CAP. XXVIII.

_Come la imperatrice di Costantinopoli col figliuolo si fuggì in

Salonicco._

Avvenne che in questi medesimi tempi che l’armata de’ Genovesi era a

Negroponte, che Mega Domestico del lignaggio imperiale, il quale si

faceva dire Cantacuzeno, cioè imperadore, essendo rimaso balio del

figliuolo dell’imperadore di Costantinopoli a cui succedea l’imperio,

governava tutto per lui, gli diè la figliuola per moglie, ingannando

la giovanezza del suo pupillo, senza consentimento della madre.

L’imperatrice sentendo quello che Mega Domestico avea fatto, prese

sospetto, e fatto le fu vedere che ’l figliuolo sarebbe avvelenato,

perchè l’imperio come era in guardia rimanesse libero al detto Mega,

balio dell’imperio e del giovane, onde l’imperadrice col figliuolo,

di furto e improvviso a Mega s’erano fuggiti di Costantinopoli, e

andati nel loro reame di Salonicco, ivi mostrando manifesto sospetto

del balio dell’imperio, si dimorarono in grande guardia. E Mega

Domestico, come è detto, vedendosi rimaso nella forza dell’imperio,

si fece dinominare imperadore: e senza fare guerra al giovane, si

fortificava nell’imperio, e aveasi confederato l’amistà de’ Veneziani.

L’imperadrice avendo sentita l’armata de’ Genovesi a Negroponte,

mossa da femminile furia e sprovveduto consiglio, mandò a trattare

co’ Genovesi, in cui prendeva confidanza, perocchè era figliuola

del conte di Savoia, assai presso di vicinanza a’ Genovesi, e sapea

ch’elli erano nimici de’ Veneziani, amici di Mega Domestico suo

avversario; il trattato fu fermo co’ Genovesi, e le promesse furono

grandi ove rimettessono il figliuolo in signoria dell’imperio di

Costantinopoli. I Genovesi per questo si pensarono di passare il verno

alle spese del’imperadrice, e abbattere molto della forza degli amici

de’ Veneziani, e d’essere più agresti e più forti contro alla loro

armata, e però si dispuosono a lasciar l’assedio con loro onore, ove

poco profittavano, e a prendere il servigio dell’imperadrice. Lasceremo

al presente questa materia per riprenderla al suo debito tempo, e

torneremo a’ fatti di Firenze.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 134 / 190 题