_Come Balase tornando per lo suo reame contro al figliuolo ebbe grande
fortuna, e poi fu avvelenato._
Balase avendo acquistato il reame di Tunisi, e perduto quello di Bella
Marina e di Tremusi, di che Buevem suo figliuolo s’avea fatto coronare,
fece in Tunisi re un altro suo figliuolo, e con sei galee armate, e
una nave di Genovesi carica di grande tesoro ch’avea tratto di Tunisi,
del mese d’ottobre del detto anno, si mise in mare per tornare nel
suo reame: confidandosi, che essendo con sua persona nel paese, i
suoi sudditi l’ubbidirebbono, non ostante che il figliuolo avesse la
signoria. E avendo lasciato il suo nuovo re in Tunisi, poco appresso la
sua partita gli Arabi entrarono in Tunisi, e uccisono questo figliuolo
rimaso, e fecionne re il nipote del re di Tunisi, cui Balase avea
morto; e ’l detto Balase essendo in mare, una fortuna il percosse,
e tutte e sei le sue galee ruppe, e tutti gli uomini perirono, salvo
il re con alquanti compagni che camparono in su uno scoglio: e indi
levato da certi pescatori fu portato a Morocco, ove riconosciuto, fu
ricevuto come loro signore. La nave col suo tesoro messasi in alto
pelago arrivò in Ispagna, e il re Pietro s’appropiò il tesoro. Balase
essendo ubbidito in Morocco e nel paese, di presente accolse di suoi
baroni, e con grande oste andò contro a Buevem suo figliuolo, inverso
Fessa; e cominciato a guerreggiare, veggendo Buevem che i suoi baroni
cominciavano a ubbidire al padre, disperandosi della difesa, argomentò
con incredibile tradimento. Egli avea seco una sua sirocchia giovane
fanciulla figliuola di Balase, costei ammaestrò di quello ch’egli
volle ch’ella facesse: la quale si partì da lui, mostrando mal suo
volere, e tornò al padre, il quale la vide allegramente, ed ella lui,
come caro padre, e commendatola della sua venuta, la tenea intorno a
se come figliuola. Ma la corrotta fanciulla osservando la malizia del
fratello, ivi a pochi dì avvelenò il padre. Finito Balase il corso
della sua vita, e delle sue grandi fortune prospere e avverse, Buevem
suo figliuolo rimase re della Bella Marina, e di Morocco e di Tremusi;
ma poco appresso i Mori gli rubellarono Tremusi, ma egli di presente
vi mandò grande oste, e racquistò tutto. E montato in grande potenzia,
per forza si sottomise il reame di Buggea e quello di Costantina, e’
loro re mise in prigione. E incrudelito, per ambizione di reggere la
signoria con meno paura, in brieve tempo fece morire venticinque suoi
fratelli di diverse madri. Ed esaltato sopra tutti i Barberi, cominciò
a usare senza freno la sua lussuria, e gli altri diletti carnali, ove
si riposa la gloria di quelli saracini; e a un’otta avea trecento mogli
e grande novero di vergini, le più nobili e le più belle de’ suoi
reami: e quando gli piaceva, usava con quella che l’appetito della
sua concupiscenza richiedeva, e quella mettea nel numero delle sue
mogli. Uomo fu ridottato sopra gli altri signori, e aspro punitore di
giustizia; e con grande guardia e con molto ordine governava i suoi
reami. A’ cristiani mercatanti facea grande onore, e volentieri gli
ricettava in suo reame.