CAP. LII.

_Come Balase tornando per lo suo reame contro al figliuolo ebbe grande

fortuna, e poi fu avvelenato._

Balase avendo acquistato il reame di Tunisi, e perduto quello di Bella

Marina e di Tremusi, di che Buevem suo figliuolo s’avea fatto coronare,

fece in Tunisi re un altro suo figliuolo, e con sei galee armate, e

una nave di Genovesi carica di grande tesoro ch’avea tratto di Tunisi,

del mese d’ottobre del detto anno, si mise in mare per tornare nel

suo reame: confidandosi, che essendo con sua persona nel paese, i

suoi sudditi l’ubbidirebbono, non ostante che il figliuolo avesse la

signoria. E avendo lasciato il suo nuovo re in Tunisi, poco appresso la

sua partita gli Arabi entrarono in Tunisi, e uccisono questo figliuolo

rimaso, e fecionne re il nipote del re di Tunisi, cui Balase avea

morto; e ’l detto Balase essendo in mare, una fortuna il percosse,

e tutte e sei le sue galee ruppe, e tutti gli uomini perirono, salvo

il re con alquanti compagni che camparono in su uno scoglio: e indi

levato da certi pescatori fu portato a Morocco, ove riconosciuto, fu

ricevuto come loro signore. La nave col suo tesoro messasi in alto

pelago arrivò in Ispagna, e il re Pietro s’appropiò il tesoro. Balase

essendo ubbidito in Morocco e nel paese, di presente accolse di suoi

baroni, e con grande oste andò contro a Buevem suo figliuolo, inverso

Fessa; e cominciato a guerreggiare, veggendo Buevem che i suoi baroni

cominciavano a ubbidire al padre, disperandosi della difesa, argomentò

con incredibile tradimento. Egli avea seco una sua sirocchia giovane

fanciulla figliuola di Balase, costei ammaestrò di quello ch’egli

volle ch’ella facesse: la quale si partì da lui, mostrando mal suo

volere, e tornò al padre, il quale la vide allegramente, ed ella lui,

come caro padre, e commendatola della sua venuta, la tenea intorno a

se come figliuola. Ma la corrotta fanciulla osservando la malizia del

fratello, ivi a pochi dì avvelenò il padre. Finito Balase il corso

della sua vita, e delle sue grandi fortune prospere e avverse, Buevem

suo figliuolo rimase re della Bella Marina, e di Morocco e di Tremusi;

ma poco appresso i Mori gli rubellarono Tremusi, ma egli di presente

vi mandò grande oste, e racquistò tutto. E montato in grande potenzia,

per forza si sottomise il reame di Buggea e quello di Costantina, e’

loro re mise in prigione. E incrudelito, per ambizione di reggere la

signoria con meno paura, in brieve tempo fece morire venticinque suoi

fratelli di diverse madri. Ed esaltato sopra tutti i Barberi, cominciò

a usare senza freno la sua lussuria, e gli altri diletti carnali, ove

si riposa la gloria di quelli saracini; e a un’otta avea trecento mogli

e grande novero di vergini, le più nobili e le più belle de’ suoi

reami: e quando gli piaceva, usava con quella che l’appetito della

sua concupiscenza richiedeva, e quella mettea nel numero delle sue

mogli. Uomo fu ridottato sopra gli altri signori, e aspro punitore di

giustizia; e con grande guardia e con molto ordine governava i suoi

reami. A’ cristiani mercatanti facea grande onore, e volentieri gli

ricettava in suo reame.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 59 / 190 题