_Come i rettori di Firenze abbandonarono il passo di Valdimarina._
La necessità delle cose da vivere, l’un dì appresso l’altro già
tornata in fame, strignea l’oste del Biscione, che così si chiamava
allora, a partirsi del piano, ove senza speranza di potersi allargare,
di pane erano affamati. I cittadini di Firenze, a cui era commessa
la provvisione della guerra, ch’erano oltre a’ priori e a’ collegi
diciotto tra grandi e popolani, sapeano bene il difetto ch’aveano i
nemici, ma non aveano capitano, e da loro non sapeano la maestria della
guerra, conobbono per lo comune grido, che agevole era a tenere loro il
passo che non entrassono nel Mugello per la Valdimarina, che per natura
il luogo era stretto, e’ passi aspri e forti, da tenergli poca gente
con loro sicurtà da tutta l’oste: e vidono manifesto, che dove questa
via s’impedisse loro, convenia che si partissono, tornando addietro da
Pistoia sconciamente. Ma la tema della boce che non passassono a san
Salvi, ch’era quasi impossibile, fece al comune non riparare a quel
passo. Ma un gentile scudiere alamanno, il quale in quel tempo per lo
comune era capitano in Mugello, da se medesimo commise a uno della casa
de’ Medici, il quale era in sua compagnia, ch’andasse a provvedere al
passo, e diegli dugento fanti e cinquanta cavalieri. La commissione fu
debole a cotanto fatto: nondimeno se il cittadino fosse stato valoroso,
e avesse voluto acquistare onore, molto agevole gli era a guardare
quel passo, perocchè i Mugellesi sentendo che il capitano mandava a
guardare quel passo, con grande animo di ben fare trassono da ogni
parte allo stretto ov’era venuto il provveditore. Ed essendo nel luogo,
viddono che il passo si difendea senza dubbio, a grande sicurtà de’
difenditori, per la fortezza naturale di quelle valli, onde conveniva
l’oste de’ nemici valicare a piede, e uomo innanzi uomo, che a cavallo
insieme non v’era modo da poter valicare. Ma il cittadino deputato
a quel servigio disse a’ Mugellesi che gli conveniva essere altrove,
e quivi per niuno modo si potea ritenere. Onde i Mugellesi ch’erano
tratti coraggiosi alla difesa, vedendo come colui cui doveano avere
per capitano a quella guardia si partiva, perderono ogni vigore: e
partito il capitano, tornarono a casa, e cominciarono a fuggire il loro
bestiame, e le loro famiglie e masserizie, maledicendo il comune di
Firenze e’ suoi governatori, con giusta cagione della loro fortuna.