_Come la Scarperia riparò alla cava de’ nimici._
Nonostante l’ordine delle battaglie, i conducitori dell’oste con gran
costo e con molto studio conducevano una cava sotterra per abbattere
le mura della Scarperia, e molto grande speranza aveano in quella di
vincere la terra. Que’ d’entro pensando e temendo che così dovessono
fare i loro avversari, provvidono al rimedio, e feciono un fosso dentro
intorno alle mura, il quale era braccia quattro e mezzo largo in bocca,
e braccia tre largo in fondo, e andava di sotto al fondamento delle
mura braccio uno e mezzo, acciocchè se le mura cadessono, si trovassono
l’aiuto del detto fosso alla loro difesa. E nondimeno provvidono di
cavare di fuori de’ fossi per ritrovare la cava de’ nimici innanzi che
giugnesse alle mura. E a fornire questo misono grande sollecitudine,
ma i loro avversari adoperarono grande forza per ritrarli da quello
lavorio: e condussono un castello di legname in sul primo fosso, sì
presso, che con le pietre combatteano coloro ch’erano tra l’uno fosso
e l’altro alla guardia de’ loro cavatori, e avvenne che a questa si
rivolse grande parte dell’oste, e tutta la forza di quelli d’entro.
Quelli di fuori combattendo con le pietre e con le balestre, e
rinnovando d’ora in ora i freschi combattitori, quelli del fosso colle
fosse delle parate e co’ palvesi francamente s’atavano, con le loro
balestra e con quelle del loro aiuto dalle mura, e diputati a questa
punga trecento di que’ d’entro, sostennono l’assalto de’ nimici il
lunedì e ’l martedì molto francamente, non lasciando impedire i loro
cavatori: i quali lavorando con grande sollecitudine pervennero alla
cava de’ nimici, la quale era venuta innanzi centottanta braccia, e
presso alle mura a venti braccia: la quale di presente affocarono, e
cacciarono i cavatori, e guastarono loro la cava. Essendo da catuna
parte molti fediti, que’ del campo abbandonarono l’assalto con loro
vergogna; e i valenti masnadieri alla ritratta de’ nimici presono e
arsono il castello del legname ch’era sopra il fosso, e stesonsi ad
assalire un altro ch’era più di lungi, e per forza l’affocarono, e
tornaronsi sani e salvi nel castello, avendo presa grande baldanza
della loro difesa, per la vittoriosa punga di quella cava.