_Come i Fiorentini comperarono Prato, e recaronlo al loro contado._
Avendo il nostro comune la guardia di Prato presa contro la comune
volontà de’ terrazzani, pensò che se mai tornasse in libertà, che
i giovani in cui mano era rimasa la signoria con provvedenza la
guarderebbono e la recherebbono a tirannia lievemente: e però sentendo
il re Luigi e la reina Giovanna ereda del duca di Calavra, tornati
di nuovo nel Regno, e che erano in fortuna e in grande bisogno,
e governavansi per consiglio di messer Niccola Acciaiuoli nostro
cittadino, feciono segretamente trattare di comperare la giurisdizione
ch’aveano in Prato. E trovando la materia disposta per lo bisogno
del re e della reina, e bene favoreggiata da messer Niccola detto,
il mercato fu fatto, e pagati per lo comune fiorini diciassettemila
e cinquecento alla reina, come fu la convegna, per solenni privilegi
e stipulazioni pubbliche dierono al comune di Firenze ogni ragione e
misto e mero imperio ch’aveano nella terra di Prato e nel suo contado.
E come il comune ebbe la ragione di questa compera, improvviso a’
Pratesi mandò alcuna forza a Prato e prese la tenuta di nuovo, e fece
manifestare a’ Pratesi come la terra e il contado e gli uomini di quel
comune erano liberi del nostro comune per la detta compera, e mostrar
loro i privilegi e le carte; e questo fu del mese di... nel detto
anno. E presa la tenuta, incontanente levò le signorie, gli ordini
e gli statuti de’ Pratesi, e recò la terra e il contado a contado di
Firenze, e diede l’estimo e le gabelle a quello comune come a’ suoi
contadini, e diede loro quelli beneficii della cittadinanza e degli
altri privilegi ch’hanno i contadini di Firenze: e ordinovvi rettori
cittadini con certa limitata giurisdizione, recando il sangue e l’altre
cose più gravi alla corte del podestà del comune di Firenze. Della qual
cosa i Pratesi vedendosi avere perduta la loro franchigia, generalmente
si tennono mal contenti, ma poterono conoscere per non sapere usare
libertà divenire suggetti: e per la provvisione fatta di non venire
alla signoria de’ Fiorentini, con quella in perpetuo furono legati alla
sua giurisdizione.