_Come si difese Pulicciano di grave battaglia._
Al castello di Pulicciano furono condotti per certi ghibellini della
terra in una cavalcata cinquecento cavalieri e quattrocento fanti, e
non essendo se non pochi terrazzani nella fortezza di sopra, appena la
difesono. I borghi di fuori arsono e rubarono, e mandaronne il bestiame
e la preda nel campo. Sentito questo a Firenze, subito vi mandò il
comune cento fanti masnadieri alla guardia: i quali vi furono tosto a
gran bisogno, perocchè quelli dell’oste per seducimento di traditori
del castello, e per conforto de’ soldati ch’erano stati in quella
cavalcata, si pensarono vincere la fortezza, che non era chiusa di
mura, ma da uno vile steccato, e avendo quella, signoreggerebbono un
paese forte e pieno d’ogni bene da vivere: e però una mattina per tempo
vi feciono cavalcare duemila barbute, e mille fanti e più balestrieri.
E giunti a piè del castello, i cavalieri scesono de’ cavalli, e
con gli elmi e colle barbute in testa si legarono con le braccia
insieme, tenendo l’uno ’altro, e tra loro ordinarono i balestrieri,
e cominciarono da ogni parte a un’ora a montare verso gli steccati.
I terrazzani arditi e fieri, co’ soldati che v’erano, si misono
francamente alla difesa colle balestra ch’aveano e co’ sassi maneschi.
La forza de’ nemici era grande tanto, che per forza condussono un loro
conestabile con la sua bandiera quasi al pari dello steccato. Come si
fermò con l’insegna per dare favore agli altri, tra con le balestra e
con le pietre lo traboccarono morto giù per la ripa. Nondimeno i nimici
con grave battaglia gli stringeano forte, e quelli del castello molto
vivamente senza riposo difendeano gli steccati per modo, che da mezza
terza fino a mezzo dì, che la battaglia era durata senza arresto, i
nimici non aveano potuto abbattere un legno del loro steccato. Per
la qual cosa vedendo i cavalieri la franca difesa di que’ villani, e
già morti alquanti di loro, e che il giorno era nel calare, disperati
di quell’impresa, con loro vergogna si ritrassono della battaglia e
tornarono nel campo, e più non tentarono di ritornarvi.