CAP. XLIII.

_Come i Fiorentini presono Colle._

I Colligiani avendo ripreso in loro giuridizione il reggimento libero

della loro terra, poichè ’l duca d’Atene fu cacciato di Firenze,

che per lo detto comune n’era signore, volendo mantenere la loro

libertà, non lo seppono fare, anzi cominciarono a setteggiare, e

volere cacciare l’uno l’altro, e alcuna parte trattava coll’aiuto di

grandi e possenti vicini d’esserne tiranni. E scoperto tra loro il

trattato, si condussono all’arme: e stando in combattimento dentro,

il comune di Firenze per paura che tirannia non vi si accogliesse,

subitamente vi mandò il capitano della guardia che allora tenea in

Firenze, con trecento cavalieri e con assai fanti a piè, e improvviso

vennono a’ Colligiani in su le porti e intorno alla Prateria, del mese

d’aprile gli anni 1349. E sentendo i Colligiani la gente de’ Fiorentini

alle porti, e tra loro grave discordia dentro, viddono, che volere

a’ cittadini di Firenze, che ivi erano mandati per loro bene, fare

resistenza era impossibile, e il loro peggiore, perocchè se l’una setta

si fosse messa alla difesa, l’altra si sarebbe fatta forte col comune

di Firenze, e arebbono abbattuta la setta contraria, sicchè per lo

loro migliore, di comune concordia apersono le porti, e misono dentro

la gente del comune di Firenze. E come dentro vi furono, i terrazzani

lasciarono l’arme che aveano prese per la loro divisione, e ragunati al

consiglio, conobbono, che il comune beneficio della loro comunità era

di dare la guardia di quella terra al comune di Firenze, e altrimenti

non vedeano di potere vivere in pace e in riposo senza sospetto l’uno

dell’altro. E però diliberarono solennemente tutti d’uno animo e d’una

concordia, che ’l comune di Firenze avesse in perpetuo la guardia di

quella terra; e il comune la prese, e ordinò dentro senza quistione

i loro ufici, comunicandoli discretamente tra’ loro terrazzani, a

contentamento di catuna parte; e appresso di tempo in tempo v’ordinò il

comune di Firenze la guardia de’ suoi cittadini, e i rettori di quella,

mandandovegli da Firenze ogni sei mesi successivamente.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 50 / 190 题