CAP. XXI.

_Come l’oste deliberò combattere la Scarperia._

Quando i conduttori dell’oste seppono che il comune di Pisa non voleva

rompere pace a’ Fiorentini, e come alcuno trattato ch’aveano in Pistoia

era scoperto, con tutta la loro intenzione si rivolsono alla Scarperia,

e quella cominciarono a tormentare con percosse di grandissimi dificii,

che il dì e la notte gettavano nel piccolo castello grossissime pietre,

le quali rompeano le case d’entro, e le mura e le bertesche gettavano

a terra. E ogni dì faceano assalto loro alla terra: onde gli assediati

per la continova guerra, e per la sollecita guardia che conveniva loro

fare il dì e la notte alla difesa, erano infieboliti, e pensarono che

senza soccorso di fuori, o aiuto di masnadieri freschi poco potrebbono

sostenere: e però scriveano a’ Fiorentini per loro fanti tedeschi, che

si mescolavano con gli altri Tedeschi di fuori, che avacciassono il

loro soccorso. I Fiorentini erano in ciò assai solleciti, e già avevano

al loro soldo accolti milleottocento cavalieri, e tremilacinquecento

masnadieri a piede de’ buoni d’Italia, e dugento cavalieri aveano da’

Sanesi, e seicento n’attendeano da Perugia, i quali erano a cammino;

e avendo ordinato d’uscire a campo con questi cavalieri, e con grande

popolo, a petto a’ nemici sopra il Borgo a san Lorenzo luogo detto a

san Donnino, ove erano forti per lo sito, e con le spalle al Borgo a

san Lorenzo da potere strignere e danneggiare i nemici, ch’erano assai

di presso, e dare vigore e baldanza agli assediati della Scarperia:

ed essendo ogni cosa provveduta, attendendo i cavalieri perugini per

uscire fuori, n’avvenne la fortuna che appresso diviseremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 127 / 190 题