_Come l’armata genovese andò a Negroponte e assediò Candia, e quello
che ne seguì._
L’armata de’ Genovesi seguendo quella de’ Veneziani giunsono a
Negroponte, ove i Veneziani con grande studio e paura erano arrivati, e
avendo da’ terrazzani aiuto, appena aveano compiuto di tirare le loro
diciassette galee in terra, lasciando le poppe in mare per poterle
difendere, e in aringo l’aveano messe l’una a lato all’altra a modo
di bertesca per poterle meglio di terra difendere, ove giunta l’armata
de’ Genovesi, senza arresto l’assalirono con aspra e folta battaglia, e
prese l’avrebbono, se non fosse che tutti gli uomini d’arme di quella
terra furono alla loro difesa, e a guardare la marina che i Genovesi
non potessono scendere in terra: e in quello assalto la feciono sì
bene, che i Genovesi s’avvidono per forza non poterle guadagnare nè
scendere in terra nel porto: e però presono loro consiglio d’assediare
la città di Candia per mare e per terra, e procacciare di Pera e
dell’altre parti di loro amici legni grossi, e gente e dificii di
legname per combattere e vincere la terra, se per loro virtù e forza
fortuna l’assentisse. E allora lasciarono guardia delle loro galee
sopra il porto, e con l’altre girarono alquanto, e misono in terra loro
campo, attendendo gente e fornimenti che procacciavano per combattere
la terra, e que’ d’entro s’afforzavano alla difesa, e dì e notte
intendeano a fare buona guardia, avendo mandato a’ Veneziani per loro
soccorso.