CAP. LXXX.

_Come nella città d’Orbivieto si cominciò materia di grande scandalo._

In questo anno 1350, reggendosi la città d’Orbivieto a comune appo il

popolo, erano i maggiori governatori di quello stato Monaldo di messer

Ormanno, e Monaldo di messer Bernardo della casa de’ Monaldeschi;

Benedetto di messer Bonconte loro consorto, per invidia e per setta

recati a se due altri suoi consorti, trattò con loro il malificio, che

poco appresso gli venne fatto; perocchè del mese di marzo del detto

anno, uscendo amendue i Monaldi sopraddetti del palagio del comune

dal consiglio, Benedetto co’ suoi due consorti s’aggiunsono con loro,

e senza alcuno sospetto, i due Monaldi, che al continovo il dì e la

notte usavano con Benedetto, s’avviarono con lui ragionando; e avendo

il traditore l’uno di loro per mano, nel ragionamento, in sulla piazza,

il fedì d’uno stocco, e cadde morto; l’altro Monaldo vedendo questo

cominciò a fuggire: Benedetto sgridò i compagni, i quali il seguirono,

e innanzi che potesse entrare in casa sua il giunsono e uccisonlo.

Morti che furono costoro, Benedetto corse a casa sua e armossi; e

accolti certi suoi amici, co’ suoi due consorti corsono la terra: e non

trovando contasto, entrarono nel palagio del comune; e aggiuntasi forza

di cittadini di sua setta, Benedetto si fece fare signore, e cominciò

a perseguitare tutti coloro ch’erano stati amici de’ suoi consorti

morti; e montò in tanta crudeltà la sua tirannia coll’audacia de’ suoi

seguaci, che cacciati molti cittadini, in piccolo tempo, innanzi che

l’anno fosse compiuto, più di dugento tra dell’una setta e dell’altra

se ne trovarono morti di ferro. Onde il contado e il paese d’intorno se

ne ruppe in sì fatto modo, che in niuno cammino del loro distretto si

potea andare sicuro.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 87 / 190 题