_Come la Scarperia sostenne la prima battaglia dal Biscione._
Tornando all’assedio della Scarperia, il capitano dell’oste col suo
consiglio vedendo che la Scarperia era fornita per la sua difesa di
valorosi masnadieri, e che dentro era bene fornita di vittuaglia,
e sentendo che i Fiorentini non si curavano di loro, e continovo
accresceva loro forza, ed essendo mancata la ferma de’ loro soldati:
per non partirsi con vergogna di non avere vinto per forza uno piccolo
castello, rifermarono i loro cavalieri, e avuti danari dall’arcivescovo
tutti gli pagarono, e promisono paga doppia e mese compiuto a coloro
che combattendo vincessono la Scarperia. Il tempo era già all’entrata
d’ottobre, e la vittuaglia cominciava a rincarare, e questo più gli
spronava a volere vincere la punga. I dificii da combattere la terra
erano apparecchiati, scale assai, e grilli e gatti e torri di legname,
le quali aveano condotte presso al castello al tirare della balestra,
o poco più. E così apparecchiati, una domenica mattina, ordinati
i combattitori, da più parti con molti balestrieri assalirono il
castello, e conduceano i dificii e le scale alle mura con gran tempesta
di loro grida. Quelli del castello ordinati dentro alla difesa co’ loro
capitani, si teneano coperti e cheti, e lasciarono valicare i nimici il
primo fosso e entrare nel secondo, che non v’avea acqua, e accostare
molte scale alle mura innanzi che si movessono: allora dato il segno
da’ loro conestabili, con grande romore sollecitamente cominciarono
dalle mura a percuotere sopra i nimici colle pietre, lance e pali, e
a traboccare loro legname addosso, e i balestrieri saettare da presso
e da lungi senza perdere in vano i loro verrettoni. In questo primo
assalto fediti e magagnati assai di quelli che s’erano accostati
alle mura e agli steccati per forza ne furono dilungati: nondimeno
i capitani per straccare di fatica quelli delle mura, rimutavano
spesso la loro gente dalla battaglia, rinfrescando gente nuova, e non
lasciando prendere lena nè riposo a que’ delle mura e della guardia
degli steccati, ma i franchi masnadieri si difendeano virtudiosamente,
avendo in dispregio il riposo, e confortando l’uno l’altro per modo,
che per forza nè per rinfrescamento di loro battaglia, da innanzi terza
all’ora di nona, per molte riprese di battaglie non ebbono podere
d’accostarsi alle mura, nè agli steccati ove le mura non erano. Nel
primo fosso condussono sessantaquattro scale, e nel secondo accosta
del muro tre, le quali abbandonarono, non potendo avanzare; e con poco
onore di questa prima battaglia, e con alquanti morti rimasi nel fosso,
e con molti fediti e magagnati, si ritrassono dalla battaglia, e que’
d’entro intesono al riposo e a medicare i loro fediti, che ne aveano
gran bisogno.