CAP. XXVI.

_Come l’armata genovese andò a Negroponte e assediò Candia, e quello

che ne seguì._

L’armata de’ Genovesi seguendo quella de’ Veneziani giunsono a

Negroponte, ove i Veneziani con grande studio e paura erano arrivati, e

avendo da’ terrazzani aiuto, appena aveano compiuto di tirare le loro

diciassette galee in terra, lasciando le poppe in mare per poterle

difendere, e in aringo l’aveano messe l’una a lato all’altra a modo

di bertesca per poterle meglio di terra difendere, ove giunta l’armata

de’ Genovesi, senza arresto l’assalirono con aspra e folta battaglia, e

prese l’avrebbono, se non fosse che tutti gli uomini d’arme di quella

terra furono alla loro difesa, e a guardare la marina che i Genovesi

non potessono scendere in terra: e in quello assalto la feciono sì

bene, che i Genovesi s’avvidono per forza non poterle guadagnare nè

scendere in terra nel porto: e però presono loro consiglio d’assediare

la città di Candia per mare e per terra, e procacciare di Pera e

dell’altre parti di loro amici legni grossi, e gente e dificii di

legname per combattere e vincere la terra, se per loro virtù e forza

fortuna l’assentisse. E allora lasciarono guardia delle loro galee

sopra il porto, e con l’altre girarono alquanto, e misono in terra loro

campo, attendendo gente e fornimenti che procacciavano per combattere

la terra, e que’ d’entro s’afforzavano alla difesa, e dì e notte

intendeano a fare buona guardia, avendo mandato a’ Veneziani per loro

soccorso.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 132 / 190 题