_Come si fornì la Scarparia e il Borgo._
Avvenne come l’oste del tiranno fu valicata nel Mugello, e dilungata
dalla città, a’ Fiorentini parve al tutto essere fuori di sospetto,
e ritornò loro il vigore e la virtù dell’animo a consigliare e a
provvedere a’ rimedi. E in quello stante che l’oste si riposava a
Barberino, misono nella Scarperia Iacopo di Fiore conestabile tedesco,
uomo leale e valoroso, il qual era capitano del Mugello. A costui
dierono dugento cavalieri eletti di buona gente, e trecento masnadieri
esperti in arme, de’ quali quasi tutti i conestabili furono Fiorentini,
uomini di grande pregio in fatti d’arme. E fornirono la terra di molta
vittuaglia, e d’arme, di balestra, e di saettamento, e di lagname e
di ferramenti, e di buoni maestri da fare ogni dificio da offendere
e da difendere; e fornita d’ogni cosa bisognevole per un anno, al
detto capitano e conestabile accomandarono la guardia e la difesa di
quello castello. E per simigliante modo e forma fornirono il Borgo
a san Lorenzo, e Pulicciano, e altre fortezze. E mandarono armadure,
saettamento e balestra, e ammonirongli di buona guardia, confortandogli
che a ogni bisogno avrebbono aiuto e soccorso presto dal comune. E gli
uficiali deputati alla provvigione di quella guerra si cominciarono a
provvedere, e accogliere gente di soldo a cavallo e a piè quanti avere
ne poteano, per attendere alla difesa.