CAP. XXXVII.

_Come il re Luigi assediò Nocera._

Prosperando la fortuna il re Luigi nelle lievi cose, gli dava speranza

di prendere le maggiori, e però si mise di presente con tutta sua

gente nel piano di Puglia, e dirizzossi a Nocera de’ saracini, che

si guardava per la gente del re d’Ungheria. Ma perocchè la città era

grande, e guasta e male acconcia a potersi difendere, sentendo gli

Ungheri che dentro v’erano l’avvenimento del re con la sua gente,

abbandonarono la terra, e ridussonsi nella rocca di sopra, ch’era

larga, e molto forte alla difesa, e ivi ridussono tutte le loro

cose. E sopravvenendo il re Luigi, senza contasto con tutta sua gente

entrarono nella città: e trovando il castello sopra la terra forte e

bene guernito alla difesa, conobbono che non era da potersi vincere per

forza di battaglie, e però non tentarono di combatterlo: ma avendo la

città in loro balía, afforzarono in ogni parte intorno alla rocca, e

puosonvi l’assedio, sperando d’averla, poichè gli Ungheri e i Tedeschi

erano per la mortalità malati e mancati, e molti se n’erano iti per

lo mancamento del soldo, e non era loro avviso che a tempo potessono

avere soccorso; e però tenendo que’ del castello di Nocera assediati,

cavalcarono tutto il piano di Puglia infino presso a Barletta; e

avendo cominciato a prendere ardire, trovando che Currado Lupo vicario

del re d’Ungheria non avea forza d’entrare in campo col re Luigi, nè

di soccorrere gli assediati di Nocera, era assai possibile al re di

mantenere l’assedio, e di fare tornare l’altre terre di Puglia a sua

volontà, cavalcando con la sua forza il paese. Ma il fallace duca

Guernieri, ch’avea milledugento cavalieri tedeschi in sua compagnia,

conoscendo il tempo che far lo potea signore e trarlo di guerra, si

mise a fargli quistione, e non lo lasciò muovere dall’assedio, nè

andare all’altre terre per lungo tempo: dando luogo a Currado Lupo

avversario del re di potersi provvedere al soccorso, e il re non era

potente da se di cavalleria nè di moneta che senza il doge potesse

fornire le sue bisogne, e però convenia che seguisse più la volontà

corrotta del doge Guernieri che la sua. E non avea ardimento di

mostrare sospetto di lui, per paura che peggio non gli facesse, e da se

nol potea partire senza peggiorare sua condizione, e crescere la forza

e ’l vigore a’ suoi nimici. Ed essendo così intrigato e male condotto,

per avere un capo a tutti i suoi soldati, perdè tempo più di cinque

mesi al disutile assedio, e diede tempo a’ nimici di procacciare aiuto

e soccorso, come fatto venne loro, come appresso racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 44 / 190 题