CAP. XXIX.

_Come s’ordinò il generale perdono a Roma nel 1349._

Essendo stato il giudicio della generale mortalità nell’universo

per giusta cagione, fu supplicato al papa che nel prossimo futuro

cinquantesimo anno la Chiesa rinnovellasse generale perdono in Roma.

Il papa Clemente sesto, col consiglio de’ suoi cardinali, e di molti

altri prelati e maestri in teologia, trovando che per lo dicreto fatto

per papa Bonifazio, ogni capo di cento anni dalla natività di Cristo

fosse ordinato generale perdono a Roma, per comune consiglio parve più

convenevole, considerando l’età umana che è brieve, che il perdono

fosse di cinquanta in cinquanta anni. Avendo ancora alcuno rispetto

all’anno Iubileo della santa Scrittura, nel quale catuno ritornava ne’

suoi propri beni: e i propri beni de’ cristiani sono i meriti della

passione di Cristo, per li quali ci seguita indulgenzia e remissione

dei peccati. E per questa cagione la santa madre Chiesa fece decreto

e ordine: che nel prossimo futuro cinquantesimo anno, per la natività

di Cristo, cominciasse a Roma generale perdono di colpa e di pena

di tutti i peccati a’ fedeli cristiani i quali andassono a Roma, dal

detto termine a uno anno, i quali fossono confessi e contriti de’ loro

peccati, e vicitassono ogni dì la chiesa di santo Pietro e di santo

Paolo e di santo Giovanni Laterano. E le dette visitazioni furono

stribuite a’ Romani trenta dì continovi, salvo che quello si omettesse

si potesse con un altro ristorare; ed agl’Italiani quindici dì, e

agli oltramontani a tali dieci, a tali cinque dì, e meno, secondo la

distanza de’ paesi. E nondimeno la Chiesa discretamente provvide, per

molti e diversi casi e cagioni che possono avvenire, ch’e’ cardinali e

gli altri legati che andarono per lo mondo, e stettono a Roma, avessono

autorità di potere dispensare del tempo come a loro paresse. E le

lettere furono fatte e mandate per corrieri sotto le bolle papali. In

prima per tutta la cristianità, e appresso per suoi legati a predicare

per tutto le sante indulgenze, acciocchè ciascuno s’apparecchiasse e

disponesse a potere ricevere il santo perdono. In Italia furono mandati

due cardinali, quello di Bologna sopra lo Mare, messer Annibaldo di

Ceccano, e messer Ponzo di Perotto di Linguadoca vescovo d’Orbivieto,

uomo onesto, e di grande autorità, il quale era vicario di Roma per

lo papa: fu commessa piena e generale legazione a potere a tutti

dispensare il tempo delle dette visitazioni come a lui paresse, ch’era

presente continuo nella città di Roma. Lasciando alquanto la santa

disposizione del perdono, ci occorrono meno piacevoli, e più gravi cose

al presente a raccontare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 36 / 190 题