_Come il re Luigi prese più castella._
Tornando a’ fatti d’Italia, il re Luigi fatto cavaliere, e dato alcuno
ordine a’ fatti del Regno che l’ubbidia, avvedutosi de’ baroni che
teneano col re d’Ungheria, innanzi che volesse procedere a fare altra
impresa attese a volere racquistare le castella di Napoli. E prima
cominciò al castello di Santermo sopra la detta città, e quello per
viltà di coloro che l’aveano a guardia, temendo delle minacce più
che della forza della battaglia ch’era loro cominciata, essendo da
potersi bene difendere, s’arrenderono al re. E avendo vittoriosamente
acquistato questo castello, se ne venne a quello di Capovana, che
è all’entrata della città, fortissimo, da non potersi vincere per
battaglia. Coloro che dentro v’erano alla difesa cominciarono a
resistere al primo assalto; ma inviliti per la presura di quello
di Santermo, e più perchè non vedeano apparecchiato loro soccorso,
trattaron la loro salvezza, e renderono il castello al re. Avuto il
re questi due forti castelli con poca fatica, s’addirizzò al castello
dell’Uovo fuori di Napoli sopra il mare, il quale per battaglia non
si potea avere, ma era agevole ad assediare, che tutto era in mare,
salvo d’una parte si congiungeva con una cresta del poggio, in sul
quale il re fece fare un battifolle. Que’ del castello sappiendo che
il loro soccorso non potea essere d’altra parte che per mare, e in
quello mare non era alcuna forza del re d’Ungheria, innanzi che si
volessono recare allo stremo patteggiarono col re, e renderongli il
castello. Avute il re prosperamente queste tre castella in poco tempo,
fece molto rinvigorire gli animi de’ Napoletani. E vedendo che non
v’era rimaso altro che il castello Nuovo a capo alla città, dove era
l’abitazione reale, il quale era sopra modo forte e bene fornito, tanto
era cresciuta la baldanza, che nel fervore del loro animo con molto
apparecchiamento si misono a combatterlo da ogni parte, con aspra e
fiera battaglia. Ma dentro v’era Gulforte fratello di Currado Lupo,
cui il re d’Ungheria avea lasciato vicario suo, ed era accompagnato
di buona masnada, e bene fornito alla difesa, sicchè per niente si
travagliarono della battaglia. E certificati che per forza non lo
potevano avere, e che Gulforte era fedele al suo signore, presono
consiglio d’abbarrare tra il castello e la città, e così fu fatto, e
misonvi buona guardia; sicchè fuori che dalla marina il castello era
assediato. E poi senza combattere o assalirlo, l’una gente e l’altra si
stettono lungamente.