CAP. XXIV.

_Come la reina Giovanna si fece scusare in corte di Roma._

Come addietro abbiamo narrato, quando l’accordo si fece dal re

d’Ungheria al re Luigi, ne’ patti venne fatta la commissione nel

papa e ne’ cardinali per catuna parte: che se la reina Giovanna si

trovasse colpevole della morte d’Andreasso suo marito, fratello del re

d’Ungheria, ch’ella dovesse essere privata del reame, e dove colpevole

non si trovasse, dovesse essere reina. A questo patto acconsentì il

re d’Ungheria, più per l’animo che avea di tornare in suo paese, che

per altra buona volontà che di ciò avesse, e però la commissione fu

avviluppata più che ordinato o spedito libello, e non vedendo i pastori

della Chiesa come onestamente potessono diliberare questa cosa, la

dilungarono. Essendo lungamente gli ambasciatori di catuna parte stati

in corte senza alcuno frutto dell’altre cose commesse per li detti re

nella Chiesa, vedendo che questo articolo non terminandosi portava

infamia e pericolo alla reina, con ogni studio vollono che il suo

processo si terminasse. E perocchè assoluta verità del fatto non poteva

scusare la regina, levare il luogo della dubbiosa fama proposono;

che se alcuno sospetto di non perfetto amore matrimoniale si potesse

proporre o provare, che ciò non era avvenuto per corrotta intenzione o

volontà della reina, ma per forza di malíe o fatture che le erano state

fatte, alle quali la sua fragile natura femminile non avea saputo nè

potuto riparare. E fatta prova per più testimoni come ciò era stato

vero, avendo discreti e favorevoli uditori, fu giudicata innocente

di quello malificio, e assoluta d’ogni cagione che di ciò per alcun

tempo le fosse apposto, o che per innanzi le si potesse apporre di

quella cagione: e la detta sentenza fece divulgare per la sua innocenza

ovunque la fede giunse della detta scusa.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 130 / 190 题