CAP. XVII.

_Come si difese Pulicciano di grave battaglia._

Al castello di Pulicciano furono condotti per certi ghibellini della

terra in una cavalcata cinquecento cavalieri e quattrocento fanti, e

non essendo se non pochi terrazzani nella fortezza di sopra, appena la

difesono. I borghi di fuori arsono e rubarono, e mandaronne il bestiame

e la preda nel campo. Sentito questo a Firenze, subito vi mandò il

comune cento fanti masnadieri alla guardia: i quali vi furono tosto a

gran bisogno, perocchè quelli dell’oste per seducimento di traditori

del castello, e per conforto de’ soldati ch’erano stati in quella

cavalcata, si pensarono vincere la fortezza, che non era chiusa di

mura, ma da uno vile steccato, e avendo quella, signoreggerebbono un

paese forte e pieno d’ogni bene da vivere: e però una mattina per tempo

vi feciono cavalcare duemila barbute, e mille fanti e più balestrieri.

E giunti a piè del castello, i cavalieri scesono de’ cavalli, e

con gli elmi e colle barbute in testa si legarono con le braccia

insieme, tenendo l’uno ’altro, e tra loro ordinarono i balestrieri,

e cominciarono da ogni parte a un’ora a montare verso gli steccati.

I terrazzani arditi e fieri, co’ soldati che v’erano, si misono

francamente alla difesa colle balestra ch’aveano e co’ sassi maneschi.

La forza de’ nemici era grande tanto, che per forza condussono un loro

conestabile con la sua bandiera quasi al pari dello steccato. Come si

fermò con l’insegna per dare favore agli altri, tra con le balestra e

con le pietre lo traboccarono morto giù per la ripa. Nondimeno i nimici

con grave battaglia gli stringeano forte, e quelli del castello molto

vivamente senza riposo difendeano gli steccati per modo, che da mezza

terza fino a mezzo dì, che la battaglia era durata senza arresto, i

nimici non aveano potuto abbattere un legno del loro steccato. Per

la qual cosa vedendo i cavalieri la franca difesa di que’ villani, e

già morti alquanti di loro, e che il giorno era nel calare, disperati

di quell’impresa, con loro vergogna si ritrassono della battaglia e

tornarono nel campo, e più non tentarono di ritornarvi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 123 / 190 题