CAP. XXXII.

_Come il re Filippo di Francia e ’l figliuolo tolsono moglie._

Era nella mortalità morta la moglie del re Filippo di Francia, madre di

messer Giovanni primogenito, Dalfino di Vienna, la quale fu sirocchia

del duca di Borgogna, e la moglie di messer Giovanni suo figliuolo,

figliuola che fu del re Giovanni di Boemia della casa di Luzimborgo,

della quale rimasono quattro figliuoli maschi, che ’l primo nomato

Carlo fu duca di Normandia, e il secondo messer Luigi conte d’Angiò,

e il terzo messer Giovanni conte di Pittieri, e il quarto minore

messer Filippo: e tre figliuole, che la maggiore fu reina di Navarra,

la seconda monaca del grande monasterio di Puscì, e un’altra piccola

nominata Lisabetta. Ed essendo catuno senza moglie, il duca Giovanni

trattava di torre per moglie la sirocchia del re di Navarra, ch’era

delle più belle giovani e di maggiore pregio di virtù che niun’altra

di que’ paesi, e tenevane bargagno. Il re Filippo suo padre sapendo

che il figliuolo trattava d’avere questa damigella per moglie, un dì

che ’l duca suo figliuolo era cavalcato fuori del paese, mandò per

questa giovane: e come fu venuta, senza fare altro trattato la tolse

per moglie, perocchè ’l piacere della sua bellezza non gli lasciò

considerare più innanzi. Tornato il figliuolo se ne indegnò forte, e

alla festa delle nozze del padre non volle essere. Ma passato alcuno

tempo, richiamato dal padre, venne a lui. E riprendendolo il re

dolcemente, gli disse: caro figliuolo, se voi amavate avere a donna

questa damigella, voi non dovevate tener bargagno. Onde egli conoscendo

suo difetto, rimase contento. E allora il padre gli diè per moglie

un’altra nobile dama della casa di Bologna su lo mare, ch’era stata

moglie del duca di Borgogna: della qual cosa i Borgognoni furono mal

contenti, essendo rimaso un picciolo fanciullo della detta donna, il

quale dovea essere loro duca. E per lo detto maritaggio vendè la donna

il governamento del figliuolo con la forza del re, e il re occupò

parte della giuridizione di Borgogna, onde i baroni e’ paesani forte si

sdegnarono contro al loro re. Ma perocchè il re di Francia per troppa

giovinile vaghezza avea offeso il figliuolo e se, poco tempo stette

con la sua giovane e vaga donna, che sforzando la natura già senile

nella bellezza della damigella, raccorciò il tempo della sua vita,

come appresso al debito tempo racconteremo, narrando prima com’egli fu

ingannato dagl’Inghilesi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 39 / 190 题