_Come i soldati mossono quistione al conte, e fu loro assegnato messer
Giovanni Peppoli._
La mala provvedenza del conte di Romagna avendo moltiplicata gente
d’arme al suo soldo, e promesse paghe doppie e mesi compiuti per
niente, e dalla Chiesa non aveva i danari, come la sua follia avea
stimato: i soldati conoscendo loro tempo, essendo a pagare di parecchi
mesi di loro propi soldi, senza le promesse del conte, dissono, che di
quel luogo non si partirebbono, se prima non fossono pagati de’ loro
soldi serviti, e delle paghe doppie e mesi compiuti che promessi avea
loro. Il quale soldo, colle promesse fatte, montava centocinquanta
migliaia di fiorini d’oro. Il conte vedendo che la Chiesa non gli
mandava danari, se non a stento, e a pochi insieme, temette che i
soldati, ch’erano tutti di concordia, a uno volere non lo pigliassono,
trattò con loro d’avere termine da fare venire loro danari, e diede
loro in pegno messer Giovanni de’ Peppoli, e certi Bolognesi che avea
prigioni a Imola, e Castel san Pietro, e quello di Luco, e quello di
Doccia, ch’egli avea acquistati in sul Bolognese: e fu con loro in
accordo, come avessono la possessione di tutto, allora cavalcherebbono,
e porrebbonsi a campo stretto alla città di Bologna. Il conte fece
dare loro i prigioni e la guardia delle castella, e avutole, volea
che cavalcassono. I soldati colla corrotta fede, usati de’ baratti,
dissono che ’l pegno non era buono, e non voleano cavalcare nè partirsi
da Castel san Pietro. Messer Giovanni de’ Peppoli sentendo questo,
di presente ebbe de’ conestabili, e trattò con loro di dare contanti
fiorini ventimila d’oro, e per stadichi i suoi figliuoli e quelli
di messer Iacopo suo fratello, e certi cittadini di Bologna per lo
rimanente, ed elli li liberassono di prigione. L’accordo fu fatto
con assentimento del conte, se infra certo tempo la Chiesa non avesse
mandati i danari. Venuto il termine, e non i danari, i soldati presono
fiorini ventimila contanti, e gli stadichi promessi, e lasciarono
messer Giovanni, il quale tornò in Bologna, e il fratello e la parte
loro furono più forti, e signori di potere fare della città a loro
senno, senza la volontà e consiglio de’ loro cittadini, perocchè messer
Giovanni era molto temuto, e sapeva bene essere co’ soldati ne’ fatti
della guerra.