_Di tremuoti furono in Italia._
In questo anno, a dì 10 di settembre, si cominciarono in Italia
tremuoti disusati e maravigliosi, i quali in molte parti del mondo
durarono più dì, e a Roma feciono cadere il campanile della chiesa
grande di san Paolo, con parte delle loggi di quella chiesa, e una
parte della nobile torre delle milizie, e la torre del conte, lasciando
in molte altre parti di Roma memoria delle sue rovine. Nella città di
Napoli fece cadere il campanile, e la faccia della chiesa del vescovado
e di santo Giovanni maggiore, e in assai altre parti della città fece
grandi rovine, con poco danno degli uomini. Nella città d’Aversa,
essendo i caporali de’ Tedeschi e degli Ungheri, con molti conestabili
e cavalieri, a consiglio nella chiesa maggiore, non determinato il
loro consiglio uscirono della chiesa, e come furono fuori, la chiesa
cadde, e per volontà di Dio a niuno fece male. La città dell’Aquila ne
fu quasi distrutta, che tutte le chiese e’ grandi difici della città
caddono, con grande mortalità d’uomini e di femmine; e durando per più
dì i detti tremuoti, tutti i cittadini, ed eziandio i forestieri, si
misono a stare il dì e la notte su per le piazze e di fuori a campo,
mentre che quello movimento della terra fu, che durò otto dì e più.
Ed erano sì grandi, che in piana terra avea l’uomo fatica di potersi
tenere in piede. A san Germano e a monte Cassino fece incredibili ruine
di grandi difici, e dell’antico monistero di santo Benedetto sopra il
monte del poggio medesimo, che pare tutto sasso, abbattè buona parte;
il castello di Valzorano del poggio rovinò nella valle, con morte
quasi di tutti i suoi abitanti. Nella città di Sora fece degli edifici
grandissime ruine, e così in molte altre parti di Campagna e di terra
di Roma, e del Regno e di molte altre parti d’Italia, che sarebbono
lunghe e tediose a raccontare. Per li quali terremuoti si potea per li
savi stimare le future novità e rivolgimenti di que’ paesi, le quali
poi seguitarono, come il nostro trattato seguendo si potrà vedere.