CAP. LXXIII.

_Come i Fiorentini comperarono Prato, e recaronlo al loro contado._

Avendo il nostro comune la guardia di Prato presa contro la comune

volontà de’ terrazzani, pensò che se mai tornasse in libertà, che

i giovani in cui mano era rimasa la signoria con provvedenza la

guarderebbono e la recherebbono a tirannia lievemente: e però sentendo

il re Luigi e la reina Giovanna ereda del duca di Calavra, tornati

di nuovo nel Regno, e che erano in fortuna e in grande bisogno,

e governavansi per consiglio di messer Niccola Acciaiuoli nostro

cittadino, feciono segretamente trattare di comperare la giurisdizione

ch’aveano in Prato. E trovando la materia disposta per lo bisogno

del re e della reina, e bene favoreggiata da messer Niccola detto,

il mercato fu fatto, e pagati per lo comune fiorini diciassettemila

e cinquecento alla reina, come fu la convegna, per solenni privilegi

e stipulazioni pubbliche dierono al comune di Firenze ogni ragione e

misto e mero imperio ch’aveano nella terra di Prato e nel suo contado.

E come il comune ebbe la ragione di questa compera, improvviso a’

Pratesi mandò alcuna forza a Prato e prese la tenuta di nuovo, e fece

manifestare a’ Pratesi come la terra e il contado e gli uomini di quel

comune erano liberi del nostro comune per la detta compera, e mostrar

loro i privilegi e le carte; e questo fu del mese di... nel detto

anno. E presa la tenuta, incontanente levò le signorie, gli ordini

e gli statuti de’ Pratesi, e recò la terra e il contado a contado di

Firenze, e diede l’estimo e le gabelle a quello comune come a’ suoi

contadini, e diede loro quelli beneficii della cittadinanza e degli

altri privilegi ch’hanno i contadini di Firenze: e ordinovvi rettori

cittadini con certa limitata giurisdizione, recando il sangue e l’altre

cose più gravi alla corte del podestà del comune di Firenze. Della qual

cosa i Pratesi vedendosi avere perduta la loro franchigia, generalmente

si tennono mal contenti, ma poterono conoscere per non sapere usare

libertà divenire suggetti: e per la provvisione fatta di non venire

alla signoria de’ Fiorentini, con quella in perpetuo furono legati alla

sua giurisdizione.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 80 / 190 题