_Come il capitano di Forlì prese Brettinoro per assedio._
Del mese di maggio seguente, gli anni _Domini_ 1350, il capitano di
Forlì vedendo che la Chiesa avea perduta Faenza, essendosi collegato
co’ tiranni di Bologna, con quello di Ravenna e di Faenza, che
desideravano al tutto svegliere la Chiesa di Romagna e la sua forza;
conoscendo il tempo fece suo sforzo, e andò ad assedio al castello di
Brettinoro, ch’era molto forte e bene fornito. E ivi stando lungamente,
la Chiesa non lo soccorreva per avarizia, ma scrivea a’ signori di
Bologna, i quali amavano che si perdesse, e ai comuni di Toscana, che
aiutassono al conte di Romagna a soccorrerlo senza darli forza di gente
d’arme. E stando d’oggi in domane a speranza dell’aiuto degl’Italiani,
non avendo alcuna forza da se, il conte si trovò ingannato. Il
capitano stringeva gli assediati con ogni argomento, i quali disperati
di soccorso, in prima i terrazzani s’arrenderono al capitano, e
appresso quelli della rocca la dierono per danari, che bene la poteano
lungamente difendere. Ma la viltà del non sentire apparecchiare
soccorso gli fece affrettare a trarre il loro vantaggio.