_Come i Veneziani feciono lega co’ Catalani, e di nuovo armarono
cinquanta galee._
Stando l’armata de’ Genovesi per mare e per terra all’assedio della
città di Candia, il comune di Vinegia ebbe le novelle, ed essendo
tanti loro grandi e buoni cittadini, e le loro galee e la loro
città assediata, ebbono grande dolore, nondimeno con franco animo
deliberarono di fare ogni loro sforzo per soccorrerli: e ricercando
la gente che allora poteano fare di loro distretto, non trovarono che
bastasse a potere fornire loro armata, tanto era mancata per la passata
mortalità, e però elessono di loro cari cittadini solenni ambasciadori,
i quali mandarono prima a Pisa, e appresso in Catalogna, per recarli a
loro lega, e averli in loro aiuto, con ogni largo patto che volessono:
e di ciò diedono agli ambasciadori piena libertà e balìa, con ispendio
di grande somma di moneta. I Pisani essendo in pace co’ Genovesi,
avvegnachè poco s’amassono, per promesse o patto che fosse offerto
loro non si vollono muovere contro a’ Genovesi, ma alquanto più che ’l
consueto s’inamicarono con loro, ricevendo grazie da’ Genovesi per la
fede mantenuta a quel punto. I Catalani per grande odio che aveano a’
Genovesi, per ingiurie e danni ricevuti da loro in mare, di presente
s’allegarono co’ Veneziani, e promisono di dare armate di loro uomini
quelle galee che i Veneziani volessono, dando i Veneziani loro i corpi
delle galee e i debiti soldi a’ Catalani. E ferma la lega, i Veneziani
incontanente misono il banco, e cominciarono a scrivere e a soldare la
gente, e mandarono a Venezia che vi mandassono i corpi delle galee e’
danari, i quali senza indugio vi mandarono ventitrè corpi di galee, e
danari assai, e fecionle armare di buona gente. I Veneziani a Venezia
prestamente n’armarono ventisette, e mentre che l’armata si facea
in Catalogna e a Venezia, i Veneziani mandarono una galea sottile
bene armata a portare novelle del loro grande soccorso, e mandarono
in quella danari per fare apparecchiare le galee ch’erano là, che di
presente al tempo della venuta della loro armata fossono apparecchiate,
sicchè contra a’ loro nimici fossono più possenti. Questa galea per
scontro di fortuna s’abbattè in una galea di Genovesi, e combattendo
insieme, la veneziana fu vinta e presa in segno del futuro danno.
I Genovesi ebbono i danari, e le lettere e l’avviso dell’armata de’
Veneziani e de’ Catalani per potersi provvedere; il corpo della galea
aggiunsono alle loro, e gli uomini ritennono a prigioni, con gran festa
di questa avventura.