_Come la imperatrice di Costantinopoli col figliuolo si fuggì in
Salonicco._
Avvenne che in questi medesimi tempi che l’armata de’ Genovesi era a
Negroponte, che Mega Domestico del lignaggio imperiale, il quale si
faceva dire Cantacuzeno, cioè imperadore, essendo rimaso balio del
figliuolo dell’imperadore di Costantinopoli a cui succedea l’imperio,
governava tutto per lui, gli diè la figliuola per moglie, ingannando
la giovanezza del suo pupillo, senza consentimento della madre.
L’imperatrice sentendo quello che Mega Domestico avea fatto, prese
sospetto, e fatto le fu vedere che ’l figliuolo sarebbe avvelenato,
perchè l’imperio come era in guardia rimanesse libero al detto Mega,
balio dell’imperio e del giovane, onde l’imperadrice col figliuolo,
di furto e improvviso a Mega s’erano fuggiti di Costantinopoli, e
andati nel loro reame di Salonicco, ivi mostrando manifesto sospetto
del balio dell’imperio, si dimorarono in grande guardia. E Mega
Domestico, come è detto, vedendosi rimaso nella forza dell’imperio,
si fece dinominare imperadore: e senza fare guerra al giovane, si
fortificava nell’imperio, e aveasi confederato l’amistà de’ Veneziani.
L’imperadrice avendo sentita l’armata de’ Genovesi a Negroponte,
mossa da femminile furia e sprovveduto consiglio, mandò a trattare
co’ Genovesi, in cui prendeva confidanza, perocchè era figliuola
del conte di Savoia, assai presso di vicinanza a’ Genovesi, e sapea
ch’elli erano nimici de’ Veneziani, amici di Mega Domestico suo
avversario; il trattato fu fermo co’ Genovesi, e le promesse furono
grandi ove rimettessono il figliuolo in signoria dell’imperio di
Costantinopoli. I Genovesi per questo si pensarono di passare il verno
alle spese del’imperadrice, e abbattere molto della forza degli amici
de’ Veneziani, e d’essere più agresti e più forti contro alla loro
armata, e però si dispuosono a lasciar l’assedio con loro onore, ove
poco profittavano, e a prendere il servigio dell’imperadrice. Lasceremo
al presente questa materia per riprenderla al suo debito tempo, e
torneremo a’ fatti di Firenze.