_Come il re Filippo di Francia e ’l figliuolo tolsono moglie._
Era nella mortalità morta la moglie del re Filippo di Francia, madre di
messer Giovanni primogenito, Dalfino di Vienna, la quale fu sirocchia
del duca di Borgogna, e la moglie di messer Giovanni suo figliuolo,
figliuola che fu del re Giovanni di Boemia della casa di Luzimborgo,
della quale rimasono quattro figliuoli maschi, che ’l primo nomato
Carlo fu duca di Normandia, e il secondo messer Luigi conte d’Angiò,
e il terzo messer Giovanni conte di Pittieri, e il quarto minore
messer Filippo: e tre figliuole, che la maggiore fu reina di Navarra,
la seconda monaca del grande monasterio di Puscì, e un’altra piccola
nominata Lisabetta. Ed essendo catuno senza moglie, il duca Giovanni
trattava di torre per moglie la sirocchia del re di Navarra, ch’era
delle più belle giovani e di maggiore pregio di virtù che niun’altra
di que’ paesi, e tenevane bargagno. Il re Filippo suo padre sapendo
che il figliuolo trattava d’avere questa damigella per moglie, un dì
che ’l duca suo figliuolo era cavalcato fuori del paese, mandò per
questa giovane: e come fu venuta, senza fare altro trattato la tolse
per moglie, perocchè ’l piacere della sua bellezza non gli lasciò
considerare più innanzi. Tornato il figliuolo se ne indegnò forte, e
alla festa delle nozze del padre non volle essere. Ma passato alcuno
tempo, richiamato dal padre, venne a lui. E riprendendolo il re
dolcemente, gli disse: caro figliuolo, se voi amavate avere a donna
questa damigella, voi non dovevate tener bargagno. Onde egli conoscendo
suo difetto, rimase contento. E allora il padre gli diè per moglie
un’altra nobile dama della casa di Bologna su lo mare, ch’era stata
moglie del duca di Borgogna: della qual cosa i Borgognoni furono mal
contenti, essendo rimaso un picciolo fanciullo della detta donna, il
quale dovea essere loro duca. E per lo detto maritaggio vendè la donna
il governamento del figliuolo con la forza del re, e il re occupò
parte della giuridizione di Borgogna, onde i baroni e’ paesani forte si
sdegnarono contro al loro re. Ma perocchè il re di Francia per troppa
giovinile vaghezza avea offeso il figliuolo e se, poco tempo stette
con la sua giovane e vaga donna, che sforzando la natura già senile
nella bellezza della damigella, raccorciò il tempo della sua vita,
come appresso al debito tempo racconteremo, narrando prima com’egli fu
ingannato dagl’Inghilesi.