

fossi, feciono tutto il legname e’ frascati che aveano ne’ loro campi

conducere presso a’ fossi: e il giovedì mattina innanzi dì, essendo

l’oste armata, e le battaglie ordinate, e più torri di legnami condotte

presso a’ fossi, con ordine di palvesari e di loro balestrieri, senza

contasto riempierono di frascati il primo fosso, e le torri condussono

sopr’esso fornite di molti balestrieri. I cavalieri smontarono de’

cavalli con gli elmi in testa, e cominciata la battaglia a un’ora da

ogni parte, i cavalieri si sforzarono di conducere gatti, grilli e

scale alle mura. Que’ d’entro che aveano preso maggiore ardire per gli

altri assalti, lasciarono fare molte cose innanzi che alla battaglia

si scoprissono, ma ordinato da’ loro conestabili, al segno dato si

mostrarono alla difesa, e con tanto impeto cominciarono a caricare di

pietre, e di pali aguti e di legname i loro assalitori, con l’aiuto

de’ loro buoni balestrieri, che per forza gli ributtarono addietro

del primo fosso. E avendo a quelli ch’erano nelle torri ordinato

di loro i migliori balestrieri, gli strinsono per modo, che non si

poteano scoprire, nè dare a loro utile aiutorio. E in questo assalto

alcuni conestabili d’entro ebbono ardire con certi loro compagni

eletti d’uscire fuori della terra, e con le lance e con le spade in

mano fediano per costa i combattitori, e incontanente si ritraevano:

e questo feciono più volte danneggiando i nimici, e ritraendoli dalla

battaglia dov’erano ordinati, senza ricevere impedimento. Ed essendo

durata la battaglia infino a nona, senza avere que’ dell’oste fatto

alcuno acquisto, feciono sonare la ritratta. E di presente quei del

castello misono fuori de’ loro masnadieri, i quali presono le torri

e’ dificii e arsonli, che i nimici aveano condotti, e dato opera

infino alla notte a mettere dentro il legname utile, tutto l’altro co’

frascati arsono nel fosso. E intesono a medicare i loro fediti, e a

farsi ad agio d’alcuno riposo, del quale aveano gran bisogno per quella

giornata.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 137 / 190 题