CAP. XXVII.

_Come i Veneziani feciono lega co’ Catalani, e di nuovo armarono

cinquanta galee._

Stando l’armata de’ Genovesi per mare e per terra all’assedio della

città di Candia, il comune di Vinegia ebbe le novelle, ed essendo

tanti loro grandi e buoni cittadini, e le loro galee e la loro

città assediata, ebbono grande dolore, nondimeno con franco animo

deliberarono di fare ogni loro sforzo per soccorrerli: e ricercando

la gente che allora poteano fare di loro distretto, non trovarono che

bastasse a potere fornire loro armata, tanto era mancata per la passata

mortalità, e però elessono di loro cari cittadini solenni ambasciadori,

i quali mandarono prima a Pisa, e appresso in Catalogna, per recarli a

loro lega, e averli in loro aiuto, con ogni largo patto che volessono:

e di ciò diedono agli ambasciadori piena libertà e balìa, con ispendio

di grande somma di moneta. I Pisani essendo in pace co’ Genovesi,

avvegnachè poco s’amassono, per promesse o patto che fosse offerto

loro non si vollono muovere contro a’ Genovesi, ma alquanto più che ’l

consueto s’inamicarono con loro, ricevendo grazie da’ Genovesi per la

fede mantenuta a quel punto. I Catalani per grande odio che aveano a’

Genovesi, per ingiurie e danni ricevuti da loro in mare, di presente

s’allegarono co’ Veneziani, e promisono di dare armate di loro uomini

quelle galee che i Veneziani volessono, dando i Veneziani loro i corpi

delle galee e i debiti soldi a’ Catalani. E ferma la lega, i Veneziani

incontanente misono il banco, e cominciarono a scrivere e a soldare la

gente, e mandarono a Venezia che vi mandassono i corpi delle galee e’

danari, i quali senza indugio vi mandarono ventitrè corpi di galee, e

danari assai, e fecionle armare di buona gente. I Veneziani a Venezia

prestamente n’armarono ventisette, e mentre che l’armata si facea

in Catalogna e a Venezia, i Veneziani mandarono una galea sottile

bene armata a portare novelle del loro grande soccorso, e mandarono

in quella danari per fare apparecchiare le galee ch’erano là, che di

presente al tempo della venuta della loro armata fossono apparecchiate,

sicchè contra a’ loro nimici fossono più possenti. Questa galea per

scontro di fortuna s’abbattè in una galea di Genovesi, e combattendo

insieme, la veneziana fu vinta e presa in segno del futuro danno.

I Genovesi ebbono i danari, e le lettere e l’avviso dell’armata de’

Veneziani e de’ Catalani per potersi provvedere; il corpo della galea

aggiunsono alle loro, e gli uomini ritennono a prigioni, con gran festa

di questa avventura.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 133 / 190 题