_Del secondo assalto dato alla Scarperia._
Vedendo il capitano dell’oste e il suo consiglio essere di ogni assalto
fatto con vergogna ributtato da que’ della Scarperia, e vedendosi
venire addosso il verno e non avere vinto il castello, e che lo strame
mancava, pensavano che la partita sarebbe con loro grande vergogna:
però vollono ancora da capo cercare la fortuna, innanzi che da quello
assedio si partissono. E per avere apparecchiato da riempiere i
fossi, feciono tutto il legname e’ frascati che aveano ne’ loro campi
conducere presso a’ fossi: e il giovedì mattina innanzi dì, essendo
l’oste armata, e le battaglie ordinate, e più torri di legnami condotte
presso a’ fossi, con ordine di palvesari e di loro balestrieri, senza
contasto riempierono di frascati il primo fosso, e le torri condussono
sopr’esso fornite di molti balestrieri. I cavalieri smontarono de’
cavalli con gli elmi in testa, e cominciata la battaglia a un’ora da
ogni parte, i cavalieri si sforzarono di conducere gatti, grilli e
scale alle mura. Que’ d’entro che aveano preso maggiore ardire per gli
altri assalti, lasciarono fare molte cose innanzi che alla battaglia
si scoprissono, ma ordinato da’ loro conestabili, al segno dato si
mostrarono alla difesa, e con tanto impeto cominciarono a caricare di
pietre, e di pali aguti e di legname i loro assalitori, con l’aiuto
de’ loro buoni balestrieri, che per forza gli ributtarono addietro
del primo fosso. E avendo a quelli ch’erano nelle torri ordinato
di loro i migliori balestrieri, gli strinsono per modo, che non si
poteano scoprire, nè dare a loro utile aiutorio. E in questo assalto
alcuni conestabili d’entro ebbono ardire con certi loro compagni
eletti d’uscire fuori della terra, e con le lance e con le spade in
mano fediano per costa i combattitori, e incontanente si ritraevano:
e questo feciono più volte danneggiando i nimici, e ritraendoli dalla
battaglia dov’erano ordinati, senza ricevere impedimento. Ed essendo
durata la battaglia infino a nona, senza avere que’ dell’oste fatto
alcuno acquisto, feciono sonare la ritratta. E di presente quei del
castello misono fuori de’ loro masnadieri, i quali presono le torri
e’ dificii e arsonli, che i nimici aveano condotti, e dato opera
infino alla notte a mettere dentro il legname utile, tutto l’altro co’
frascati arsono nel fosso. E intesono a medicare i loro fediti, e a
farsi ad agio d’alcuno riposo, del quale aveano gran bisogno per quella
giornata.