CAP. VI.

_Come gli Ubaldini arsono Firenzuola, e presono Montecolloreto._

Gli Ubaldini, ch’erano in pace col comune di Firenze, sentendo l’oste

dell’arcivescovo sopra Pistoia, avendo fatto loro sforzo, e avuto

cavalieri del tiranno, improvviso a’ Fiorentini apparirono nell’alpe,

e corsono a Firenzuola, che si redificava pe’ Fiorentini, ma non era

ancora cinta di mura, nè di fossi nè di steccati, ma incominciata, e

dentro v’erano capanne per alberghi, e lieve guardia per tener sicuro

il cammino, sicchè senza contrasto la presono e arsono: e andaronsene

a oste a Montecolloreto, nel quale era castellano per lo comune di

Firenze uno popolano de’ Ciuriani di Firenze, giovane poco scorto

degl’inganni delle guerre. Costui vedendosi assediato, e dando fede

alle parole de’ nimici, i quali diceano come Firenze era per arrendersi

al signore di Milano, si condusse mattamente a patteggiar con loro:

che se in fra ’l terzo dì non fosse soccorso, darebbe la rocca: e

per istadico diede un suo fratello. I Fiorentini ch’aveano l’animo

a guardare quella fortezza, cercarono di soccorrerla, e trovato uno

conestabile valente con venticinque masnadieri, promise d’entrare

innanzi al termine nel castello; e di presente si mise in cammino: e

tanto procacciò per suo ingegno e virtù, che innanzi il termine fu nel

castello, ma non potè entrare nella mastra fortezza, che si guardava

per lo castellano, e ’l castellano avendo questo soccorso si potea

difendere per lungo tempo da tutta la forza ch’avessono potuta fare gli

Ubaldini, perocchè il luogo era fortissimo e bene fornito: ma essendo

(come egli follemente avea messo il fratello nelle mani de’ nimici,

i quali minacciavano d’impiccarlo se non rendesse la rocca) vinto

dall’amore della carne, non volle ricevere il soccorso, anzi diede la

rocca a’ nimici. E salvate le persone da’ nimici, condotto a Firenze,

e giudicato traditore del comune, per la sua dicollazione e di due suoi

compagni diede esemplo agli altri castellani di più intera fede al loro

comune. I mallevadori che dati avea di rassegnare la rocca al comune

convenne che pagassono lire ottomila com’erano obbligati.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 112 / 190 题