CAP. XVI.

_Come i Fiorentini afforzarono Spugnole._

I Fiorentini ch’al continovo raccoglievano gente d’arme a cavallo

e a piè al loro soldo, e sollecitavano gli amici d’aiuto, avendo

già accolto un poco di gente, deliberarono d’afforzare Spugnole e

Montegiovi per guardare le contrade di qua da Sieve, e per dare alcuna

speranza agli assediati della Scarperia, e ivi misono de’ cavalieri

ch’aveano, e parecchie masnade di buoni e valorosi masnadieri. E al

Borgo a san Lorenzo crebbono gente d’arme: e come crescea al comune

gente d’arme per soldo o per amistà gli mandavano alle frontiere

de’ nemici in Mugello. Onde avvenne più volte, che per gli aguati da

catuna parte, e per le cavalcate de’ nimici v’ebbe di belli e di grossi

assalti, ove si mostrarono operazioni di buoni cavalieri e di franchi

masnadieri. Per questo avvenne che i nemici non ardirono a valicare la

Sieve colle loro cavalcate inverso Firenze. E tutte loro cavalcate di

là da Sieve faceano grosse di mille cavalieri, o di millecinquecento,

o di duemila per volta, e nondimeno erano continuamente percossi alla

ritratta, e assaliti d’aguati che si metteano loro. E in questo modo

si venne domesticando la guerra, e gli uomini del paese cominciarono a

prendere cuore e ardire, per modo che i villani si raccoglieano insieme

e nascondevansi a’ passi, e come i cavalieri si stendevano alle ville

gli uccidevano; e avvezzi a questo guadagno dell’arme e de’ cavalli,

con molta sollecitudine intendevano a tendere i loro aguati in ogni

luogo. E per questo modo uccisono de’ nemici grande quantità nel tempo

che durò la detta guerra.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 122 / 190 题