CAP. XIX.

_Come Bustaccio entrò e rendè la Badia a Agnano._

In quella notte Bustaccio degli Ubertini si ridusse con parte di quella

gente a piede e a cavallo nella Badia a Agnano, la quale era molto

forte e bene guernita. La cavalleria de’ Fiorentini rimasa con vergogna

della partita de’ nimici, sentendo come Bustaccio era ricoverato in

quella Badia, cavalcarono là, e trovaronli racchiusi, e ordinati alla

difesa di quella tenuta. Il capitano per volere ricoprire sua infamia

volea combattere la fortezza; i conestabili de’ cavalieri, stretti

insieme, dissono ch’erano stati ingannati, e per baratto aveano perduta

la preda de’ nimici fuggiti, e però non intendeano combattere se prima

non fossono sicuri della preda, se per patto si lasciassono i nimici

partire: e in fine ne furono in concordia d’avere fiorini cinquecento

d’oro, come che i nimici si capitassono. E di presente combattendo

certo borgo il vinsono. Poi combattendo la Badia furono ributtati a

dietro, e perderono tre bandiere, ch’erano in sulle case, le quali

i nimici presono, e per paura del passo ove si trovavano le locaro

ritte in sull’altare maggiore della badia. I cavalieri aontati delle

loro bandiere prese, d’un animo si disponeano per forza a vincere

la Badia, e sarebbe venuto fatto loro, ma non senza grande danno,

perchè dentro v’erano buoni guerrieri; e però innanzi che alla grave

battaglia si venisse, il Roba da Ricasoli, allora discordante per

setta d’Albertaccio, volle parlare con quelli d’entro, i quali stavano

in gran paura: e parlato loro, di presente s’acconciarono a rendere

la Badia, potendosene andare salve le persone, e i cavalli e l’arme.

E presa per lo meno reo partito la detta concordia, e data la fede,

i nimici si partirono, e la fortezza e le bandiere s’ebbono senza

vergogna del comune, e i conestabili vollono i fiorini cinquecento

d’oro loro promessi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 125 / 190 题