_Come nella città d’Orbivieto si cominciò materia di grande scandalo._
In questo anno 1350, reggendosi la città d’Orbivieto a comune appo il
popolo, erano i maggiori governatori di quello stato Monaldo di messer
Ormanno, e Monaldo di messer Bernardo della casa de’ Monaldeschi;
Benedetto di messer Bonconte loro consorto, per invidia e per setta
recati a se due altri suoi consorti, trattò con loro il malificio, che
poco appresso gli venne fatto; perocchè del mese di marzo del detto
anno, uscendo amendue i Monaldi sopraddetti del palagio del comune
dal consiglio, Benedetto co’ suoi due consorti s’aggiunsono con loro,
e senza alcuno sospetto, i due Monaldi, che al continovo il dì e la
notte usavano con Benedetto, s’avviarono con lui ragionando; e avendo
il traditore l’uno di loro per mano, nel ragionamento, in sulla piazza,
il fedì d’uno stocco, e cadde morto; l’altro Monaldo vedendo questo
cominciò a fuggire: Benedetto sgridò i compagni, i quali il seguirono,
e innanzi che potesse entrare in casa sua il giunsono e uccisonlo.
Morti che furono costoro, Benedetto corse a casa sua e armossi; e
accolti certi suoi amici, co’ suoi due consorti corsono la terra: e non
trovando contasto, entrarono nel palagio del comune; e aggiuntasi forza
di cittadini di sua setta, Benedetto si fece fare signore, e cominciò
a perseguitare tutti coloro ch’erano stati amici de’ suoi consorti
morti; e montò in tanta crudeltà la sua tirannia coll’audacia de’ suoi
seguaci, che cacciati molti cittadini, in piccolo tempo, innanzi che
l’anno fosse compiuto, più di dugento tra dell’una setta e dell’altra
se ne trovarono morti di ferro. Onde il contado e il paese d’intorno se
ne ruppe in sì fatto modo, che in niuno cammino del loro distretto si
potea andare sicuro.