_Come il doge Guernieri fu preso in Corneto dagli Ungheri._
Tornato il re Luigi a Napoli, non avendo potuto acquistare in Puglia
alcuna cosa, ma peggiorata la sua condizione, acciocchè le terre
e’ baroni di sua parte non prendessono troppo sconforto della sua
partita, mandò in Puglia il doge Guernieri con quattrocento cavalieri,
e commisegli la guardia di coloro che teneano con esso lui, e che
raffrenasse la baldanza de’ suoi avversari. Il duca si mosse con sua
compagnia, e con lui mandò il re alquanti confidenti toscani, tra’
quali fu messer Iacopo de’ Cavalcanti di Firenze, pro’ e valente
cavaliere. Costoro entrati in Puglia si ridussono in Corneto. Il
fallace duca pensava, che stando dalla parte del re non potea predare
nè avanzare come l’animo suo desiderava, e vedendo la materia acconcia,
e già cominciata per Currado Lupo e per gli Ungheri, trovò modo,
volendo coprire il suo tradimento, come fatto gli venisse senza sua
palese infamia. E per venire a questo, essendo presso a nimici più
possenti di lui, si stava senza alcuno ordine e senza fare guardia
il dì e la notte, anzi non lasciava serrare le porti della città,
e andavasi a dormire con tutta la sua masnada. Onde avvenne, come
si crede ch’egli avesse ordinato, che Currado Lupo con parte di sua
gente una notte vi cavalcò, e trovate le porte aperte, e senza difesa
e guardia, s’entrò nella città: e trovando il doge e’ suoi cavalieri
dormire ne’ loro alberghi, tutti senza dare colpo di lancia o di spada
ebbe a prigione, loro e’ loro cavalli e arnesi, senza che niuno ne
fuggisse; e avuti i forestieri a prigioni furono signori della terra, e
fecionne, come di Foggia, la loro volontà: e il dì seguente con grande
gazzarra ne menarono i prigioni e la preda a Foggia, dove faceano
loro residenza. Ed essendo il duca Guernieri prigione in Foggia, si
fece porre di taglia trentamila fiorini d’oro; e mandò al re che ’l
dovesse ricomperare in fra certo tempo, e dove questo non facesse,
disse gli conveniva essere contro a lui in aiuto del re d’Ungheria: e
però gli protestava, che se il riscatto non facesse, non gli farebbe
tradimento venendo contro a lui dal termine innanzi. Il re Luigi avendo
conosciuto per opere i suoi baratti, avvegnachè conoscesse che per
cupidità di preda e’ sarebbe contro a’ suoi agro nimico, innanzi il
volle suo avversario, potendo contro a lui scoprirsi alla sua difesa,
che averlo traditore dalla sua parte, e però nol volle riscuotere. Onde
egli trasse a se tutti i Tedeschi di sua condotta, e da Currado Lupo
fu fatto il terzo conducitore della sua oste, renduto a lui e a’ suoi
l’armi e’ cavalli e gli arnesi. Messer Iacopo de’ Cavalcanti, perocchè
altra volta era stato preso, e lasciato alla fede, fu ritenuto, e
ultimamente per mandato del re d’Ungheria, per corrotto saramento,
vituperevolemente fu impiccato.